29 aprile 2017

L’assemblea parrocchiale sul Centro parrocchiale - Nuovo Oratorio

Giovedì sera ho sperimentato un po’ di ciò che ha vissuto San Barnaba visitando la neonata comunità cristiana di Antiochia: “egli vide la grazia di Dio e si rallegrò…”

In una serataccia di pioggia che invitava a starsene a casa, la passione per la vita della parrocchia, con l’attenzione a che la carezza del Vangelo raggiunga tutte le età e in particolare i ‘più piccoli’, si è dimostrata più forte e capace di raccogliere la sfida dell’oggi per il domani delle nostre famiglie e, idealmente, di tutti nel quartiere.

La sfida è davvero grande su più fronti, a cominciare da quello educativo sul quale il Consiglio Pastorale e gli educatori dei nostri oratori sono intensamente impegnati.

E lo è anche dal punto di vista del sostegno economico ad un’opera che ancora una volta riteniamo non solo utile ma necessaria per la vita della comunità cristiana e per la sua missione evangelizzatrice.

Così invito tutti a farsi attenti alle occasioni che saranno offerte nei prossimi giorni per conoscere il progetto dell’edificio e attraverso di esso risalire al servizio pastorale sottointeso che lo ha ispirato.

Infatti da questo fine settimana in fondo alla chiesa saranno esposti dei cartelloni illustrativi e nei giorni 29- 30 aprile; 6-7 maggio; 13-14 maggio, dopo le Messe, ci sarà possibilità di fare domande “specifiche” sulla struttura ad alcuni incaricati.

In tale contesto è illustrato anche il piano economico di rientro della spesa, con i passi fatti e quelli da fare.

Sempre in questi momenti è possibile ricevere e consegnare il modulo che presenta le diverse possibilità di contribuire economicamente nei prossimi anni alla sua realizzazione.

Al fine giungere all’approvazione di tutto abbiamo bisogno, entro la festa di San Barnaba, di dare dimostrazione della volontà di sostenere l’onere di un investimento così significativo nonostante le tante incertezze economiche che segnano il nostro tempo.

Ciò che conta è che ciascuno, anche nel poco che può, partecipi a questa impresa perché tutti siamo debitori della tradizione di parrocchia che ci ha fatto crescere e tutti siamo chiamati ad essere protagonisti oggi per la crescita umana e cristiana degli uomini e delle donne di domani.

Grazie ancora delle molteplici testimonianze di bene che mi date!

don Allfredo

Estate ragazzi


Oratorio feriale: dal 12 giugno al 7 luglio
Campo preado: in Val Biandino 9-15 luglio
Campo ado: 10-16/7 con disabili a Bologna
18enni e giovani: 25/7 - 4/8 Cammino di Santiago
informazioni e iscrizioni a partire dal 2 maggio nelle segreterie
dei nostri oratori in orario di apertura del cortile.

Il respiro del Risorto

Il primo dono del Risorto è un respiro!
“Chinato il capo, rese lo spirito”: scrive san Giovanni raccontando la morte di Gesù in croce. Mentre nelle apparizioni del Risorto agli apostoli nel cenacolo dice che “alitò su di loro”.
Subito torno alla geniale immagine della creazione dell’uomo in Genesi 2: “il Signore Dio plasmò l'uomo con polvere del suolo e soffiò nelle sue narici un alito di vita e l'uomo divenne un essere vivente”.
Lo Spirito Santo è donato all’uomo nella creazione ed è donato ancora nella “ricreazione”. E così dopo il peccato torniamo “esseri viventi”.
Il “primo dono del risorto” è lo Spirito Santo. E’ per mezzo Suo che ci è comunicata la grazia pasquale nei Sacramenti della Chiesa. Ed è sempre per mezzo suo che ogni uomo e donna di buona volontà contribuisce alla crescita del bene e della pace nel mondo intero.
Ecco cosa dice il testo del catechismo CEI che prepara alla Cresima i ragazzi:
“Come il vento che soffia e ne senti la voce, ma non sai di dove viene e dove va, lo Spirito Santo agisce con novità sorprendente in tutto il mondo. Egli è potenza di Dio, che sa trarre il bene anche dal male.
Come il fuoco illumina e riscalda, lo Spirito conduce sulle vie della fede e della carità coloro che non conoscono Dio, ma lo cercano con cuore sincero.
Dove ci sono uomini e donne impegnati a costruire la pace, a difendere i deboli e gli oppressi, ad amare i poveri e i sofferenti, in loro agisce lo Spirito Santo.
Dove uomini e donne invocano Dio sotto qualsiasi nome o lo cercano onestamente senza conoscerlo, lo Spirito Santo opera con la sua grazia per condurli alla luce piena del Cristo risorto.
Dove ci sono uomini e donne che amano la giustizia, cercano la verità con animo sincero e si sforzano di vivere
nell’amore, là è presente lo Spirito Santo.
Dove ci sono uomini e donne che amano ogni segno di vita e rispettano la natura come casa per tutti, lo Spiri-to Santo manifesta il progetto di Dio.
Dove uomini e donne spendono silenziosamente la vita con dedizione e amore nella quotidianità e nell’accoglienza, lo Spirito Santo costruisce una umanità nuova.
Lo Spirito Santo riempie l’universo e vive nella Chiesa, ma misteriosamente opera anche fuori delle nostre comunità cristiane.
Non abbiamo motivo di essere pessimisti perché la sto-ria degli uomini è nelle mani di Dio e i suoi progetti arri-vano sempre a compimento.
Nulla è affidato al caso. La tua persona e tutto ciò che capita intorno a te è illuminato da un grande e unico disegno di salvezza.
La Chiesa cerca di riconoscere i veri segni della presenza e del disegno di Dio negli avvenimenti e nelle aspirazioni che condivide con tutti gli uomini. Essa è aperta e disponibile alla voce e alla luce dello Spirito Santo”.

Viviamo questo tempo di Pasqua aprendoci alla voce e alla luce dello Spirito Santo!

Santo Spirito, scendi su di noi e rendici partecipi dei tuoi doni: 
donaci l'intelligenza, perché possiamo riconoscere le cose belle che Dio ha creato; 
donaci la sapienza, per sapere accogliere con gioia gli insegnamenti di Dio; 
donaci la scienza, per vedere i fratelli come la via più breve per giungere a Dio; 
donaci la forza, per essere sempre testimoni della bontà di Dio; 
donaci la pietà, per ricordarci che Dio è nostro Padre; 
donaci il consiglio, per saper scegliere sempre il bene; 
donaci il timor di Dio, per comportarci come piace a lui. 
Amen.

07 aprile 2017

La Giornata Autentica, La Settimana Autentica, la Vita Autentica ...

Nel primo capitolo del vangelo di Marco c’è una pericope (dal versetto 21 al 38) dove è presentata UNA INTERA GIORNATA DI GESÙ. Provate a rileggerla e vi troverete gli ‘ingredienti’ utilizzati da Gesù per vivere appieno il proprio tempo, che è la propria vita: la preghiera personale e comunitaria, l’ascolto e l’insegnamento della parola di Dio, l’attenzione e la cura delle persone più fragili (vittime del male nelle sue diverse forme), le relazioni familiari e amicali, le esigenze della missione prima di tutto…

Che bel regalo ci ha fatto il primo evangelista! 
Si perché, pur senza la morbosa invadenza dei social odierni, abbiamo la possibilità di sbirciare da vicino la concretezza umana del Figlio di Dio.
Il 25 marzo il papa è stato “con noi” per UN GIORNO INTERO e intenso. Ore ricche di incontri indimenticabili, parole e gesti da custodire nel cuore perché fanno bene al cuore. Anche lui ci ha permesso di scoprire come usa il suo tempo, come vive le sue giornate. Non certo a seguire protocolli di “visite ufficiali” dei grandi della terra ma a dare forma ad un altro “protocollo” che traduce nell’oggi la scelta di Colui che facendosi uomo ha fatto visita all’uomo.

Che bel regalo ci ha fatto Francesco! 
Si perché, pur con un programma da capogiro che certo ha scontentato i “salotti buoni” della città,  ha colmato di gioia le famiglie semplici e apparentemente insignificanti delle periferie, i sacerdoti e i consacrati, le folle desiderose di salutarlo, i detenuti di San Vittore, le famiglie dei cresimandi, i disabili che ha accarezzato e benedetto ad uno ad uno…
Molte cose ha detto il papa, molte sono state riprese e commentate… mi permetto di rilanciare l’attenzione su due cose che mi hanno colpito maggiormente. La scelta di sostare qualche minuto in adorazione eucaristica nella cripta del Duomo nonostante fosse già in ritardo sulla tabella di marcia e la cattedrale fosse da tempo gremita in attesa di vederlo e ascoltarlo. E poi la scelta di dedicare la massima attenzione alle persone che salutava, incontrava … come ci fossero solo loro in quel momento.
Francesco anche così ci ha parlato e ci ha indicato la via per il rinnovamento della nostra vita personale e di Chiesa: perché chi mette Dio al centro della propria attenzione, vi mette l’uomo. E questo rende autentica la vita dei singoli e della comunità cristiana. “Francesco ripara la mia casa” si sentì dire il poverello di Assisi da Gesù e forse se l’è sentito dire pure Jorge Bergoglio.

E ora ci apprestiamo a vivere LA SETTIMANA AUTENTICA, è la Settimana Santa. La Chiesa ci offre di rivivere nella liturgia di quei giorni il memoriale della beata Passione, Morte e Risurrezione di Gesù.

Che bel regalo ci fa ogni anno la Chiesa! 
Si perché, pur nella costatazione dei nostri peccati e limiti, abbiamo la possibilità di rinnovare alla sorgente la nostra fede, la nostra speranza e l’amore: la nostra vita.
Vi auguro di vivere la Pasqua di quest’anno con grande apertura ai doni di grazia di Dio perché porti in noi un frutto di vera conversione ai disegni di Dio, il Padre della Vita, che ama così tanto gli uomini da dare per noi il Figlio suo sulla croce.
Dopo aver rivolto lo sguardo al Crocifisso-Risorto nella quaresima, ora lasciamoci da Lui guardare per ricevere perdono e pace: i doni che fanno autentica la vita.      

don Alfredo

Calendario della Comunità da 2 aprile 2017

DOMENICA 2 aprile
V DOMENICA DI QUARESIMA
ore 9,30 Oratorio MMC CIC2/3el.  + Messa                            
ore 15,00 Oratorio MMC CIC1 genitori/ragazzi ore 21,00 Oratorio SB: Incontro 18enni

Lunedì 3 aprile
ore 15,00 Sala Molaschi MMC: TERZA ETÀ

Martedì 4 aprile
ore 21 Oratorio MMC gruppo CAMPUS DELLA PACE

Mercoledì 5 aprile
ore 15,00 Saletta Caritas SB: TERZA ETÀ
ore 21,00 Salone SB: Incontro Gruppo ADO.
ore 20,45 ASTERIA incontro decanale sui temi del film Silence a cura di d.Lorenzo Maggioni

Venerdì 7 aprile  Venerdì di Quaresima  giorno di magro
ore 9,00 Chiesa SB Via Crucis per tutti.
ore 17,00 Chiesa MMC Via Crucis per tutti.
ore 18,30 Chiesa e oratorio MMC GRUPPO PREADO:  Rinconciliazione pasquale, cena povera e gioco
ore 21,00 Chiesa SB Celebrazione comunitaria della Riconciliazione pasquale per giovani e adulti

Sabato 8 aprile
ore 10,30 e 14,30 Oratorio MMC CIC3 (4a el.).
ore 20.45 in Duomo Veglia in Traditione Symboli

DOMENICA 9 aprile
IV DOMENICA DI QUARESIMA  “delle Palme
n.b.: è sospesa la messa delle ore 9.00 a MMC.
ore 10,30 S. Messa a MMC e a SB ritrovo in cortile oratorio, benedizione degli ulivi e processione alla chiesa
Preadolescenti e Adolescenti di S. Barnaba, dopo la  Messa visitano anziani e malati della propria comunità.
ore 15,00 Oratorio MMC CIC4 portano l’ulivo e l’augurio pasquale agli ospiti delle case di riposo

Lunedì 10 aprile
ore 15,00 Chiesa MMC Riconciliazione TERZA ETÀ. Martedì 11 aprile
ore 21 Oratorio MMC gruppo CAMPUS DELLA PACE

Mercoledì 12 aprile
ore 15 Chiesa SB Riconciliazione TERZA ETÀ
ore 21 Chiesa SB Celebrazione comunitaria della Riconciliazione per adolescenti e 18 enni

TRIDUO PASQUALE
GIOVEDÌ SANTO «in cena Domini»
ore 9,30 in Duomo S. Messa Crismale.
ore 17,00 Chiesa MMC  S. Messa  in cena Domini   (invitati speciali i ragazzi dei CIC e i cresimandi ricevono la lavanda dei piedi)
ore 21,00 Chiesa SB  S. Messa  in cena Domini


VENERDÌ SANTO «nella Passione»
ore 15,00 nelle due chiese: Celebrazione della Passione e Morte di Nostro Signore.
Silenzio, ascolto e preghiera  individuale continueranno fino alle ore 21,00.
ore 21,00 VIA CRUCIS partendo dalla Chiesa di Maria Madre per giungere alla chiesa di San Barnaba.


SABATO SANTO
Per tutta la giornata continuano l’adorazione della Croce e le Confessioni
ore 21,00 Chiesa di Maria Madre della Chiesa
Veglia Pasquale di risurrezione per tutta la Comunità Pastorale.


DOMENICA di PASQUA
nella RISURREZIONE del SIGNORE
Ss. Messe con orario festivo


LUNEDI’ DELL’ANGELO
Ss. Messe:
Chiesa MMC ore 9
Chiesa SB ore 10,30

Buona Pasqua di Risurrezione!


Lasciatevi riconciliare con Dio

CELEBRAZIONI COMUNITARIE DEL SACRAMENTO DELLA RICONCILIAZIONE

Terza età in MMC lunedì 10 aprile ore 15
Terza età in SB mercoledì 12 aprile ore 15
Preadolescenti venerdì 7 aprile ore 18,30 in MMC
Giovani e Adulti venerdì 7 aprile ore 21 in SB
18enni e Adolescenti mercoledì 12/4 ore 21 in SB

E POI IN ENTRAMBE LE DUE CHIESE

Mercoledì Santo dopo la Messa fino alle 19,30
Giovedì Santo: dalle 18,00 alle 19,30
Venerdì Santo: dalle ore 9,30 alle 12,00
dalle ore 16,00 alle 19,00
Sabato 4 aprile: dalle ore 9,30 alle 12,00
dalle ore 15,30 alle 19,00

Piccola bottega della Carità

Nella settimana dopo Pasqua prende il via la Piccola bottega della Carità.                                                                
Mentre ricordiamo che c’è  bisogno di nuove collaborazioni anche di giovani, offriamo a tutti gli Spunti dell’incontro formativo volontari Caritas
Atti degli Apostoli 4,32ss La moltitudine di coloro che eran venuti alla fede aveva un cuore solo e un'anima sola e nessuno diceva sua proprietà quello che gli apparteneva, ma ogni cosa era fra loro comune... Nessuno tra loro era bisognoso, perché quanti possedevano campi o case li vendevano, portavano l'importo di ciò che era stato venduto e lo deponevano ai piedi degli apostoli; e poi veniva distribuito a ciascuno secondo il bisogno.
Quali “beni/doni” mettiamo a disposizione nel servizio di carità?
Anzitutto uno spazio nel cuore pronto ad accogliere, poi un po’ di tempo, l’ascolto paziente e amorevole, l’impegno di accompagnare per un tratto di cammino. Infine, insieme alla comunità cristiana, qualche cosa dei nostri beni anche materiali …
La circolarità dei doni messi in comune …
Io dono, tu doni, egli dona, noi doniamo, voi donate, essi donano: donare è il respiro dell’amore, è il respiro di Dio e dell’uomo! Donare fa bene a chi dona e a chi riceve. Ci aiuta a riconoscere che limiti, bisogni, e fragilità della vita sono esperienze di ognuno, delicate perché preziose: ci ricordano la nostra vera realtà di creature amate da Dio che è Padre, che si ricevono in dono da lui e che si realizzano nel donarsi.  Donare è contagioso, attrae altri nello stesso movimento “in uscita” quando è fatto con gioia.
Nella società odierna la cultura del dono è in controtendenza con quella dominante (individualismo autosufficiente) perché sottintende un’idea di uomo diversa (l’uomo che si fa da sé, che trova la sua forza nel non chiedere mai…, l’uomo che così diventa incapace di sostenere la fatica della relazione con l’altro…).
Facendo un servizio di carità noi diciamo (affermiamo!) la nostra idea di uomo e così non solo facciamo un po’ di volontariato, ma costruiamo cultura e testimonianza cristiana.
Compito della Caritas nella parrocchia è infatti anzitutto quello di tenere viva l’istanza della carità come della forma più alta nella quale si traduce la fede cristiana e l’idea di uomo e di mondo che da essa deriva. La sua missione principale è quella di animare la comunità cristiana e sollecitarla a vivere la carità in questo modo, sostenendo e coordinando i servizi che la fantasia dell’amore e le necessità degli uomini faranno sorgere (nb.: quanti nelle nostre parrocchie!).
In particolare segnalo il compito del Centro di Ascolto che con le persone in difficoltà avvia un percorso di accoglienza e discernimento sulla loro situazione complessiva, per individuare tra i modi possibili, quelli più efficaci a sostenerle (in relazione con Caritas decanale e diocesana e le istituzioni locali). La Piccola Bottega della Carità è una delle espressioni concrete di questo sostegno.
Quale stile ci è chiesto nel nostro servizio?
*Il nostro servizio parte dal cuore e perciò dalla preghiera per gli altri volontari  e preghiera per le persone che serviamo e le loro famiglie (è l’aiuto più efficace!).
*Rappresentiamo la comunità cristiana: occorre uno spirito di ‘squadra’.
L’aiuto più grande che noi offriamo non è quello materiale… ma la testimonianza di un modo di vivere che nasce dalla fede in Gesù, la vita fraterna e d’amore. Per questo se non offriamo questo segno nei rapporti tra noi riusciremo magari a sfamare la pancia delle persone in difficoltà ma non la fame del cuore…
Per questo motivo ‘teologico’ e non meramente organizzativo, ci è chiesta la disponibilità a lavorare in equipe, che richiede rispetto degli altri e dei loro compiti, cura nel far bene la mia parte per non appesantire il lavoro degli altri, chiarezza nei rapporti e nelle comunicazioni verso tutti, non fare il proprio gruppetto ma maturare un’apertura se-rena verso tutti, pazienza tutti i giorni e perdono reciproco quando serve …
*Amabilità verso le persone in difficoltà.
L’amabilità non si improvvisa, non è atteggiamento naturale ma è virtù: richiede esercizio, cura quotidiana di cu-ore, mente, parole e gesti. L’amabilità è il tratto visibile dell’intenzione d’amore invisibile che abita il cuore. Anche il dono d’amore più grande fatto da una persona ‘scostante’ non può essere gradito. Il gesto piccolo fatto con amabilità diventa grande al cuore dell’altro…
*Togliere da noi pregiudizi, cattivi pensieri e maldicenza su chi serviamo lasciando al Padre eterno di giudicare e al Centro di Ascolto di discernere…  ci è chiesta po-sitività: papa Francesco ci chiede di essere carezza di Dio per chi è nel bisogno.                      
Varie volte le persone in difficoltà giungono con atteggiamento pretenzioso e polemico. Certo chi ha più difficoltà ha più motivi per agire così… a noi cercare di placare gli animi con la gentilezza e il ragionamento. Attenzione ai toni e alle urla che diventano contro-testimonianza. Meglio passare per ingenui che averla vinta in una discussione… In altre sedi si potrà affrontare meglio la questione emersa (il Centro di Ascolto).
Se ci accorgiamo che non riusciamo a reggere le tensioni ricorrenti oppure a ‘lasciare a casa’ altri problemi che condizionano l’umore a tal punto da non poter offrire una presenza serena e gentile… è meglio staccare per un po’, o dedicarsi ad altro servizio nella comunità…
*L’amabilità offre la condizione per accompagnare con rispetto le persone e le loro situazioni problematiche in spirito educativo non facendo da maestri o padroni ma fratelli che sostengono i piccoli passi verso il meglio dell’altro.
*Amabilità significa anche custodire uno stile di riservatezza nel parlare delle persone e delle loro situazioni o anche delle situazioni faticose che possono crearsi talvolta tra i volontari. Nel primo caso per il rispetto doveroso della dignità di ciascuno. Nel secondo caso non certo per non affrontare i problemi, ma per farlo nel modo giusto: nella trasparenza e franchezza che ci deve contraddistinguere come cristiani. Non dimentichiamo che anche così si da testimonianza non tanto al buon nome della Caritas o della parrocchia, ma della Chiesa (con la C maiuscola) e della nostra fede.
*Infine amabilità è anche il rispetto delle diversità culturali e religiose degli altri. Chiaro che non può svolgere il servizio di volontariato in parrocchia chi ha atteggiamenti razzisti e disprezzanti culture e fedi differenti. Ma si manca di rispetto anche irridendo (speriamo bonariamente) usi e costumi anche in campo alimentare o vestiario. Pensiamo ad esempio alla cura dei musulmani di cibi che non contengano carne di maiale o macellata in modo diverso dai dettami religiosi dei loro paesi, oppure al velo delle donne islamiche. Per non parlare della incoerenze nelle pratiche religiose (che purtroppo viviamo anche noi). Anche così offriamo una testimonianza del nostro credo.

20 marzo 2017

FERMATEVI e GUARDATE


Fermatevi e guardate! Ci siamo proposti all’inizio della quaresima. Già abbiamo avuto alcune straordinarie occasioni per farlo: la celebrazione della messa domenicale e feriale, la via crucis del venerdì e quella in città, la meditazione penitenziale decanale, momenti di preghiera in famiglia e personali…

In questo numero dell’Informatore ecco alcuni spunti a partire dall’omelia del venerdì santo dello scorso anno di mons. Carlo Redaelli (che è stato nostro vicario generale e ora è arcivescovo di Gorizia). Ma poi alcune altre preghiere e riflessioni da meditare davanti al crocifisso.

Gli sguardi di Gesù nella Passione
Dopo aver ascoltato il racconto della passione di Gesù non dovremmo fare altro che stare in silenzio contemplando il Crocifisso. Una contemplazione da continuare nei prossimi giorni rileggendo personalmente i capitoli finali del Vangelo di Luca.

La contemplazione è un fatto di occhi. Occhi che guardano in modo intenso e non semplicemente vedono e, guardando, cercano di penetrare il mistero, il segreto d’amore che la passione racchiude. Più che però di prestare attenzione al nostro guardare, vorrei che riflettessimo sullo sguardo di Gesù, anzi sugli sguardi di Gesù che il racconto della passione ci consegna. Sono di tre tipi: un guardare dal basso, un guardare alla pari, un guardare dall’alto.

Gesù anzitutto ci “guarda dal basso in alto”. Chi sta in basso e deve alzare lo sguardo è il servo, è lo schiavo. E Gesù si è fatto nostro servo. Lo ricorda Lui stesso quando interviene nella sorprendente discussione tra i discepoli, sorprendente perché avviene, secondo l’evangelista Luca, nel contesto solenne dell’ultima cena sul chi è il più grande (come se in questo momento, a Messa, ci mettessimo a litigare tra noi per stabilire chi è il più importante).

Gesù, dopo aver ricordato l’atteggiamento di dominio dei potenti, aggiunge: «Voi però non fate così;
ma chi tra voi è più grande diventi come il più giovane, e chi governa come colui che serve. Infatti chi è più grande, chi sta a tavola o chi serve? Non è forse colui che sta a tavola? Eppure io sto in mezzo a voi come colui che serve». Sappiamo che il Vangelo di Giovanni, letto il giovedì santo, spiega come Gesù è stato in mezzo ai discepoli in atteggiamento di servizio: lavando loro i piedi. Un compito da schiavo, un servizio che ti pone anche fisicamente al di sotto degli altri e ti costringe a guardare dal basso in alto. Lo sguardo dello schiavo, del povero, di chi deve implorare. Gesù ha assunto questo sguardo.

Gesù poi “guarda alla pari”, guarda negli occhi i propri interlocutori. La passione di Luca ricorda quattro incontri significativi di Gesù dove c’è un incrociarsi di sguardi: in un caso l’evangelista lo esplicita. Ma c’è anche una quinta occasione per così dire fallita.

Il primo incontro, dove non solo due sguardi si incrociano, ma due visi si toccano, è quello con Giuda. Possiamo però legittimamente domandarci: Giuda, avrà guardato negli occhi Gesù, o lo avrà baciato – il bacio del tradimento… – tenendo gli occhi bassi per non incontrare quelli del Signore? Gesù comunque non lo rimprovera, gli pone solo una domanda, a cui Giuda dovrà rispondere. E’ significativo il fatto che il Vangelo di Luca, diversamente da quello di Matteo, non dica più niente del traditore: non racconta la sua morte, il suo suicidio, vi accennerà solo nel suo secondo libro, gli Atti degli apostoli. Come per dire che quella domanda resta aperta.

Nel secondo episodio avviene invece un vero e proprio incrociarsi di sguardi. Si tratta del momento in cui Pietro prende coscienza di avere rinnegato il Signore. Luca ricorda, come gli altri Vangeli, il canto del gallo, ma lui solo evidenza il fatto che Pietro si rende conto del suo atto e se ne pente perché guardato da Gesù: «E in quell’istante, mentre ancora parlava, un gallo cantò. Allora il Signore si voltò e fissò lo sguardo su Pietro, e Pietro si ricordò della parola che il Signore gli aveva detto: “Prima che il gallo canti, oggi mi rinnegherai tre volte”. E, uscito fuori, pianse amaramente». Come sarà stato lo sguardo di Gesù rivolto a Pietro? Uno sguardo non di rimprovero, ma di verità e insieme di misericordia e di perdono, un perdono che ridà fiducia, uno sguardo d’amore. L’incrociare gli occhi di Gesù, di un Gesù arrestato, deriso, umiliato e picchiato, porta l’apostolo a ricordare la parola che il Signore gli aveva detto nell’ultima cena. Una parola che preannunciava il rinnegamento di Simone, ma insieme ne faceva intravedere la possibilità di diventare da fatto negativo, un’esperienza di conversione, di umiltà e quindi di capacità di confermare gli altri: «Simone, Simone, ecco: Satana vi ha cercati per vagliarvi come il grano; ma io ho pregato per te, perché la tua fede non venga meno. E tu, una volta convertito, conferma i tuoi fratelli».

Un terzo sguardo di Gesù è quello rivolto alle donne che lo seguono sulla via della croce piangendo. Gesù, vedendole, le invita a non piangere su di Lui, ma a cogliere il messaggio di conversione che viene dal suo andare verso la croce.

E sulla croce ecco un altro sguardo di Gesù “alla pari”: quello con chi condivide la sua stessa condanna, il malfattore appeso alla croce. Uno sguardo che diventa un breve e decisivo dialogo di salvezza: «Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno». «In verità io ti dico: oggi con me sarai nel paradiso». Paolo scriverà nella lettera ai Galati, che Gesù, maledetto perché appeso al legno, facendosi maledizione per noi è diventato nostra salvezza (cf Gal 3,13-14): il ladrone, maledetto anche lui con Gesù, è il primo che ha sperimentato questa grazia.
C’era un’altra occasione in cui Gesù avrebbe potuto guardare alla pari, ma questa è fallita. Avviene quando chi lo ha preso in custodia gli benda gli occhi e lo picchia e insulta: «Fa’ il profeta! Chi è che ti ha colpito?». Gesù non poteva vedere, ma avrà sicuramente guardato con gli occhi del suo cuore misericordioso chi lo stava umiliando.

Infine, c’è lo “sguardo dall’alto”.
L’unico sguardo di Gesù dall’alto non è però da una trono, da una situazione di potenza e di dominio, ma è dalla croce. Proprio osservando dall’alto della croce chi lo ha crocifisso, Gesù dice: «Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno». Anche lo sguardo dall’alto è uno sguardo di misericordia e di perdono.
Vivere la settimana santa guardati da Gesù: Lui ci guarda dal basso come servo, alla pari come nostro compagno e fratello, dall’alto della croce come nostro salvatore. Che i nostri occhi incrocino, in questi giorni santi, i suoi.    
     
 † Carlo Redaelli 


Preghiere al Crocifisso di San Francesco d'Assisi

O alto e glorioso Dio, 
illumina le tenebre del cuore mio.
Dammi una fede retta, speranza certa,
carità perfetta e umiltà profonda.
Dammi, Signore, senno e discernimento
per compiere la tua vera e santa volontà. Amen.



di don Angelo Saporiti

Signore Gesù, tante volte ho guardato il crocifisso
e ho immaginato di essere lì, con te, sul Calvario.
Ho guardato quel crocifisso, spogliato di tutto,
privato della dignità, nudo davanti ad amici e nemici,
privato della reputazione,
spogliato dal successo, della credibilità, senza vita.
Ti ho guardato, crocifisso, e mi è sembrato che la tua mano si sia allungata verso la mia,
come per tirarmi su sulla croce, con te.
E ho avvertito una dolcezza e un calore infiniti.
Tirandomi verso te, sulla croce,
tu o Gesù non mi vuoi inchiodare o far morire,
ma mi vuoi donare la vita e la libertà.
Tu, o crocifisso, sei per me simbolo di una liberazione totale e suprema.
La tua croce, Gesù, è per una parabola di conquista, non di sconfitta.
Suscita ammirazione, non commiserazione.
Grazie, Signore, perché dandomi la tua mano e tirandomi su con te sulla croce
tu mi doni la possibilità di liberarmi da tutto ciò che mi rende schiavo e che distrugge la mia felicità.
Fisso il Crocifisso.
E più lo guardo,
e più mi sento orgoglioso di essere amato da un Dio così speciale. Grazie, Signore!
Tu sulla croce mi hai conquistato
dandomi la prova più grande del tuo amore.
Amen.



Non a caso Cristo scelse un tal genere di morte: lo fece per essere maestro di quella larghezza, altezza, lunghezza e profondità di cui parla San Paolo (Ef 3, 14-19). La larghezza è rappresentata dal legno trasversale: e raffigura le opere buone, perché su di esso sono inchiodate le mani. La lunghezza è rappresentata dal tronco stesso visibile fino a terra: esso dà il senso della stabilità e della perseveranza […]. L’altezza è rappresentata da quella parte della croce che si eleva al disopra del legno trasversale, cioè sopra il capo del crocifisso: essa indica la superna attesa di coloro che vivono nella santa speranza. E quella parte della croce che viene piantata e nascosta, sostenendo tutto il resto, sta a rappresentare la profondità della grazia gratuitamente offerta.

(Dagli scritti di S. Agostino)


Signore Gesù, tu che sulla croce hai detto:
«Padre, perdona loro, non sanno quel che fanno»
accordaci la tua misericordia.
Signore Gesù, tu che sulla croce hai detto:
«Oggi sarai con me in paradiso»
prepara per noi un posto nel tuo regno.
Signore Gesù, tu che sulla croce hai detto:
«Figlio ecco tua madre» a tua madre «Ecco tuo figlio»
conferma la tua Chiesa quale madre di ogni cre dente.
Signore Gesù, tu che sulla croce hai detto:
«Ho sete»
dona anche a noi la sete del Dio vivente.
Signore Gesù, tu che sulla croce hai detto:
«Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?»
rendici capaci di sopportare il silenzio di Dio.
Signore Gesù, tu che sulla croce hai detto:
«Tutto è compiuto»
concedici di compiere la nostra vocazione fino a lla morte.
Signore Gesù, tu che sulla croce hai detto:
«Padre, nelle tue mani affido il mio spirito»
insegnaci ad abbandonarci in Dio nell’ora della morte.

Calendario della Comunità dal 19 marzo 2017

DOMENICA 19 marzo
III DOMENICA DI QUARESIMA
ore 9,30 Oratorio MMC CIC2/3el.  + Messa                             
ore 11,00 Chiesa MMC CIC4/5el. Messa + pranzo + incontro genitori/ragazzi con ultimi avvisi sull’in-   contro col Papa a San Siro e le consegne per la celebrazione della prima Comunione e Cresima.
ore 18.30 Saletta Caritas SB Gruppo Famiglie adottanti          
ore 20,00 Oratorio SB: Incontro 18enni                          

Lunedì 20 marzo
ore 15,00 Sala Molaschi MMC: incontro TERZA ETÀ:
ore 21,00 Caritas MMC: incontro di formazione per i nuovi volontari  Caritas

Martedì 21 marzo
ore 21,00 Saletta Caritas SB Lettura continua del libro degli Atti degli Apostoli a cura di don Francesco. ore 21 Oratorio MMC gruppo CAMPUS DELLA PACE

Mercoledì 22 marzo
ore 15,00 Saletta Caritas SB: TERZA ETÀ: rosario
ore 21,00 Oratorio SB: Incontro Gruppo ADO.
ore 21,00 Chiesa SB: incontro per i partecipanti alla Mes sa col papa a Monza

Venerdì 24 marzo    Venerdì di Quaresima
Oggi è giorno di magro
ore 9,00 Chiesa SB: Via Crucis per tutti.                            ore 17,00 Chiesa MMC: Via Crucis per tutti.                    ore 21,00 Chiesa SB: Via Crucis per giovani e adulti e  adorazione della croce
ore 21,00 Salone-teatro SB GRUPPO PREADO
ore 21,00 Chiesa di s.Maria in Caravaggio meditazione musicale di F.J.Haydn: LE 7 PAROLE DI GESU’ SULLA CROCE organista Andrea Sarto.


Sabato 25 marzo
Gruppo dei partecipanti alla messa col papa a Monza, partenza ore 7.45 dalla fermata del tram di via Feraboli
Cresimandi a san Siro col papa: partenza ore 12,30 dalla fermata del tram di via Feraboli



DOMENICA 26 marzo
IV DOMENICA DI QUARESIMA
ore 9,30 Oratorio MMC CIC2/3el.  + Messa                            
ore 14,30 Oratorio SB: CIC3/4 el.  genitori/ragazzi       
ore 20,00 Oratorio SB: Incontro 18enni

Lunedì 27 marzo
ore 15,00 Sala Molaschi MMC: Incontro TERZA ETÀ.

Martedì 28 marzo
ore 21 Oratorio MMC gruppo CAMPUS DELLA PACE ore 21,00 Saletta Caritas SB Lettura continua del libro degli Atti degli Apostoli a cura di don Francesco.

Mercoledì 29 marzo
ore 15,00 Saletta Caritas SB: TERZA ETÀ, compleanni
ore 21,00 Oratorio SB: Incontro Gruppo ADO.
ore 20,45 nel salone teatro Centro ASTERIA proiezione del film SILENCE di Martin Scorsese

Giovedì 30 marzo
ore 21,00 Oratorio MMC Incontro Gruppo Family in cammino
ore 21,00 Oratorio SB: Lectio per i giovani.


Venerdì 31 marzo  venerdì di Quaresima
Oggi è giorno di magro.
ore 9,00 Chiesa SB: Via Crucis per tutti.                                      ore 17,00 Chiesa MMC: Via Crucis per tutti.    
ore 21,00 Salone-teatro SB GRUPPO PREADO
ore 21,00 Chiesa SB: Via Crucis per giovani e adulti e adorazione silenziosa della Croce.

Sabato 1 aprile
ore 16 - via S. Antonio, 5 in Milano il Servizio della Famiglia della Diocesi, organizza un incontro con il cardinale Angelo Scola:  Il ruolo educativo dei nonni

“Ai nonni, che hanno ricevuto la benedizione di vedere i figli dei figli, è affidato un compito grande: trasmettere l’esperienza della vita e condividere con semplicità la loro saggezza, e la stessa fede: l’eredità più preziosa!”        Papa Francesco


DOMENICA 2 aprile
V DOMENICA DI QUARESIMA
ore 9,30 Oratorio MMC CIC2/3el.  + Messa                            
ore 15,00 Oratorio MMC CIC1 genitori/ragazzi                 
ore 21,00 Oratorio SB: Incontro 18enni


Catechesi

Un nuovo percorso fidanzati prenderà il via nelle settimane dopo Pasqua. I fidanzati intenzionati a celebrare il sacramento del Matrimonio dopo l’estate o nel prossimo anno possono contattare i sacerdoti per informazioni e l’adesione.

Cresime per gli adulti: sabato 22 aprile alle ore 18 nella chiesa di San Barnaba sarà amministrato il sacramento della Cresima per giovani e adulti della prefettura sud di Milano.
Chi intendesse ricevere questo sacramento può rivolgersi in parrocchia. Saranno svolti degli incontri di preparazione

Giornata di spiritualità per le famiglie UNA FAMIGLIA ACCOGLIENTE.
Invitiamo le famiglie, organizzandosi per tempo, a regalarsi in questo tempo di Quaresima, questa giornata che sarà Domenica 2 aprile dalle ore 9 alle ore 17. E’ previsto anche un sevizio di baby sitter per i figli più piccoli. Il luogo (per noi più facile da raggiungere) sarà la Parrocchia SS Redentore, via Pierluigi da Palestrina (fermata MM2 Loreto)