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18 dicembre 2017

Prepariamo il Natale

“Il buon Dio non smette di venire a trovarci”.

Novena ragazzi da lunedì 18 a venerdì 22 
Elementari ore 8 in Chiesa SB oppure ore 16,40 in Chiesa MMC
Medie ore 7,30 in Chiesa SB con colazione


Celebrazione del Sacramento della Riconciliazione 

Chiesa SB martedì 19 dicembre ore 21,00
CELEBRAZIONE COMUNITARIA ADULTI

Nelle due chiese: possibilità di CELEBRAZIONE INDIVIDUALE
 venerdì 22 dalle 16 all’ora della messa feriale
 sabato 23 dalle 9,30 alle 12,30 e dalle ore 15,30 alla messa di vigilia. 


Celebriamo il Natale
DOMENICA 24 DICEMBRE - “PRENATALIZIA” 
Chiesa MMC: 9,00 - 11,00 Chiesa SB 10,30  s. Messa di Vigilia del Natale 
Chiesa MMC: ore 17,00 Chiesa SB ore 18,00 s. Messa di mezzanotte 
ore 24,00 Chiesa SB preceduta alle ore 23,40 da una breve veglia di musiche e preghiere

LUNEDI’ 25 DICEMBRE
NATALE DEL SIGNORE 
s. Messa del giorno  Chiesa MMC: 9,00 - 11,00 Chiesa SB: 10,30 - 18

MARTEDI’ 26 DICEMBRE
S. Stefano, Primo martire 
Chiesa SB: 10,30 Chiesa MMC: 17,00 



07 aprile 2017

Lasciatevi riconciliare con Dio

CELEBRAZIONI COMUNITARIE DEL SACRAMENTO DELLA RICONCILIAZIONE

Terza età in MMC lunedì 10 aprile ore 15
Terza età in SB mercoledì 12 aprile ore 15
Preadolescenti venerdì 7 aprile ore 18,30 in MMC
Giovani e Adulti venerdì 7 aprile ore 21 in SB
18enni e Adolescenti mercoledì 12/4 ore 21 in SB

E POI IN ENTRAMBE LE DUE CHIESE

Mercoledì Santo dopo la Messa fino alle 19,30
Giovedì Santo: dalle 18,00 alle 19,30
Venerdì Santo: dalle ore 9,30 alle 12,00
dalle ore 16,00 alle 19,00
Sabato 4 aprile: dalle ore 9,30 alle 12,00
dalle ore 15,30 alle 19,00

10 dicembre 2016

Sacramento della Riconciliazione

In vista del Natale la Riconciliazione si celebrerà:
·  per gli Adolescenti e 18/19nni
mercoledì 21 dicembre: ore 21 Chiesa MMC
·  per i Giovani e gli Adulti
CELEBRAZIONE COMUNITARIA:
Giovedì 22 dicembre: alle ore 21,00 Chiesa SB
·  per la Terza Età
Lunedì 12 dicembre: ore 11,00 Chiesa MMC
Mercoledì 21 dicembre: ore 15,30 Chiesa SB
Negli altri giorni, nelle due chiese:
* Venerdì 23 e Sabato 24 dicembre
dalle ore 9,30 alle ore 12,00
e dalle ore 15,30 a 15 minuti prima della messa vigiliare dell1 17 a Maria Madre e delle 18 a S.Barnaba.


11 dicembre 2015

Il Sacramento della Riconciliazione...

in vista del Natale si celebrerà:

· per gli Adolescenti e 18/19nni Lunedì 21 dicembre: ore 21 Chiesa MMC

· per i Giovani e gli Adulti 
* Celebrazione comunitaria: Martedì 22 dicembre: alle ore 21,00 Chiesa SB
· per la Terza Età 
Lunedì 14 dicembre: ore 11,00 Chiesa MMC Mercoledì 16 dicembre: ore 15,00 Chiesa SB

Negli altri giorni e nelle due chiese:

* Sabato 19 dicembre dalle 16,00 alle 17,45

* Mercoledì 23 e Giovedì 24 dicembre dalle ore 9,30 alle ore 12,00 e dalle ore 15,30 alle ore 17,45

20 marzo 2015

RICONCILIAZIONE COMUNITARIA

Lunedì 30 marzo ore 21 
Chiesa SB: giovani e adulti 

E poi nelle due chiese 
Martedì 31 marzo e Mercoledì 1 aprile:
dalle ore 17,00 alle ore 19,00 (escluso il tempo della messa)

Giovedì 2 aprile: dalle ore 16,00 alle 19,00

Venerdì 3 aprile: dalle ore 9,30 alle 12,00
dalle ore 16,00 alle 19,00

Sabato 4 aprile: dalle ore 9,30 alle 12,00
dalle ore 15,00 alle 19,00




Dalla Parola alla vita… spunti per la riconciliazione.


«In verità, in verità vi dico: chiunque commette il peccato è schiavo del peccato. Ora lo schiavo non resta per sempre nella casa, ma il figlio vi resta sempre; se dunque il Figlio vi farà liberi, sarete liberi davvero».

Non siamo stati fatti per la schiavitù ma per la libertà: il Creatore anzitutto si è rivelato come il Redentore, il Liberatore. Ma quante sono le schiavitù nella vita dell’uomo e nella storia dell’umanità! La più dura, quella che nemmeno Dio può sopportare per le sue creature, è quella del peccato. Ogni schiavitù è violenza che toglie dignità, buona considerazione di sé, prospettiva e inietta il veleno della paura che paralizza, spaventa, sfibra, scoraggia… come pure la tentazione del rancore, dell’odio e della vendetta. Infine il peccato realizza una divisione ancora più devastante che quella dagli altri, da se stessi e dal proprio futuro: quella da Dio. Il dubbio radicale sulla sua bontà e benevolenza, sul la fedeltà del suo amore, sul suo perdono, è il cavallo di Troia che lasci entrare nella mente e nel cuore consegnandoti al peccato. Ed è la fine: da te non ne esci più, il tarlo rode pian piano e mina ogni intento e ogni impresa, specie quelle più belle. San Paolo scrive: Io non riesco a capire neppure ciò che faccio: infatti non quello che voglio io faccio, ma quello che detesto... c'è in me il desiderio del bene, ma non la capacità di attuarlo; infatti io non compio il bene che voglio, ma il male che non voglio…Io trovo dunque in me questa legge: quando voglio fare il bene, il male è accanto a me. Infatti acconsento nel mio intimo alla legge di Dio, ma nelle mie membra vedo un'altra legge, che muove guerra alla legge della mia mente e mi rende schiavo della legge del peccato che è nelle mie membra. Sono uno sventurato! Chi mi libererà da questo corpo votato alla morte? Siano rese grazie a Dio per mezzo di Gesù Cristo nostro Signore!

Talvolta giungo a fare verità sulla mia vita solo per resa alle tante paure o perché scoperto manchevole: ma... è solo una mezza verità. Perché solo quando permetto alla luce della Parola di illuminare la vita so-no condotto dallo Spirito alla “verità tutta intera”, nella quale prima che un peccatore sono anzitutto un figlio amato e perdonato da Dio. Questa verità non mi umilia, anzi libera; non mi ‘distanzia da’ ma mi rinnova l’invito alla confidenza, filiale e fraterna. E’ cammino lungo, in salita, con tanti momenti di stanchezza e cadute, ma è quello per il quale sono stato condotto nella vita dal Signore: do-po ogni caduta, piccola o grande, Lui mi risolleva. E’ il cammino che, riconoscente, ancora scelgo di seguire perché è la mia unica e vera speranza. Pregate con me e per me, come io prego per voi, perché possa giungere alla prossima Pasqua e cantare “l’amore fedele che non mi ha lasciato”. 

don Alfredo

14 dicembre 2012

La Riconciliazione


Il Sacramento della Riconciliazione si celebrerà:

· per i Pre-Adolescenti
Giovedì 20 dicembre: dalle ore 17,30 Chiesa MMC
Venerdì 21 dicembre: dalle ore 17,00 Chiesa SB


· per gli Adolescenti e 18/19nni
     Lunedì 17 dicembre: dalle ore 17,00 Chiesa SB
     Giovedì 20 dicembre: dalle ore 17,30 Chiesa MMC
· per i Giovani e gli Adulti
* Celebrazione comunitaria:
Martedì 18 dicembre: alle ore 21,00 Chiesa MMC

Mercoledì 19 dicembre: alle ore 21,00 Chiesa SB

· per la Terza Età
Mercoledì 19 dicembre: dalle ore 15,00 Chiesa SB
Lunedì 17 dicembre: dalle ore 10,00 Chiesa MMC

Negli altri giorni e nelle due chiese:

* Venerdì 21 dicembre dalle ore 15,00 alle ore 18,00
* Sabato 22 dicembre dalle ore 9,00 alle ore 12,00 e dalle ore 15,00 alle ore 18,00

09 dicembre 2011

Il Sacramento della Riconciliazione si celebrerà:

per i Pre-Adolescenti
Venerdì 16 dicembre dalle ore 17,00

per i ragazzi del CIC4
Venerdì 16 dicembre dalle ore 18,30

per gli Adolescenti e 18/19nni
Lunedì 19 dicembre: dalle ore 17,00

per i Giovani e gli Adulti
Martedì 20 dicembre ore 21,00: Celebrazione comunitaria
Giovedì 22 dicembre dalle ore 15,00 alle ore 19,00
Venerdì 23 dicembre dalle ore 15,00 alle ore 19,00
Sabato 24 dicembre dalle 9 alle 12 e dalle 15 alle 19,00

per la Terza Età
Mercoledì 14 dicembre dalle ore 15,00

23 aprile 2010

SACRAMENTO DELLA RICONCILIAZIONE AI RAGAZZI?

Domenica 25 Aprile i nostri ragazzi del CIC 3 celebreranno per la prima volta il Sacramento della Riconciliazione (chiamato anche Sacramento della Penitenza o Penitenza sacramentale, oppure - più volgarmente - “confessione”).
Per comprendere meglio il senso di questo Sacramento all’interno del Cammino di Iniziazione Cristiana offriamo una pagina molto illuminante di un teologo.

La Penitenza è il Sacramento destinato non semplicemente a un peccatore, bensì a un cristiano peccatore, a colui cioè che, dopo il Battesimo, ricade in una situazione grave di peccato. Quattro sono i momenti che costituiscono questo Sacramento: il dolore dei peccati, la confessione dei peccati, l’assoluzione da parte del sacerdote e la penitenza. La scoperta del proprio peccato e il dolore per esso nascono dall’incontro con la misericordia del Signore; da qui viene la luce per scoprire come siamo veramente e da qui comincia il cammino della penitenza. Il dolore dei peccati non si identifica con qualcosa di emotivo; si tratta invece del gesto con cui un peccatore riconosce: «Così non va; voglio prendere le distanze da questi comportamenti; voglio ritrovare pienamente il mio posto nella Chiesa; voglio ritrovare la verità di me stesso di fronte a Dio».
Il dolore dei peccati non rimane qualcosa di puramente interiore, ma si esprime nel gesto di confessarli di fronte al ministro della Chiesa. Solo confessando il peccato come peccato, il peccatore effettivamente prende le distanze da esso. L’impossibilità di «confessarsi da soli» e la necessità di riferirsi al ministro della Chiesa dipende dal fatto che la fede cristiana non si esaurisce nel rapporto tra il singolo credente e Dio. Il cristiano riconosce che il suo rapporto con il Dio di Gesù Cristo passa attraverso la Chiesa, la comunità che il Signore ha voluto come «luogo» per entrare in relazione con lui; il peccato del cristiano, dunque, mentre «offende» Dio (ma Dio «si offende» perché col peccato noi facciamo male a noi stessi), «ferisce» la Chiesa; di conseguenza il ritorno del cristiano peccatore a Dio passa attraverso la Chiesa e attraverso la confessione dei propri peccati a colui che, in forza del Sacramento dell’Ordine, della Chiesa è ministro.
Dal ministro della Chiesa il cristiano peccatore pentito riceve l’assoluzione: non si tratta di un gesto magico, bensì di un’azione attraverso la quale, nella forza del suo Spirito, Cristo stesso opera comunicandoci il suo perdono. «Perdono» è una parola che oggi facilmente viene fraintesa come sinonimo di «buonismo». In realtà, perdonare non significa minimizzare il peccato. Quando Dio perdona dice: «Nonostante quello che hai fatto, tu sei più grande del male che hai fatto. Puoi lasciarti dietro le spalle il male fatto e puoi andare verso un futuro diverso, perché io ti do la capacità di essere nuovo». L’immagine forse più bella per esprimere l’azione di Dio che perdona è quella evocata dal Salmo 50: la creazione di un cuore nuovo. Nel Sacramento della Penitenza, tuttavia, non si tratta di una creazione assolutamente nuova, bensì di una ri-creazione di quel cuore nuovo donato col Battesimo.
L’ultimo momento del cammino del cristiano peccatore pentito è quello specificamente indicato col termine penitenza. Oggi questo momento si riduce di solito a qualche preghiera che il penitente è invitato a recitare; nell’antichità, invece, i gesti penitenziali erano molto impegnativi: oltre alle preghiere consistevano in digiuni, elemosine, pellegrinaggi a piedi, ecc. Benché siano state notevolmente «ammorbidite», le opere penitenziali non vanno tralasciate, perché hanno lo scopo di rimediare/riparare il male fatto e di manifestare concretamente il desiderio di cominciare una vita nuova con la proposta di un primo passo praticabile.
Propriamente, dunque, la Penitenza non è un Sacramento dell’Iniziazione Cristiana. Potremmo piuttosto parlare di una «ripresa» dell’Iniziazione Cristiana per il cristiano che ha gravemente peccato: se, infatti, mediante l’Iniziazione Cristiana un credente è stato accolto dalla Chiesa, mediante la Penitenza un cristiano peccatore dalla Chiesa viene ri-accolto. Da diversi secoli, però, la prassi della Chiesa di fatto colloca anche la Penitenza all’interno di quello che noi oggi chiamiamo l’itinerario di iniziazione dei fanciulli: essa infatti viene di norma celebrata anteriormente alla Prima Comunione sacramentale. Dopo il Vaticano II, in alcune Diocesi europee, statunitensi e canadesi, si diffuse la prassi di accogliere alla mensa eucaristica fanciulli di sette/ otto anni, rimandando di qualche tempo la celebrazione della Penitenza sacramentale. A favore di questa innovazione giocavano soprattutto motivazioni di carattere psico-pedagogico: nell’ambito dell’evoluzione personale del fanciullo, le condizioni per vivere in modo autentico l’esperienza del perdono sacramentale maturerebbero solo attorno ai nove/dieci anni; la partecipazione alla mensa eucaristica, invece, sarebbe del tutto in armonia con lo stadio evolutivo di un bambino di sette anni. A questa età, inoltre, un fanciullo difficilmente potrebbe trovarsi in quella condizione di peccato che rende strettamente obbligatorio il ricorso alla Confessione prima della Comunione. Nel 1973 la Santa Sede chiese di concludere gli esperimenti avviati e nel 1977 chiarì che non è lecito ammettere i fanciulli alla comunione senza che si siano previamente accostati al Sacramento della Penitenza. A livello teologico questa prassi lascia aperta una domanda: come può essere sacramentalmente riaccolto dalla Chiesa con la Penitenza colui che, non avendo ancora ricevuto l’Eucaristia, non è stato ancora pienamente accolto nella Chiesa? Sul piano dell’agire concreto delle comunità cristiane, le indicazioni della Santa Sede, per quanto non immutabili, sono attualmente vincolanti. D’altra parte, la disciplina che esse ripropongono - pur con le perplessità che solleva - non manca di una sua sensatezza. È vero infatti che la Penitenza sacramentale prima della Comunione è indispensabile per chi sia consapevole di aver commesso un peccato grave; perciò il fanciullo, nella misura in cui è ritenuto normalmente incapace di peccato grave, per sé non sarebbe strettamente obbligato a confessarsi prima di accostarsi alla comunione eucaristica. Almeno a partire dal XIII secolo, però, il Sacramento della Penitenza non è più stato legato unicamente al perdono del peccato grave: i cristiani vi sono ricorsi anche per i peccati più lievi, per le mancanze «quotidiane». Questo modo di «utilizzare» il Sacramento della Penitenza rappresenta un’«estensione» rispetto al suo senso originario, essendo inizialmente destinata al perdono di colpe gravi. E tuttavia si tratta di un’«estensione» che la Chiesa ha ritenuto e continua a ritenere non solo legittima, ma anche molto utile: al Sacramento della Penitenza si possono sottoporre anche le difficoltà, le incertezze e i rallentamenti del proprio cammino di fede. Anche queste realtà, infatti, benché non compromettano radicalmente l’alleanza con Dio nella Chiesa, sono comunque elementi di disarmonia nel rapporto con Dio nella Chiesa. In questi casi, il Sacramento della Penitenza approfondisce, rinnova, affina la vita nuova ricevuta nel Battesimo, che le mancanze lievi hanno offuscato e indebolito.
In questo ordine di idee, ha senso anche la Riconciliazione sacramentale dei fanciulli prima dell’accesso all’Eucaristia, Riconciliazione che può essere opportunamente presentata come una «ripresa » del Battesimo. È però importante che la preparazione a questo Sacramento venga integrata con una più ampia formazione dei fanciulli al senso della conversione e del perdono, in grado di valorizzare, con le opportune attualizzazioni, le opere penitenziali in auge nella Chiesa antica: la preghiera, il digiuno e l’elemosina. Ciò favorirebbe oltretutto una più autentica celebrazione del gesto sacramentale.

Pierpaolo Caspani

27 marzo 2009

Per celebrare il Sacramento della Riconciliazione

Un aiuto prepararsi a celebrare il Sacramento della Riconciliazione (o Penitenza) in occasione della Pasqua

“… Agire secondo verità nella carità”

Lettera agli Efesini (cap. 4,15-32)
Fratelli, agendo secondo verità nella carità, cerchiamo di crescere in ogni cosa tendendo a lui, che è il capo, Cristo. 16Da lui tutto il corpo, ben compaginato e connesso, con la collaborazione di ogni giuntura, secondo l’energia propria di ogni membro, cresce in modo da edificare se stesso nella carità.
17Vi dico dunque e vi scongiuro nel Signore: non comportatevi più come i pagani con i loro vani pensieri, 18accecati nella loro mente, estranei alla vita di Dio a causa dell’ignoranza che è in loro e della durezza del loro cuore. 19Così, diventati insensibili, si sono abbandonati alla dissolutezza e, insaziabili, commettono ogni sorta di impurità.
20Ma voi non così avete imparato a conoscere il Cristo, 21se davvero gli avete dato ascolto e se in lui siete stati istruiti, secondo la verità che è in Gesù, 22ad abbandonare, con la sua condotta di prima, l’uomo vecchio che si corrompe seguendo le passioni ingannevoli, 23a rinnovarvi nello spirito della vostra mente 24e a rivestire l’uomo nuovo, creato secondo Dio nella giustizia e nella vera santità. 25Perciò, bando alla menzogna e dite ciascuno la verità al suo prossimo, perché siamo membra gli uni degli altri. 26Adiratevi, ma non peccate; non tramonti il sole sopra la vostra ira, 27e non date spazio al diavolo. 28Chi rubava non rubi più, anzi lavori operando il bene con le proprie mani, per poter condividere con chi si trova nel bisogno. 29Nessuna parola cattiva esca dalla vostra bocca, ma piuttosto parole buone che possano servire per un’opportuna edificazione, giovando a quelli che ascoltano. 30E non vogliate rattristare lo Spirito Santo di Dio, con il quale foste segnati per il giorno della redenzione. 31Scompaiano da voi ogni asprezza, sdegno, ira, grida e maldicenze con ogni sorta di malignità. 32Siate invece benevoli gli uni verso gli altri, misericordiosi, perdonandovi a vicenda come Dio ha perdonato a voi in Cristo.

PREGHIERA DI PENTIMENTO
Confessiamo a Te, Signore e Padre nostro,
le nostre mancanze e le nostre incoerenze.
Noi sappiamo, Signore, che il peccato
non è tanto la piccola trasgressione,
che la debolezza umana ripete tanto spesso,
quanto la scelta di fondo nella vita di una persona,
vivere unicamente per se stessi, e non per i fratelli,
condurre la propria esistenza, nei vagoni chiusi dei propri interessi e piaceri.
Da ciò derivano tante noncuranze, indifferenze, connivenze,
come tante violenze, ingiustizie, oppressioni,
che sono le numerose facce del peccato,
a scuola, al lavoro, in famiglia, nella chiesa.

Peccato è infatti vivere da imboscati,
come se i problemi del mondo non ci riguardassero,
come se la parola "fratello" non avesse senso ai nostri orecchi.

Peccato è vivere soltanto nel guscio familiare e amicale,
murati dentro la propria casa e i propri affetti,
chiusi a doppia chiave in ciò che ci dà sicurezza,
ripiegati su se stessi e il proprio futuro.

Peccato è non essere solidali coi compagni di scuola, di lavoro,
e con chi lotta per una società più giusta,
pensando più ai propri vantaggi che al bene collettivo.

Perdonaci, Signore, questi peccati di omissione,
frutto delle nostre paure e dei nostri opportunismi.
E perdonaci pure il nostro sciocco orgoglio,
che non ci fa accettare chi è differente da noi,
che ci rende intolleranti in casa e fuori di casa,
che ci porta a giudicare gli altri in maniera spietata,
che ci fa essere razzisti verso i diversi, neri o bianchi che siano,
e verso chi, per qualunque ragione, abbiamo messo tra gli inferiori.

Signore, perdonaci perché con facilità diamo la colpa agli altri
dei nostri errori, pigrizie e vigliaccherie.

Ma noi speriamo in Te e nel tuo perdono.
Dinanzi a Te, non ha senso abbatterci,
qualunque siano le nostre debolezze e il nostro passato.
Il vero pentimento non consiste nell'avvilirci,
nel proclamarci peccatori e buoni a nulla,
nel riempirci di tristezza, di scrupoli e di paure.
Consiste, invece, nel coraggio di riprendersi, di ricominciare,
orientando, però, la nostra vita, sugli altri
Tu sei più grande delle nostre debolezze
e dei nostri ritardi.
Amen.

SACRAMENTO DELLA RICONCILIAZIONE

TEMPO PER ACCOSTARSI AL SACRAMENTO DELLA RICONCILIAZIONE (CONFESSIONE)

Lunedì - Martedì - Mercoledì: dalle ore 17,30 alle ore 19,30
Giovedì: dalle ore 15,00 alle ore 19,30
Venerdì: dalle ore 9,00 alle ore 12,00
dalle ore 16,30 alle ore 19,30

Sabato: dalle ore 9,00 alle ore 12,30, dalle ore 15,00 alle ore 19,30

NON SI CONFESSA PRIMA DELLA VEGLIA PASQUALE E DURANTE LE SS. MESSE DEL GIORNO DI PASQUA

12 dicembre 2008

Il Sacramento della Riconciliazione

Il Sacramento della Riconciliazione si celebrerà:

per i Pre-Adolescenti
Venerdì 19 dicembre dalle ore 17,00 per gli Adolescenti e 18/19nni
Lunedì 22 dicembre: dalle ore 17,00

per i Giovani e gli Adulti
Venerdì 19 dicembre ore 21,00: Celebrazione comunitaria
Sabato 20 dicembre dalle ore 15,00 alle ore 19,00
Lunedì 22 dicembre dalle ore 15,00 alle ore 19,00
Martedì 23 dicembre dalle ore 15,00 alle ore 19,00
Mercoledì 24 dicembre dalle 9 alle 12 e dalle 15 alle ore 19

per la Terza Età
Mercoledì 17 dicembre dalle ore 15,00

15 marzo 2008

PREGHIERA


PREGHIERA

Abbiamo peccato, Signore,
perdona le nostre colpe e salvaci.
Tu che hai guidato Noè sulle onde del diluvio, ascoltaci.
Tu che hai chiamato Giona dal profondo del mare, liberaci.
O Cristo Figlio di Dio,
che hai teso la tua mano a Pietro che affondava,
vieni in nostro aiuto
perché la prossima festa
ci trovi tutti innocenti, tutti riscattati.


Dal Vangelo secondo Luca (cap. 7,36-50)
Uno dei farisei lo invitò a mangiare da lui. Egli entrò nella casa del fariseo e si mise a tavola. Ed ecco una donna, una peccatrice di quella città, saputo che si trovava nella casa del fariseo, venne con un vasetto di olio profumato; e fermatasi dietro si rannicchiò piangendo ai piedi di lui e cominciò a bagnarli di lacrime, poi li asciugava con i suoi capelli, li baciava e li cospargeva di olio profumato.
A quella vista il fariseo che l'aveva invitato pensò tra sé. "Se costui fosse un profeta, saprebbe chi e che specie di donna è colei che lo tocca: è una peccatrice".
Gesù allora gli disse: "Simone, ho una cosa da dirti". Ed egli: "Maestro, dì pure". "Un creditore aveva due debitori: l'uno gli doveva cinquecento denari, l'altro cinquanta. Non avendo essi da restituire, condonò il debito a tutti e due. Chi dunque di loro lo amerà di più?". Simone rispose: "Suppongo quello a cui ha condonato di più". Gli disse Gesù: "Hai giudicato bene".
E volgendosi verso la donna, disse a Simone: "Vedi questa donna? Sono entrato nella tua casa e tu non m'hai dato l'acqua per i piedi; lei invece mi ha bagnato i piedi con le lacrime e li ha asciugati con i suoi capelli. Tu non mi hai dato un bacio, lei invece da quando sono entrato non ha cessato di baciarmi i piedi. Tu non mi hai cosparso il capo di olio profumato, ma lei mi ha cosparso di profumo i piedi. Per questo ti dico: le sono perdonati i suoi molti peccati, poiché ha molto amato. Invece quello a cui si perdona poco, ama poco".
Poi disse a lei: "Ti sono perdonati i tuoi peccati". Allora i commensali cominciarono a dire tra sé: "Chi è quest'uomo che perdona anche i peccati?”. Ma egli disse alla donna: "La tua fede ti ha salvata; và in pace!".

ESAME DI COSCIENZA
Far diventare Chiesa la propria casa è…
- accogliere Gesù con la preghiera e l’ascolto della sua Parola.
- vivere l’amore e il perdono in casa e fuori
- essere disponibile ad accogliere tutti senza pregiudizi
- condividere la propria ricchezza/beni con altri
- comunicare la propria fede in famiglia e fuori
Come io ho realizzato questo?

PREGHIERA DI PENTIMENTO
Signore Gesù, accogli anche me
con la stessa bontà con cui hai accolto la donna peccatrice.
Riconosco di non essere ancora capace di amare Te,
di ascoltare con attenzione la tua Parola e di imitarti.
Perdonami perché sono infedele!
Fondi ogni mia falsità col tuo sguardo d’amore,
purificami e guariscimi,
perché possa renderti presente
con le mie parole e la mia vita.

Un aiuto per prepararsi a celebrare il Sacramento della Riconciliazione

“La nostra sporcizia è già stata bruciata nella Passione di Cristo”Un aiuto per prepararsi a celebrare il Sacramento della Riconciliazione (o Penitenza) in occasione della Pasqua.

Il Papa parlando del “purgatorio/purificazione-finale” ci aiuta a capire anche il senso del Sacramento della Riconciliazione.
Alcuni teologi recenti sono dell'avviso che il fuoco che brucia e insieme salva sia Cristo stesso, il Giudice e Salvatore. L'incontro con Lui è l'atto decisivo del Giudizio. Davanti al suo sguardo si fonde ogni falsità. È l'incontro con Lui che, bruciandoci, ci trasforma e ci libera per farci diventare veramente noi stessi. Le cose edificate durante la vita possono allora rivelarsi paglia secca, vuota millanteria e crollare. Ma nel dolore di questo incontro, in cui l'impuro ed il malsano del nostro essere si rendono a noi evidenti, sta la salvezza. Il suo sguardo, il tocco del suo cuore ci risana mediante una trasformazione certamente dolorosa « come attraverso il fuoco ». È, tuttavia, un dolore beato, in cui il potere santo del suo amore ci penetra come fiamma, consentendoci alla fine di essere totalmente noi stessi e con ciò totalmente di Dio. Così si rende evidente anche la compenetrazione di giustizia e grazia: il nostro modo di vivere non è irrilevante, ma la nostra sporcizia non ci macchia eternamente, se almeno siamo rimasti protesi verso Cristo, verso la verità e verso l'amore. In fin dei conti, questa sporcizia è già stata bruciata nella Passione di Cristo. Nel momento del Giudizio sperimentiamo ed accogliamo questo prevalere del suo amore su tutto il male nel mondo ed in noi. Il dolore dell'amore diventa la nostra salvezza e la nostra gioia. È chiaro che la « durata » di questo bruciare che trasforma non la possiamo calcolare con le misure cronometriche di questo mondo. Il « momento » trasformatore di questo incontro sfugge al cronometraggio terreno - è tempo del cuore, tempo del « passaggio » alla comunione con Dio nel Corpo di Cristo. Il Giudizio di Dio è speranza sia perché è giustizia, sia perché è grazia. Se fosse soltanto grazia che rende irrilevante tutto ciò che è terreno, Dio resterebbe a noi debitore della risposta alla domanda circa la giustizia – domanda per noi decisiva davanti alla storia e a Dio stesso. Se fosse pura giustizia, potrebbe essere alla fine per tutti noi solo motivo di paura. L'incarnazione di Dio in Cristo ha collegato talmente l'uno con l'altra – giudizio e grazia – che la giustizia viene stabilita
con fermezza: tutti noi attendiamo alla nostra salvezza « con timore e tremore » (Fil 2,12). Ciononostante la grazia consente a noi tutti di sperare e di andare pieni di fiducia incontro al Giudice che conosciamo come nostro « avvocato », parakletos (cfr 1 Gv 2,1).
(Benedetto XVI, Enciclica Spe salvi, n. 47.)

17 dicembre 2007

TEMPO DI NATALE - Il Sacramento della Riconciliazione

Il Sacramento della Riconciliazione si celebrerà:

per gli Adolescenti e 18/19nni
-- Lunedì 17 dicembre dalle ore 17,00

per i Giovani e gli Adulti
-- Celebrazione comunitaria Giovedì 20 dicembre ore 21,00
--- Sabato 22 dicembre dalle ore 15,00 alle ore 19,00
--- Domenica 23 dicembre dalle ore 15,00 alle ore 19,00
--- Lunedì 24 dicembre dalle 9 alle 12 e dalle 15 alle ore 19

05 dicembre 2007

Per vivere il Sacramento della Riconciliazione

Leggi il brano evangelico di Giovanni 4,45-54

Gesù, ascolto Te e la Tua parola!* Quante situazioni di malattia e di morte di amici o persone care hai vissuto in questi mesi.
* Gesù ascolta le suppliche per la famiglia e si fa incontro col “secondo segno” dopo Cana.
* Il funzionario ama il figlio, supplica e insiste con Gesù, crede alla sua Parola, riconosce e crede con tutta la famiglia.

Gesù, giudica il mio cuore e la mia vita!
Per me credere in Gesù è gioia, consolazione, forza per sperare e amare oppure è dovere, qualcosa di pesante? È bello per me essere cristiano/a? Chi mi vede cosa potrebbe pensare?
* Prego con gioia, fiducia e insistenza?
* Sto in ascolto della Parola di Gesù anche quando mancano “segni e prodigi”?
* Come mi prendo cura degli altri (familiari e non)?
* Sono libero dai soldi e dalle cose per amare di più?
* Come favorisco la crescita di fede nella mia famiglia?
* Aiuto altri a credere usando affetto, pazienza e incoraggiamento?

Gesù, ti chiedo perdono!
Gesù, Amico e Signore, ti ringrazio perché ti sei fatto incontro a me e mi hai guardato con affetto. Gesù, perdonami se non sempre riconosco il tuo amore e ti lodo per quanto mi dai. Signore Gesù, ho fiducia di Te, del tuo Perdono che mi salva, mi ri-crea, mi dona gioia.

Gesù, voglio scegliere di vivere meglio!
* Mi mostro riconoscente al Signore ravvivando la mia fede: prego e leggo il Vangelo con più attenzione.
* Parlo della mia fede ai miei familiari, aiutandoli a conoscere meglio Gesù.
* Mando auguri e faccio regali che aiutino a riconoscere l’Amore di Dio per tutti.

Gesù, voglio essere più deciso!
* Offro il mio contributo economico (il 10% della tredicesima o dello stipendio?) per sostenere le iniziative del Centro Aiuto alla Vita della Clinica Mangiagalli.
* Rinuncio a stare davanti a TV o computer per dare tempo a familiari e persone care (anche il telefono può essere strumento di fraternità).