20 marzo 2017

25 marzo arriva Francesco

Mancano ormai pochi giorni alla visita di papa Francesco alla città di Milano. Il programma della giornata è molto denso, proprio per accogliere la richiesta da parte del Papa d’incontrare quanta più gente possibile. Anche noi delle parrocchie di Gratosoglio non siamo stati fermi: al momento, tra Maria Madre e San Barnaba, abbiamo superato i 120 iscritti. Fa molto piacere la presenza di alcune famiglie, come pure quella di persone in là con gli anni, che non si sono lasciate spaventare dai circa 4 Km da percorrere a piedi dalla stazione al Parco di Monza, luogo dove verrà celebrata la Messa.  
Contrariamente a quanto indicato nei giorni scorsi, partiremo col treno dalla stazione di Garibaldi FS, dove sarà maggiore la possibilità di treni speciali.
I nostri cresimandi con genitori e catechiste (112 in tutto), invece, parteciperanno all’incontro a San Siro e hanno già ricevuto comunicazioni a riguardo.
Per tutti gli altri dettagli, oltre che per vivere un momento di preparazione al gran giorno del 25 marzo, abbiamo pensato a un incontro per mercoledì 22 marzo, alle 21, in chiesa a San Barnaba.

Emilia Flocchini - Responsabile Organizzativo Locale (ROL) delle parrocchie di Gratosoglio



Gruppo Terza Età

Gita pellegrinaggio a RAPALLO Santuario Nostra Signora di Montallegro                              

Mercoledì 24 Maggio 2017                      
Partenza ore 7,30 ore 10:00 arrivo a Rapallo, con la funivia si raggiungerà il santuario dove si celebrerà la S. Messa e si pranzerà
Poi alle ore 16:00 ritorno con la funivia e visita libera alla cittadina di Rapallo.  Ore 17,30 partenza da Rapallo e rientro a MILANO previsto per le ore 19:30.

Quota di partecipazione: € 50,00 (comprensivo pullman, funivia e ristorante)
INFORMAZIONI E ISCRIZIONI fino ad esaurimento posti:
il mercoledì dalle ore 15 alle 17 nella SALETTA CARITAS di San Barnaba.

08 marzo 2017

Fermatevi e guardate!

Carissimi,
il dipinto che vedete qui accanto pare ritrarre il volto di un giovane uomo nel pieno della sua vitalità e bellezza, un viso solare aperto all’incontro e proiettato in avanti verso un futuro promettente.
Ma proprio questo è il volto del Crocifisso e Risorto che si trova sopra l’altare di una chiesa della periferia di Portovejo, il capoluogo della regione del Manabì in Ecuador. La croce, in legno dipinto e dorato, è opera del grande pittore vivente francese Arcabas. Raffigura Gesù crocefisso e risorto, senza barba e con gli occhi aperti, così come veniva rappresentato nella chiesa dei primi secoli. Posta sopra l'altare, guarda in direzione dei fedeli. Chi entra, è accolto dallo sguardo di Cristo: "E fissatolo, lo amò" (Mc, 10,21).

Se a Natale Dio ci ha guardato con occhi di bambino, a Pasqua lo fa con quelli di un uomo Crocefisso e Risorto.  
In questa quaresima raccogliamo l’invito a fermarci e guardare Colui che ci guarda negli occhi del Crocefisso e Risorto.  

Crocifisso sopra l’altare di una chiesa della periferia di Portovejo, Manabì, Ecuador. 
Diversamente da come spesso ci immaginiamo, questa immagine non ci presenta uno sguardo di rimprovero o di giudizio e nemmeno che muove a compassione. E’ invece espressione della vittoria della vita sulla morte, dell’amore sull’odio, del perdono sulla vendetta. E’ così lo sguardo che riflette i colori di Dio, il Padre della vita,  che restituisce dignità e futuro all’umanità in troppi modi ferita e dispersa, umiliata dal peccato e altrimenti destinata alla morte (il corpo di quest’uomo è segnato dalle ferite e dai flagelli). E’ lo sguardo che si offre a noi indicando nel dono d’amore di sè la via vittoriosa che conduce alla vita eterna e alla pace.
Il tempo quaresimale ci offrirà diverse occasioni per alzare gli occhi al Crocefisso e Risorto ed esplorare il suo sguardo: sfruttiamole!
E dopo averlo fatto dedichiamoci a ritrovare i riflessi dei suoi occhi in quelli di coloro che il buon Dio ci mette accanto nel cammino della vita. Anche attorno a noi è possibile incrociare sguardi di crocefissi e risorti: uomini e donne, giovani e anziani feriti nel corpo e nell’anima da varie prove vissute in spirito di fede e d’amore.
Certo incontreremo anche persone incapaci di risurrezione, schiacciati dal male o ripiegati su di sé nello sconforto e nella delusione. Uomini e donne a cui l’annunzio della risurrezione potrà arrivare solo attraverso le nostre piccole attenzioni affettuose e concrete (le opere della misericordia?) e una “buona parola” (briciole di Vangelo: la buona parola di Dio sulla vita del mondo).
Incontreremo anche chi apparentemente non conosce ferite e fallimenti e magari irride che ne è piagato (speriamo di non essere trovati così indifferenti): sono coloro per i quali pregare e offrire la paziente testimonianza del buon esempio.

FERMARCI E GUARDARE: sono le due preziose attività che per primo ha fatto il Creatore nel settimo giorno, non il giorno del riposo ozioso ma del riposo contemplativo, e che fanno di noi persone capaci di leggere nello scorrere degli avvenimenti e degli incontri della vita ciò che la proietta verso il di più di vita e d’amore la Pasqua di Gesù ha spalancato.
Non resta che iniziare con generosità e gioia questo straordinario cammino: buona quaresima a tutti!
don Alfredo

... un piatto con le ceneri

Per tutta la quaresima vicino all’altare ci sarà un piatto con le ceneri. 
Perché ogni giorno è “quello buono” per iniziare percorsi di conversione
e per ricordarci il cammino che tutti insieme abbiamo iniziato. 

Signore, la nostra fede è come cenere,
tiepida e inconsistente!
La nostra speranza è come cenere:
leggera e portata dal vento.
Il nostro sguardo è come la cenere:
grigio e spento.
Le nostre mani sono come la cenere: quanta polvere!
La nostra comunità è come la cenere: quanta dispersione!

Signore Dio nostro, ti ringraziamo perché nel cammino di quaranta giorni che iniziamo,
il soffio del tuo Spirito accende di nuovo il suo fuoco che cova sotto le nostre ceneri.
Amen



Quaresima 2017


Calendario della Comunità dal 5 marzo 2017

DOMENICA 5 marzo
I DOMENICA DI QUARESIMA
ore 15.30 Ritiro di inizio quaresima presso la chiesetta Rossa dei frati francescani                                    ore 21,00 Oratorio SB: Incontro 18enni

Lunedì 6 marzo
ore 15,00 Sala Molaschi MMC: incontro TERZA ETÀ: meditazione di inizio quaresima.
ore 21,00 Oratorio SB gruppo 18enni

Martedì 7 marzo
ore 21,00 Saletta Caritas SB Lettura continua del libro degli Atti degli Apostoli a cura di don Francesco. 
ore 21 Oratorio MMC gruppo CAMPUS DELLA PACE

Mercoledì 8 marzo
ore 15,00 Saletta Caritas SB: TERZA ETÀ: meditazione di inizio quaresima
ore 21,00 Oratorio SB: Incontro Gruppo ADO.

Venerdì 10 marzo    Primo Venerdì di Quaresima
Oggi è giorno di digiuno e di astinenza dalle carni
ore 9,00 Chiesa SB: Via Crucis per tutti.                            
ore 17,00 Chiesa MMC: Via Crucis per tutti.                    
ore 21,00 Chiesa dei Ss. Giacomo e Giovanni via Meda  Liturgia penitenziale per tutte le parrocchie del decanato con possibilità di celebrare il sacra mento della Riconciliazione.                                                  ore 21,00 Salone-teatro SB GRUPPO PREADO

Sabato 11 marzo
ore 10,30 e 14,30 Oratorio MMC CIC3/4el.


DOMENICA 12 marzo
I DOMENICA DI QUARESIMA
ore 9,30 Oratorio MMC CIC2 + Messa + pranzo                
ore 15,00 Oratorio MMC CIC1 genitori/ragazzi                 
ore 17,00 Oratorio SB: riunione genitori adolescenti      
ore 18,00 Oratorio SB: riunione famiglie interessate all'accoglienza estiva dei bambini di Sarajevo       
ore 21,00 Oratorio SB: Incontro 18enni

Lunedì 13 marzo
ore 15,00 Sala Molaschi MMC: Incontro TERZA ETÀ.

Martedì 14 marzo
ore 15,15 Chiesa MMC Catechesi Adulti:  La fiducia nella provvidenza  Lc 12, 22-32                           
ore 21 Oratorio MMC gruppo CAMPUS DELLA PACE 
ore 21,00 Saletta Caritas SB Lettura continua del libro degli Atti degli Apostoli a cura di don Francesco.

Mercoledì 15 marzo
ore 15,00 Saletta Caritas SB: TERZA ETÀ, Rosario e...

Giovedì 16 marzo
ore 19 e 21 SB: Catechesi Adulti:  La fiducia nella provvidenza  Lc 12, 22-32                                           ore 21,00 Oratorio SB: Incontro Gruppo ADO.

Venerdì 17 marzo  Secondo venerdì di Quaresima
Oggi è giorno di magro.
ore 9,00 Chiesa SB: Via Crucis per tutti.                                      
ore 17,00 Chiesa MMC: Via Crucis per tutti.                                
ore 21,00 Chiesa SB: Via Crucis per giovani e adulti e adorazione silenziosa della Croce.

Sabato 18 marzo
ore 9,30 Oratorio MMC: Catechesi Adulti   La fiducia nella provvidenza  Lc 12, 22-32

DOMENICA 19 marzo
I DOMENICA DI QUARESIMA
ore 9,30 Oratorio MMC CIC2/3el.  + Messa                             
ore 11,00 Chiesa MMC CIC4/5el. Messa + pranzo + incontro genitori/ragazzi con ultimi avvisi sull’in- contro col Papa a San Siro e le consegne per la celebrazione della prima Comunione e Cresima.


Camminiamo, famiglie, continuiamo a camminare

Prossimi incontri gruppi di spiritualità familiare

Gruppo Giovani Coppie
Tema: “Il racconto delle Parabole”.
Sabato 11.03 ore 12

Gruppo Giovani famiglie
Tema: “Lettura continua del Vangelo di Luca”.
Sabato 18.03 ore 18 presso l’oratorio di MMChiesa

Gruppo Family in cammino
Tema: “Famiglie continuiamo a camminare”, testo di riflessione a partire dall’Amoris Laetitia. Giovedì 30.03 ore 21 presso l’oratorio MMC

Gruppo Famiglie che hanno adottato
Una tematica per ogni incontro. La prossima sarà: l’attenzione.
Domenica 19 marzo alle ore 18.30 presso la sala catechesi sotto la casa parrocchiale di SB

Giornata di spiritualità per le famiglie
Come ogni anno in tutta la diocesi, a livello di zona, è proposta una giornata di preghiera, meditazione e riflessione per le famiglie.
Il titolo di quest’anno è UNA FAMIGLIA ACCOGLIENTE.

Invitiamo le famiglie, organizzandosi per tempo, a regalarsi in questo tempo di Quaresima, questa giornata che sarà Domenica 2 aprile dalle ore 9 alle ore 17.
E’ previsto anche un sevizio di baby sitter per i figli più piccoli.

Il luogo (per noi più facile da raggiungere) sarà la Parrocchia SS Redentore,
via Pierluigi da Palestrina (fermata MM2 Loreto)

In cammino verso la Pasqua


* il cuore del percorso quaresimale, come del resto di tutta la vita cristiana, è la messa domenicale: la Parola e il Pane nutrono e rinnovano in noi la fede, la speranza e l’amore

* quale attenzione qualificante la celebrazione della messa, dal Consiglio pastorale viene la proposta di valorizzare la cura del silenzio prima della celebrazione e dopo l’omelia. In particolare invitiamo a riempire nel silenzio la mente e il cuore di parole: quella di Dio leggendo prima dell’inizio della messa le letture sul foglietto, e le nostre provando a far emergere dal profondo parole di lode, invocazione, richiesta di perdono, comunione…

Anche per questo motivo il silenzio dopo l’omelia sarà più prolungato per permettere a ciascuno di presentare la propria personalissima ‘preghiera dei fedeli’ che non verrà pregata in assemblea. Il ricordo dei fedeli defunti sarà fatto dal sacerdote nella preghiera eucaristica.

* per sostare sulla parola di Dio nella quotidianità invitiamo ad una maggiore cura della preghiera personale e in famiglia (gli strumenti possono essere il libretto ‘la Parola ogni giorno’ o le letture della messa feriale)

Nb: ricordiamo che nei giorni feriali tranne il venerdì alle 7,45 in chiesa a MMC si celebrano le Lodi e la liturgia della Parola del giorno - con possibilità di ricevere l’Eucaristia.

* La Via Crucis il venerdì in parrocchia e la sosta personale in preghiera con lo sguardo al Crocefisso.

* Prepararsi alla Riconciliazione pasquale esercitandosi nell’esame di coscienza e/o già accostandosi al sacramento della Riconciliazione.

NB: un sacerdote sarà disponibile per le confessioni il martedì dalle 9 alle 10,30 in Maria Madre e il venerdì dopo la Via Crucis delle 9 fino alle 12 a S.Barnaba. Oltre che il sabato dalle 17.00 fino alle 17.45.

* Un’opera di misericordia alla settimana.

* La partecipazione alle iniziative diocesane e decanali (vedi programma a pag.4).

* L’iniziativa quaresima di fraternità “FERMATEVI E DONATE!”: sabato 1 e domenica 2 aprile le offerte, frutto dei sacrifici quaresimali (?: da decidere personalmente e/o in famiglia!), saranno per sostenere la missione di mons. Giuseppe Negri in s.Paolo del Brasile (il progetto sarà meglio illustrato più avanti). Per ricordarci dell’iniziativa è distribuito anzitutto ai bambini un sacchetto…

Idea solidale

Le Caritas delle nostre parrocchie hanno la gioia di annunciare che sta per aprire la 

 PICCOLA BOTTEGA DELLA CARITÀ  Idea solidale

I locali ormai sono allestiti decorosamente e in modo funzionale, si sta ora preparando quanto servirà anche per la gestione amministrativa della bottega. Nei prossimi giorni si avvierà un piccolo corso di formazione per i volontari che presteranno servizio nei momenti di apertura. Il logo:

PICCOLA non per gli spazi ridotti ma per la consapevolezza che è goccia rispetto alla sete dei bisogni; piccola anche perché non vogliamo che prevalga l’organizzazione e l’efficienza ma la relazione accogliente nel nome di Gesù;

BOTTEGA per ricordarci che i gesti di carità sono artigianali, chiedono sacrificio e soprattutto passione, passione d’amore;

DELLA CARITA’ perché è il nome del Padre di Gesù e Padre nostro, e perché è questo il frutto autentico della vita cristiana;

IDEA SOLIDALE perché la fede diventa cultura permeandola dei volori ticipi del cristianesimo; e perché da sempre la solidarietà è idea, ‘pallino’, irrinunciabile per i cristiani nella costruzione di una società più giusta e rispettosa di tutti;

LE MANI COLORATE E COI TRATTI DI VOLTI FELICI raffigurano la gioia di chi dona e di chi riceve, ricorda anche che senza la collaborazione di molti mancherà qualcosa alla gioia di tutti...

22 febbraio 2017

Scola ai giovani del Campus:Circondate il male con il bene

Dalla cronaca dell’incontro riportata sul portale chiesadimilano.it riportiamo alcuni passaggi per permettere a tutti di prendere parte a questo appuntamento prezioso.
 Dalla periferia la possibilità di una rivoluzione cristiana.
«Qualche settimana Lei, Eminenza, confidava che, da giovane, era venuto nel nostro quartiere per fare il volontario aiutando bambini con qualche difficoltà scolastica», racconta don Giovani.
«Quante storie di potrebbero raccontare, storie di degrado, ma anche di santità nascoste che ti aiutano a superare la logica della disperazione. Nelle domande di questi ragazzi invito tutti a scorgere un segno di tale speranza. Qui si sperimenta la preziosa ricchezza di percepire l’altro come possibilità: da questa periferia si può sprigionare una rivoluzione cristiana», conclude don Giovanni, richiamando l’immobilismo di politiche miopi e un assistenzialismo pernicioso. Poi, subito il dialogo, che si articola in 6 domande.

Immigrazione Chiesa, Istituzioni e società civile.
Andy chiede se sia possibile che qualcosa «venga fatto nei nostri Paesi perché non avvengano più le tragedie come quelle degli immigrati»; Omar, «come vivere nel-la società dove si ha paura dello straniero?; Enrico, che vive al Gratosoglio, domanda se «in questa periferia, sia possibile avviare una collaborazione fissa tra autorità di diverse religioni». «Mi sta a cuore un dialogo di livello internazionale a partire da un quartiere vitale in cui ci sono persone come voi. Persone che vogliono affrontare i problemi, che non restringono lo sguardo solo al loro ombelico, che intendono agire perché si trovi una strada seria verso la pace, la giustizia, il superamento di ogni forma di esclusione», chiarisce Scola, spiegando la ragione della sua presenza. «Per la mia esperienza trovo i giovani brillanti, tutta’altro che fannulloni o bambinoni», nota il Cardinale che definisce importanti le domande poste e fa riferimento immediato all’idea di futuro.  «Il futuro ci sarà se avverrà un cambiamento a due livelli, anzitutto se le Istituzioni politiche locali, nazionali e internazionali si decideranno valorizzare il soggetto, eliminando discriminazioni di ogni tipo. Le Istituzioni sono espressione della società e, quindi, dipendono, in ultima istanza, da noi, perché si concepiscano a servizio della società civile, che in Italia è la più ricca di Europa», osserva l’Arcivescovo che torna, con accenti di sofferenza anche personale evidente, sul dramma dell’immigra-zione «non più un’emergenza, ma una problematica strutturale che ci accompagnerà almeno per qualche decennio. Ecco, perché i giovani sono importanti».
Ma come affrontare questo dramma? «Agendo».  Cita, il Cardinale, la “Fondazione Oasis” da lui fondata proprio per conoscersi meglio tra le due sponde del Mediterraneo. «Nel dialogo con i nostri fratelli musulmani mi sono reso conto che per tentare di capire un cambiamento così radicale, come è l’immigrazione, si devono giocare tre realtà: la Chiesa che può fare il primo intervento, le Istituzioni che devono fare una politica equilibrata almeno a livello europeo, mettendo in campo una sorta di Piano Marshall e offrendo, così, una risposta organica, anche se purtroppo, oggi, l’Europa non sta usando un linguaggio comune: ci sono Paesi che fanno ponti e chi fa muri».
Poi, il terzo cruciale soggetto: «La società civile come la vostra del Gratosoglio dove lo stare, giorno dopo giorno, vicini a persone diverse per etnia e cultura fa conoscere la comune umanità con le sue esperienze decisive, la vita, gli affetti, il lavoro, lo stile di riposo, il dolore fisico e morale, la  morte, la costruzione di una società plurale, sapendo che dobbiamo vivere insieme». Ma la condizione per tutto questo è «cambiare qui e ora a livello personale e comunitario». «Il timore si può capire, perché l’immigra-zione è stata veloce in Italia, ma la paura è sempre cattiva consigliera e non porta da nessuna parte. L’esperienza che state facendo è un gesto di cambiamento e di apertura alla speranza: dovete continuarlo non solo una volta all’anno qui, ma stando in contatto permanente tra voi, costruendo una rete tra i vostri Paesi. Sono queste forme che costruiranno il futuro, “facendo” il volto del nuovo cittadino europeo».

Terrorismo, religione e speranze di futuro e pace.
Ancora interrogativi. Leila chiede: «Perché gli atti terroristici si identificano con la religione islamica?» «Siamo consapevoli che il terrorismo non è identificabile con l’Islam, ma occorre riconoscere che, nella storia, le forme di terrorismo hanno sempre sfruttato la religione, usurpandone il nome e deformandolo. È sbagliato identificare il terrorismo con l’Islam così come è sbagliato identificare il Cristianesimo con le Crociate o attribuire un atto di vandalismo a un intero quartiere. Tuttavia, bisogna che la parte sana di una religione, di un quartiere prenda l’iniziativa, circondando il male con il bene. Questa strada necessita che ciascuno di noi trovi un senso per la propria vita». Senso, che trova nella gioventù una stagione privilegiata e che è direzione di cammino e significato, è il “per Chi” vivo. «In un mondo come il nostro, che è omologato, non è facile vivere questo senso tutti i giorni, ma bisogna avere la pazienza di educarsi con gesti buoni come è quello che state facendo».
«Perché di superi la tragedia terribile del terrorismo bisogna che assumiamo tutta la realtà, aperti a ognuno. Ricordiamoci che entriamo nel mondo per chi ci ha donato la vita e possiamo rispondere a questo dono, offrendola a nostra volta. Il terrorista non è un martire, perché il martire non sparge il sangue degli altri, ma dona il suo. L’uomo-bomba è qualcuno che mette in gioco la vita di un altro senza nessun riguardo verso la dignità della persona e, quindi, ovunque sorga il terrorismo, vi è sempre negazione e aberrazione dell’umano. Abbiamo bisogno di ragazzi che vogliono vivere degnamente, costruire società giusta, rispettosa della libertà degli altri». Dal Cardinale viene una sorta di “preghiera” comprensibile, nella sua laicità “alta”, a ogni latitudine. «Tutti noi possiamo da subito arginare il male con il bene, ma dobbiamo accettare di cambiare la nostra vita in ciò che non va, non cessando mai di amare l’altro come altro, come diverso da me. Ho speranza del futuro, voi giovani farete l’Europa nuova e l’aiuterete a superare la fatica che sta facendo, rendendola ancora un fattore di civiltà come è stata per tanti secoli».
Infine da Martina, una giovane di Ogulin, piccola e antica città in Croazia, la richiesta che spiazza la Comunità del Gratosoglio, pure messasi a disposizione con generosità grande, se si considera che all’appello, per ospitare i ragazzi, hanno risposto 50 tra singoli e famiglie, mentre molti sono stati i volontari. Anche il Municipio 5 della Città Metropolitana di Milano ha dato il patrocinio al progetto e parecchie Associazioni si sono unite in sinergia. Dice Martina: «Dateci una mano per costruire un oratorio come il Gratosoglio». Le parole del Cardinale: «Ecco, l’esempio di una realtà viva e buona diventa contagioso, perché contagioso non è solo il male», suggellano, come meglio non si potrebbe, la serata che prosegue con un momento condiviso e conviviale, a cui partecipano tutti: insieme per dire che si può fare.

Terminato il Campus don Giovanni e i collaboratori  condivideranno a tutti la ricchezza di questi giorni.
Intanto ringraziamo tutti coloro che hanno reso possibile col loro servizio e la loro accoglienza   questa intensa e felice esperienza.


Calendario della Comunità da Domenica 19 febbraio 2017

DOMENICA 19 febbraio
PENULTIMA DOMENICA DOPO L’EPIFANIA
“della divina clemenza”
Giornata della solidarietà sul tema
Per una città solidale “Le tue porte saranno sempre aperte” (Is 60,11)
ore 15,00 Oratorio MMC: CIC 1-2el. e CIC 2 gen/rag.

Lunedì 20 febbraio
ore 15,00 Sala Molaschi MMC: incontro TERZA ETÀ.
ore 21,00 Oratorio SB gruppo 18enni

Martedì 21 febbraio
ore 21,00 Saletta Caritas SB Lettura continua del libro degli Atti degli Apostoli a cura di don Francesco.
ore 21 Oratorio MMC gruppo CAMPUS DELLA PACE

Mercoledì 22 febbraio
ore 15,00 Saletta Caritas SB: TERZA ETÀ: festa dei compleanni.
Giovedì 22 febbraio
ore 21 Saletta Caritas SB: Catechesi Adulti Il giovane ricco Mc 10, 17-22                

Venerdì 24 febbraio
ore 21,00 Salone-teatro SB GRUPPO PREADO

Sabato 25 febbraio
ore 10,30 e 14,30 Oratorio MMC CIC3/4el. e CIC4/5el.


DOMENICA 26 febbraio
VI DOMENICA DOPO L’EPIFANIA
ore 21,00 Oratorio SB: Incontro 18enni

Lunedì 27 febbraio
ore 15,00 Sala Molaschi MMC: Incontro TERZA ETÀ.
ore 21,00 Oratorio SB  Consiglio pastorale

Martedì 28 febbraio
ore 21 Oratorio MMC gruppo CAMPUS DELLA PACE
ore 21,00 Saletta Caritas SB Lettura continua del libro degli Atti degli Apostoli a cura di don Francesco.

Mercoledì 1 marzo
ore 15,00 Saletta Caritas SB: TERZA ETÀ, tombola di carnevale...
ore 21,00 Oratorio SB: Incontro Gruppo ADO.

Venerdì 3 marzo
ore 15,30 nelle due chiese ADORAZIONE EUCARISTI CA fino alla messa 
ore 18,30 Chiesa SB: adorazione per i ministri del- l’Eucaristia

Sabato 4 marzo
CARNEVALE
ore 14,30 sfilata dall’oratorio di MMC all’oratorio di SB dove ci sarà animazione e merenda per tutti

DOMENICA 5 marzo
I DOMENICA DI QUARESIMA
ore 15.00 Ritiro di inizio quaresima presso la chiesetta Rossa dei frati francescani

Date utili da annotare:

Sab. 22 aprile ore 18 in SB celebrazione delle Cresime degli adulti
Dom. 23 aprile ore 11 a MMC e 10,30 a SB Unzione degli infermi
Dom. 30 aprile ore 11 a MMC celebrazione degli anniversari del sacramento del Matrimonio
Dom. 7 maggio nel pomeriggio celebrazione del sacramento della Riconciliazione per i ragazzi di 3 el.
Dom. 14 maggio ore 11 a MMC ore 15 a SB prima Comunione e Cresima dei ragazzi di 5 el.
Dom. 21 maggio prima Comunione dei ragazzi di 4 el.
Dom. 4 giugno ore 10,30 a SB celebrazione degli anniversari del sacramento del Matrimonio
Dom. 11 giungo Festa di S.Barnaba


MESSAGGIO DI FRANCESCO

Prepariamo la Quaresima (dal 5 marzo) meditando il messaggio di Francesco.
La Parola è un dono. L’altro è un dono.


Cari fratelli e sorelle, la Quaresima è un nuovo inizio, una strada che conduce verso una meta sicura: la Pasqua di Risurrezione, la vittoria di Cristo sulla morte. E sempre questo tempo ci rivolge un forte invito alla conversione: il cristiano è chiamato a tornare a Dio con tutto il cuore (Gl 2,12), per non accontentarsi di una vita mediocre, ma crescere nell’amicizia con il Signore. Gesù è l’amico fedele che non ci abbandona mai, perché, anche quando pecchiamo, attende con pazienza il nostro ritorno a Lui e, con questa attesa, manifesta la sua volontà di perdono (cfr Omelia, 8.1.2016).

La Quaresima è il momento favorevole per intensificare la vita dello spirito attraverso i santi mezzi che la Chiesa ci offre: il digiuno, la preghiera e l’elemosina. Alla base di tutto c’è la Parola di Dio, che in questo tempo siamo invitati ad ascoltare e meditare con maggiore assiduità. In particolare, qui vorrei soffermarmi sulla parabola dell’uomo ricco e del povero Lazzaro (Lc 16,19-31). Lasciamoci ispirare da questa pagina così significativa, che ci offre la chiave per comprendere come agire per raggiungere la vera felicità e la vita eterna, esortandoci ad una sincera conversione.

1. L’altro è un dono
La parabola comincia presentando i due personaggi principali, ma è il povero che viene descritto in maniera più dettagliata: egli si trova in una condizione disperata e non ha la forza di risollevarsi, giace alla porta del ricco e mangia le briciole che cadono dalla sua tavola, ha piaghe in tutto il corpo e i cani vengono a leccarle (vv. 20-21). Il quadro dunque è cupo, e l’uomo degradato e umiliato. La scena risulta ancora più drammatica se si considera che il povero si chiama Lazzaro: un nome carico di promesse, che alla lettera significa «Dio aiuta». Perciò questo personaggio non è anonimo, ha tratti ben precisi e si presenta come un individuo a cui associare una storia personale. Mentre per il ricco egli è come invisibile, per noi diventa noto e quasi familiare, di-venta un volto; e, come tale, un dono, una ricchezza inestimabile, un essere voluto, amato, ricordato da Dio, anche se la sua concreta condizione è quella di un rifiuto umano (cfr Omelia, 8.1.2016).
Lazzaro ci insegna che l’altro è un dono. La giusta relazione con le persone consiste nel riconoscerne con gratitudine il valore. Anche il povero alla porta del ricco non è un fastidioso ingombro, ma un appello a convertirsi e a cambiare vita. Il primo invito che ci fa questa parabola è quello di aprire la porta del nostro cuore all’altro, perché ogni persona è un dono, sia il nostro vicino sia il povero sconosciuto. La Quaresima è un tempo propizio per aprire la porta ad ogni bisognoso e riconoscere in lui o in lei il volto di Cristo. Ognuno di noi ne incontra sul proprio cammino. Ogni vita che ci viene incontro è un dono e merita accoglienza, rispetto, amore. La Parola di Dio ci aiuta ad aprire gli occhi per accogliere la vita e amarla, soprattutto quando è debole. Ma per poter fare questo è necessario prendere sul serio anche quanto il Vangelo ci rivela a proposito dell’uomo ricco.

2. Il peccato ci acceca
La parabola è impietosa nell’evidenziare le contraddizioni in cui si trova il ricco (v. 19). Questo personaggio, al contrario del povero Lazzaro, non ha un nome, è qualificato solo come ricco. La sua opulenza si manifesta negli abiti che indossa, di un lusso esagerato. La porpora infatti era molto pregiata, più dell’argento e dell’oro, e per questo era riservato alle divinità (Ger 10,9) e ai re (Gdc 8,26). Il bisso era un lino speciale che contribuiva a dare al portamento un carattere quasi sacro. Dunque la ricchezza di quest’uomo è eccessiva, anche perché esibita ogni giorno, in modo abitudinario: Ogni giorno si dava a lauti banchetti (v. 19). In lui si intravede drammaticamente la corruzione del peccato, che si realizza in tre momenti successivi: l’amore per il denaro, la vanità e la superbia (cfr Omelia, 20.9.2013).
Dice l’apostolo Paolo che l’avidità del denaro è la radice di tutti i mali (1 Tm 6,10). Essa è il principale motivo della corruzione e fonte di invidie, litigi e sospetti. Il de-naro può arrivare a dominarci, così da diventare un idolo tirannico (Evangelii gaudium, 55). Invece di essere uno strumento al nostro servizio per compiere il bene ed esercitare la solidarietà con gli altri, il denaro può asservire noi e il mondo intero ad una logica egoistica che non lascia spazio all’amore e ostacola la pace.
La parabola ci mostra poi che la cupidigia del ricco lo rende vanitoso. La sua personalità si realizza nelle apparenze, nel far vedere agli altri ciò che lui può permettersi. Ma l’apparenza maschera il vuoto interiore. La sua vita è prigioniera dell’esteriorità, della dimensione più superficiale ed effimera dell’esistenza (ibid., 62).
Il gradino più basso di questo degrado morale è la superbia. L’uomo ricco si veste come se fosse un re, simula il portamento di un dio, dimenticando di essere semplicemente un mortale. Per l’uomo corrotto dall’a-more per le ricchezze non esiste altro che il proprio io, e per questo le persone che lo circondano non entrano nel suo sguardo. Il frutto dell’attaccamento al denaro è dunque una sorta di cecità: il ricco non vede il povero affamato, piagato e prostrato nella sua umiliazione.
Guardando questo personaggio, si comprende perché il Vangelo sia così netto nel condannare l’amore per il de-naro: Nessuno può servire due padroni, perché o odierà l’uno e amerà l’altro, oppure si affezionerà all’uno e disprezzerà l’altro. Non potete servire Dio e la ricchezza (Mt 6,24).

3. La Parola è un dono
Il Vangelo del ricco e del povero Lazzaro ci aiuta a prepararci bene alla Pasqua che si avvicina. La liturgia del Mercoledì delle Ceneri ci invita a vivere un’esperienza simile a quella che fa il ricco in maniera molto drammatica. Il sacerdote, imponendo le ceneri sul capo, ripete le parole: «Ricordati che sei polvere e in polvere tornerai». Il ricco e il povero, infatti, muoiono entrambi e la parte principale della parabola si svolge nell’aldilà. I due personaggi scoprono improvvisamente che non abbiamo portato nulla nel mondo e nulla possiamo portare via (1 Tm 6,7).
Anche il nostro sguardo si apre all’aldilà, dove il ricco ha un lungo dialogo con Abramo, che chiama padre (Lc 16,24.27), dimostrando di far parte del popolo di Dio. Questo particolare rende la sua vita ancora più contraddittoria, perché finora non si era detto nulla della sua relazione con Dio. In effetti, nella sua vita non c’era posto per Dio, l’unico suo dio essendo lui stesso.
Solo tra i tormenti dell’aldilà il ricco riconosce Lazzaro e vorrebbe che il povero alleviasse le sue sofferenze con un po’ di acqua. I gesti richiesti a Lazzaro sono simili a quelli che avrebbe potuto fare il ricco e che non ha mai compiuto. Abramo, tuttavia, gli spiega: Nella vita tu hai ricevuto i tuoi beni, e Lazzaro i suoi mali; ma ora in questo modo lui è consolato, tu invece sei in mezzo ai tormenti (v. 25). Nell’aldilà si ristabilisce una certa equità e i mali della vita vengono bilanciati dal bene.
La parabola si protrae e così presenta un messaggio per tutti i cristiani. Infatti il ricco, che ha dei fratelli ancora in vita, chiede ad Abramo di mandare Lazzaro da loro per ammonirli; ma Abramo risponde: Hanno Mosè e i profeti; ascoltino loro (v. 29). E di fronte all’obiezione del ricco, aggiunge: Se non ascoltano Mosè e i profeti, non saranno persuasi neanche se uno risorgesse dai morti (v. 31).
In questo modo emerge il vero problema del ricco: la radice dei suoi mali è il non prestare ascolto alla Parola di Dio; questo lo ha portato a non amare più Dio e quindi a disprezzare il prossimo. La Parola di Dio è una forza viva, capace di suscitare la conversione nel cuore degli uomini e di orientare nuovamente la persona a Dio. Chiudere il cuore al dono di Dio che parla ha come conseguenza il chiudere il cuore al dono del fratello.

Cari fratelli e sorelle, la Quaresima è il tempo favorevole per rinnovarsi nell’incontro con Cristo vivo nella sua Parola, nei Sacramenti e nel prossimo. Il Signore – che nei quaranta giorni trascorsi nel deserto ha vinto gli inganni del Tentatore – ci indica il cammino da seguire. Lo Spirito Santo ci guidi a compiere un vero cammino di conversione, per riscoprire il dono della Parola di Dio, essere purificati dal peccato che ci acceca e servire Cristo presente nei fratelli bisognosi. Incoraggio tutti i fedeli ad esprimere questo rinnovamento spirituale anche partecipando alle Campagne di Quaresima che molti or-ganismi ecclesiali, in diverse parti del mondo, promuovono per far crescere la cultura dell’incontro nell’unica famiglia umana. Preghiamo gli uni per gli altri affinché, partecipi della vittoria di Cristo, sappiamo aprire le nostre porte al debole e al povero. Allora potremo vivere e testimoniare in pienezza la gioia della Pasqua.

Francesco
18 ottobre 2016, Festa di San Luca Evangelista.

08 febbraio 2017

Il cardinale Scola viene ad incontrare i giovani del Campus della Pace

Nello scorso numero abbiamo presentato il senso e la dimensione simbolica di questa iniziativa.
Ormai quasi tutto è pronto.
I numeri: 30 circa i ragazzi del nostro quartiere che si sono iscritti all'esperienza; 15 i giovani francesi; 17 i bosniaci; 5 i croati; 5 gli scout musulmani di Solaro; 50 gli studenti di alcune scuole del territorio e di Milano che si uniranno al programma delle mattine; e inoltre 26 case si apriranno; 30 circa i volontari adulti che ci aiuteranno a vivere al meglio tutte le iniziative nella cura dei tanti dettagli.

Gli appuntamenti
Il campus prevede momenti riservati ai ragazzi iscritti al mattino, al pomeriggio e spesso anche alla sera (in bacheca trovate il programma delle giornate).
Ci sono però tre momenti a cui invitiamo l'intera comunità a partecipare:

GIOVEDÌ 16 FEBBRAIO ALLE ORE 17.30
IL NOSTRO ARCIVESCOVO, CARDINALE ANGELO SCOLA,
SI INTRATTERRÀ CON I RAGAZZI DEL CAMPUS
RISPONDENDO AD ALCUNE LORO DOMANDE.
Presso il salone teatro di Maria madre della Chiesa con ingresso dall'oratorio

La sua presenza dice tutto il desiderio della nostra Chiesa di sostenere la nostra comunità a promuovere in quartiere una cultura dell'accoglienza e del dialogo. In quel giorno tutti noi ascolteremo i giovani e le loro domande sui temi della Giustizia e della Pace assecondando nelle loro attese e nelle risposte del nostro Vescovo il soffio dello Spirito.


VENERDI 17 ALLE ORE 21
Presso il salone teatro di Maria madre della Chiesa con ingresso dall'oratorio 
FESTA DI SALUTO AI RAGAZZI PARTECIPANTI DEL CAMPUS - con musica e danze

SABATO 18 ALLE ORE 18
Chiesa di san Barnaba
S. MESSA PER LA PACE PRESIEDUTA DA MONS. CARLO FACCENDINI
VICARIO DELL'ARCIVESCOVO PER LA CITTÀ DI MILANO

Accompagniamo tutti con la preghiera questi giorni di grazia!

LETTERA DAL BRASILE


San Paolo, 1 febbraio 2017

Carissimo Don Alfredo,

Ti scrivo per ringraziarti ancora per l´accoglienza colorosa ricevuta a San Barnaba e per la tua premura nell´organizzare quel momento bellíssimo di incontro tra amici.

Ringrazio di cuore anche per il sostegno concreto col quale hai voluto accompagnare la mia missione, a nome di tutta la comunitá gratosogliense.

Ormai sono rientrato e ho giá ripreso a tutto vapore le attivitá che qui hanno inizio nei primi mesi dell´anno. Il giorno 3 marzo avremo l´apertura dell´anno pastorale con la proposta della lettera pastorale che quest´anno avrá come riferimento la famiglia, per essere in sintonia con Papa Francesco. Inoltre, in Brasile celebreremo i 300 anni dell´incontro dell´immagine della Madonna Aparecida nel fiume Paraíba, ed anche il centenário delle apparizioni della Madonna in Fatima, quest´ultima é patrona della Diocesi. Anno 2017: Anno Mariano per tutta la chiesa del Brasile!

Ho giá iniziato le visite pastorali che svolgo durante i sabati e le domeniche a tre parrocchie; nelle sere della settimana sono in varie parrocchie per dare la presa di possesso canônica della parrocchia ad una ventina di sacerdoti. Durante i giorni feriali accompagno la visita della Madonna pellegrina di Fatima, e mentre vado in tutte le parrocchie, celebro l´Eucaristia e faccio la Consacrazione al Cuore Immacolato della Vergine.

Tutto questo, durante la routine di tutti i giorni della Curia, accompagnando una settantina di Pasorali che sono molto attive qui in Diocesi. Logicamente ho vari collaboratori sui quali posso fare affidamento, ma con questo ritmo, mi capisci, si spera di riposare solo nell´eternitá!!

Ti ringrazio per il ricordo e la preghiera.

Ah dimenticavo...correggendo le informazioni, le favelas qui in Diocesi sono 300!!!

Un abbraccione e un salutone ai sacerdoti, alle suore e a tutti gli amici + p. Peppime