21 gennaio 2011

FESTA DELLA FAMIGLIA

Domenica 30 gennaio 2011 “I nostri piccoli al centro”

La festa ha il suo momento centrale nella celebrazione delle Messe domenicali. In particolare nelle messe delle 10,30 a San Barnaba e delle 11,00 a Maria Madre della Chiesa saranno maggiormente coinvolte le famiglie e i bambini presenti.

Quale gesto simbolico alla Messa delle 10,30 a San Barnaba sono invitate le coppie con bambini da 0 ai 6 anni delle due parrocchie: a loro sarà riservata un’attenzione particolare legata proprio al tema che l’Arcivescovo ci chiede di sottolineare (“i nostri piccoli al centro”).

Dopo le celebrazioni del mattino, presso il Centro Parrocchiale Vittoria di via Feraboli 15, viene offerto un pranzo comunitario aperto a tutti.
Il menù prevede per tutti polenta e ragù, mentre per i bambini pasta al pomodoro, cotolette o crocchette di pollo e patatine. La quota di iscrizione per famiglia è di 12 € e per singoli di 6 € (da versare il 30 gennaio).

Per motivi organizzativi è necessario iscriversi entro il 25 gennaio nei rispettivi oratori al pomeriggio (dalle 16,30 alle 18,30) oppure dopo le Messe di domenica 23 gennaio in fondo alle chiese.

Nel pomeriggio è previsto un momento di animazione per i bambini, sempre al Centro Parrocchiale.

1° Concorso di disegno e fotografia

Le parrocchie Maria Madre della Chiesa e San Barnaba in Gratosoglio invitano
al 1° Concorso di disegno e fotografia
in occasione della 33a GIORNATA PER LA VITA del 6 febbraio 2011.

Il tema a cui i lavori dovranno ispirarsi è:
“Una piccola impronta di Dio nella storia di tutti”.

Il Concorso è aperto a tutti piccoli e grandi ed in particolare ai bambini e ragazzi delle due parrocchie; non è a premi, anche se sarà consegnato a ciascuno un attestato di partecipazione.

I disegni e le foto possono essere realizzati secondo le tecniche più congeniali all’autore come pure nel formato che si ritiene più idoneo.

Il materiale prodotto va consegnato entro il 2 febbraio presso gli oratori delle due parrocchie, avendo cura di indicare con esattezza i dati anagrafici dell’autore: cognome, nome ed età.

Tutti i lavori realizzati verranno esposti, previo sguardo dalla commissione preparatoria, presso la chiesa di Maria Madre della Chiesa sabato 5 febbraio dalle 15,30.

Domenica 6 febbraio alle ore 16,00 tutti sono invitati a visitare la mostra in occasione di una elevazione musicale sullo stesso tema del Concorso. Le musiche saranno eseguite da Stefano Borsatto e Francesco Spiga e saranno intervallate da brani della Sacra Scrittura. Al termine a tutti i partecipanti al Concorso sarà consegnato l’attestato di partecipazione.

La commissione famiglia della Comunità Pastorale

Appuntamenti da Domenica 23 gennaio 2011

DOMENICA 23 gennaio
III DOMENICA DOPO L’EPIFANIA
Lettura del libro dell’Esodo (16,2-7a.13b-18)
Seconda lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi (8,7-15)
Vangelo secondo Luca (9,10b-17)

Lunedì 24 gennaio «S. Francesco di Sales, vescovo e dottore della Chiesa»
ore 21,00 in Centro Parrocchiale: Incontro degli Adolescenti.

il 25 gennaio, festa della Conversione di S. Paolo, apostolo si chiude la
SETTIMANA DI PREGHIERA PER L’UNITÀ DEI CRISTIANI

Mercoledì 26 gennaio «Ss. Timoteo e Tito, vescovi»
ore15,00 presso il Centro Parrocchiale: TERZA ETÀ: Festa dei Compleanni.

Giovedì 27 gennaio «S. Angela Merici, vergine»
ore 20,45 presso il Centro Culturale Asteria - p. za Carrara. 17: «Uomo Donna: dimora di desiderio e tenerezza “AMORE E RESPONSABILITÀ”». Terzo e ultimo incontro rivolto ai giovani dai 17 ai 30 anni.

Venerdì 28 gennaio «S. Tommaso d’Aquino, sacerdote e dottore della Chiesa»
ore 18,30 in Oratorio: Catechesi dell’Iniziazione Cristiana dei ragazzi del CIC4.

Sabato 29 gennaio
ore 10,30 in Centro Parrocchiale: Catechesi dell’Iniziazione Cristiana dei ragazzi del CIC2 e del CIC3.
ore 14,30 in Centro Parrocchiale: Catechesi dell’Iniziazione Cristiana dei ragazzi del CIC2 e del CIC3.

Festa decanale della Pace per i Pre-Adolescenti

SABATO 29 GENNAIO 2011 dalle ore 16 alle 19
IN SALONE TEATRO SAN BARNABA
POMERIGGIO DEDICATO ALLA MEMORIA DELL’OLOCAUSTO
“ PER NON DIMENTICARE”
FOTO e proiezione del FILM: «Senza destino»

DOMENICA 30 gennaio
SANTA FAMIGLIA DI GESÙ, MARIA E GIUSEPPE
Lettura del libro del Siracide (7,27-30.32-36)
Lettera di san Paolo apostolo ai Colossesi (3,12-21)
Vangelo secondo Luca (2,22-33)

GIORNATA DELLA FAMIGLIA
ore 10,30 durante la S. Messa i Fidanzati verranno presentati alla comunità.

Lunedì 31 gennaio «S. Giovanni Bosco, sacerdote»
ore 21,00 in Chiesa: Incontro degli Adolescenti.

Mercoledì 2 febbraio «Presentazione del Signore»
ore 15,00 presso il Centro Parrocchiale: TERZA ETÀ: Recita del S. Rosario.

Giovedì 3 febbraio «S. Biagio, vescovo e martire» «S. Oscar, vescovo»
ore 21,00 presso la Parrocchia di S. Maria delle Grazie al Naviglio: Scuola della Parola dei 18/19nni e dei Giovani.

Venerdì 4 febbraio
ore 15,30 in Chiesa: Adorazione Eucaristica.
ore 18,30 in Oratorio: Catechesi dell’Iniziazione Cristiana dei ragazzi del CIC4.
ore 20,30 in Oratorio: Incontro dei Pre-Adolescenti (2a e 3a media).

DOMENICA 6 febbraio
V DOMENICA DOPO L’EPIFANIA
Lettura del profeta Isaia (66,18b-22)
Lettera di san Paolo apostolo ai Romani (3,13-17)
Vangelo secondo Giovanni (4,46-54)
«GIORNATA NAZIONALE IN DIFESA DELLA VITA»

Santi per vocazione

LETTERA A TUTTI I FEDELI DELLA CHIESA AMBROSIANA
Anno pastorale 2010-2011 (6a e ultima puntata)


LA VOCAZIONE E LE VOCAZIONI

La vocazione universale alla santità dà inizio, mediante il Battesimo, ad un singolare cammino di fede che dura tutta la vita. Ogni persona che accoglie il dono della comunione con Dio è chiamata a coltivarlo con discernimento e impegno, secondo la propria libertà.

Questa vocazione universale alla santità impegna ogni cristiano a trasmettere la fede. La fede, vissuta nella Chiesa, toglie l’uomo dalla più assoluta solitudine, dà un senso alle varie esperienze quotidiane, indica la misura alta dell’amore, conduce ad una meta di pace. Trasmettere la fede significa far conoscere questo straordinario rapporto con Dio, in un legame singolare con Gesù morto e risorto per noi. Significa vivere nel suo santo Spirito, che è fortezza, consolazione, gioia e affidamento.
La trasmissione della fede (traditio fidei) è la comunicazione della vita di Dio, è la comunione gioiosa di un nuovo stile di vita, è l’offerta di un dono gratuito, prima ancora che la richiesta di adempimenti e di regole. Di conseguenza l’accoglienza del dono si esprime in riconoscenza e la riconoscenza in responsabilità. Perché l’etica nasce dalla grazia.
Il modo più bello per esprimere la riconoscenza per il dono della fede è l’offerta del Battesimo a ogni uomo e a ogni donna che vengono sulla terra. Con la nuova nascita “dall’acqua e dallo Spirito” viene data la grazia di Dio e proposto un cammino di santità. L’annuncio del Vangelo conduce alla celebrazione del Battesimo.
Sarebbe una vera riforma della nostra Chiesa il rinnovato impegno di tutti a valorizzare il Battesimo dei bambini e degli adulti come autentico germoglio di missione evangelizzatrice delle nostre comunità.
La preparazione cordiale e accogliente dei genitori alla celebrazione del rito sacramentale, l’accompagnamento dei primi anni delle coppie che hanno accolto il dono della vita, non solo fisica ma anche spirituale, dei loro figli, il far nascere un vero fermento di comunione attraverso le scuole dell’infanzia e i primi inserimenti nella comunità cristiana costituiscono un vero impulso di santità, una vera - piccola e grande - riforma della Chiesa.

Ci sono anche molti adulti nelle nostre città che, nella vita ordinaria, si rivolgono ai cristiani con domande sulla fede e sulla verità di Dio. Dobbiamo imparare a mostrare loro la bellezza della santità e la ricchezza umana della vocazione cristiana. Dobbiamo ritrovare il linguaggio spontaneo, quotidiano e amichevole di chi gioisce nel raccontare il cristianesimo con essenzialità e letizia.

A VOI, CARISSIMI GIOVANI

La vocazione di tutti alla santità si esprime poi concretamente nelle specifiche vocazioni di ciascuno. Queste vocazioni esprimono la bellezza spirituale di ogni persona e sono un dono per tutta la Chiesa. Vorrei ricordare tre vocazioni particolari: il Matrimonio cristiano, il Presbiterato e la consacrazione nella verginità per il Regno di Dio.

Mi rivolgo soprattutto a voi, carissimi giovani: abbiate il coraggio di sfidare la precarietà dolorosa del tempo presente, non abbandonatevi all’attimo fuggente, amate la progettualità della vostra vita. la durata delle vostre esperienze, il sacrificio nel vostro amore. Anche se dovete consumare qualche attesa o affrontare qualche difficoltà, fidatevi di Dio.

Giovani, il vostro amore di coppia abbia come meta la vocazione del Matrimonio cristiano. Non lasciatevi ingannare dal costume del tempo presente, non pensate a convivenze deboli, puntate in alto, puntate ad un amore che duri per sempre, come quello di Gesù per la sua Chiesa: non sarete delusi!
Lo so che ci vuole coraggio, fede e preghiera. Dico anche agli adulti e alle comunità, a chi decide del lavoro e della casa: aiutate i vostri figli a sposarsi nel Signore.
Vorrei dire una parola accorata e sincera a molti altri giovani perché pensino seriamente, per amore di Gesù e della sua Chiesa, alla possibilità per loro della vocazione sacerdotale. La Chiesa ha bisogno di loro. È possibile, in un profondo rapporto con Gesù, essere felici nella vita da prete. Però, ci vuole un amore vero per il Signore, il distacco da se stessi, la libertà rispetto a ciò che non è la forza del Vangelo. Ci vuole amore per la gente, gioia nel sacrificio, larghezza d’animo e umanità matura. Uomini sobri, equilibrati, senza illusioni di false affermazioni o carriere, umili e ubbidienti, disposti a lasciare molte cose per non perdere l’essenziale. Eppure, nonostante tutto, oso sperare e intravedere che Gesù chiamerà ancora preti secondo il suo cuore.

Ma voglio parlare anche di un’altra vocazione alla santità: la consacrazione nella verginità per il Regno di Dio.
Il Signore parla ancora ed è ancora capace, talvolta in maniera inaspettata, di entrare nella vita dei ragazzi e delle ragazze di oggi, per mostrare loro la pienezza e l’esclusività di un rapporto con lui.
Ci vuole molta preghiera tra i giovani e una comunità adulta più santa, soprattutto quando si tratta di lasciar partire i propri figli che abbandonano tutto per il Signore. La verginità consacrata non potrà esistere nella mediocrità. Se davvero sarà una profezia del Regno dei cieli, certamente sarà una provocazione sulla terra.
San Carlo ha cambiato radicalmente la sua vita, ha stravolto i progetti della sua famiglia e ha abbandonato le mode del suo tempo per seguire la sua vocazione. Giovani riscoprite l’amore, come quello del Cristo crocifisso e risorto!

Va’ e anche tu fa’ così

Con la sua carità compassionevole e operosa il Buon Samaritano vive la sua vocazione e compie la sua missione.

L’amore, in definitiva, è la fondamentale e nativa vocazione di ogni essere umano. Come ha scritto Giovanni Paolo II nella sua prima enciclica: “L’uomo non può vivere senza amore. Egli rimane per se stesso un essere incomprensibile, la sua vita è priva di senso, se non gli viene rivelato l’amore, se non si incontra con l’amore, se non lo esperimenta e non lo fa proprio, se non vi partecipa vivamente” (Redemptor hominis, 10).

Da genitore, insegnante, catechista, animatore, educatore nello sport, adulto … hai una responsabilità educativa grande: devi, con i tuoi ideali e i tuoi gesti concreti, dare soprattutto ai ragazzi e ai giovani la gioiosa consapevolezza che la vita è bella e seria proprio perché è dono e compito, chiamata e risposta, vocazione e missione.

C’è un vangelo della vocazione che risuona in chi ha ricevuto la grazia del Battesimo e della fede cristiana. È la “buona notizia” che tu sei personalmente chiamato da Gesù alla sua sequela e alla sua missione: donare l’amore del Crocifisso risorto percorrendo la strada che Dio ha scelto per te: il Matrimonio, il Presbiterato, la vita consacrata, il servizio alla Chiesa e l’impegno per la società. Sono strade diverse, ma tra loro intrecciate: tutte insieme per l’edificazione dell’unica Chiesa.
Il Signore ti doni di fare quotidiana “memoria” del Battesimo ricevuto e così vivere con fedeltà e generosità la tua vocazione cristiana: la testimonianza umile e coraggiosa della tua fede sarà l’annuncio più forte e credibile della bellezza e della necessità di seguire Cristo, Salvatore del mondo e di ogni cuore.

CARISSIMI,
VI HO PARLATO DELLA SANTITÀ CHE È IL “SEGRETO”, OSSIA IL CUORE E LA VITA DEL CRISTIANO.
ANCH’IO IN QUESTI ANNI MI SONO ANCOR PIÙ PERSUASO CHE LA VITA È UN VIAGGIO DA COMPIERE CON GESÙ.

Con lui, solo con lui, si può ridiscendere sulla strada della carità che da Gerusalemme conduce a Gerico, per chinarsi, senza alcuna distinzione di persone, sulle ferite dell’uomo di oggi e di sempre.

Si riesce a restare fedeli al “vangelo della carità” solo se prima si è seguito Gesù, che ha aperto gli occhi a chi non vedeva e ha fatto camminare chi era stanco e scoraggiato, conducendoli con lui sulla strada che da Gerico sale decisamente verso Gerusalemme.
Gesù è salito fino al suo sacrificio di amore consumato sulla croce e, innalzato da terra, ha attirato tutti a sé (cfr Giovanni 12,32).

La fede in questo straordinario mistero di Dio che si è rivelato in Gesù e nella sua Pasqua è il dono più grande che possiamo trasmettere al mondo. Solo così, guardando il Crocifisso, si è colpiti dalla stessa compassione del Buon Samaritano. La santità di san Carlo ci ha accompagnato, perché anche noi impariamo a fare come lui:
Va’ e anche tu fa’ così.

07 gennaio 2011

Santi per vocazione

LETTERA A TUTTI I FEDELI DELLA CHIESA AMBROSIANA
Anno pastorale 2010-2011 (5a puntata)

Va’ e anche tu fa’ così

La parola di Gesù sia una grazia e un impegno per te nel vivere il tuo servizio d’amore anche verso la Chiesa: la comunità nuova cui appartieni in forza del Battesimo.

Partecipa con gioia e generosità alla sua vita e alla sua missione. Per questo coltiva sempre uno spirito di sincera e operosa comunione con tutti e lasciati trasportare dallo slancio missionario di annunciare il Vangelo con la parola e con la vita: dappertutto, in chiesa e in ogni ambiente sociale.
Chiedi ai tuoi sacerdoti: che cosa è “La carta di comunione per la missione”? Dovrebbe coinvolgere tutti: tutti siano una cosa sola … perché il mondo conosca che tu mi hai mandato (Giovanni 17,22-23).

La comunità cristiana, ossia dei figli di Dio, è chiamata ad assumere sempre più il volto di “famiglia di famiglie”. Per questo tutti i fratelli e le sorelle nella fede e nella carità devono essere aperti e accoglienti, capaci di ascolto e comprensione, pronti alla condivisione. La visita alle famiglie è un’espressione semplice ma preziosa di vita ecclesiale missionaria: sia nella forma quotidiana, sia in quella legata al Natale (o alla Pasqua). Per quest’ultima ti chiedo di portare il tuo importante contributo perché sia compresa, desiderata, accolta e promossa (anche con la partecipazione dei fedeli laici).
La Chiesa in tutti i suoi membri è chiamata a rivivere ogni giorno, con i sentimenti della compassione e i gesti della carità, la vicenda di Gesù, il Buon Samaritano.
Ascolta anche tu “il grido del povero”, qualunque sia il suo volto e la sua indigenza o ferita. Potrai così assicurare autenticità e vivacità alla tua fede, perché si renda operosa per mezzo della carità (Galati 5,6).

SAN CARLO E LA VOCAZIONE DEL CRISTIANO

La vocazione del cristiano alla santità
Se non avviene l’incontro con Colui che chiama, come si potrà parlare di vocazione? Nella cultura del nostro tempo la persuasione che la vita sia una vocazione sembra dimenticata: è la conseguenza inevitabile dell’estraniarsi da Dio.
Solo in una visione unitaria dell’esistenza, permeata dalla grazia, si può pensare che la vita sia una vocazione, Oggi però la frammentarietà del vivere, la paura di fronte ad ogni scelta definitiva, la debolissima coscienza di pensare a Dio come al proprio inizio e la mancanza del desiderio della vita eterna, rendono fragile ed estranea l’idea stessa della vita come vocazione. Così non trova più una motivazione valida l’impegno necessario per mettere a frutto le capacità e le qualità delle persone al servizio del Regno di Dio e della società.

Solo una forte riscoperta di Dio, che dà inizio alla vita di ogni uomo, che lo accompagna nell’esistenza e lo aspetta al di là della morte, è in grado di restituire alla vita il fascino di una vocazione. Perciò essa va coltivata nella fede; per questo è necessario introdurre alla persona viva e concreta di Gesù, aiutare a sostenere un intimo e personale rapporto con lui. Chi incontrava san Carlo, si accorgeva di questo straordinario legame che lo univa a Cristo.
La vocazione del cristiano alla santità va coltivata nei bambini e nei ragazzi fin dai primi anni di vita, innanzitutto da parte dei genitori, che in questo hanno una preziosa e grande responsabilità. Il paziente e rasserenante esercizio della preghiera del mattino e della sera, un’adeguata e progressiva meditazione delle sante Scritture, la pratica frequente dell’esame di coscienza, la frequentazione di racconti e di uomini ispirati dallo Spirito di Dio possono rendere sempre più viva e certa la percezione della praticabilità della via della santificazione.

I giovani e gli adulti tengono viva la loro vocazione se imparano a stare vicini a Gesù, se diventano sempre più misericordiosi nel giudicare gli altri e sempre più esigenti nel mettere in discussione se stessi. Ad ogni età, soprattutto nei momenti di discernimento, la grazia è la luce che illumina e forza che trasfigura la vita. Solo così maturano scelte che hanno il sapore dello stile cristiano del vivere, pubblico e privato, in quanti sono docili agli inviti persuasivi del Signore.
Anche se si è circondati da stima e ammirazione, da salute e da ricchezza, non si può mettere a tacere una cristiana inquietudine circa l’altezza della propria vocazione e la modestia della propria risposta.
Bisogna restare più vicini a Gesù per essere sempre più coscienti del groviglio di esitazioni e di slanci, di amore e di paure che oggi si incontrano nel rispondere alla propria specifica vocazione. È necessario invocare dal Signore una libertà più lieta, una dedizione più totale, una consacrazione più tipica e definitiva.

Carlo Borromeo e la conversione della vita
In san Carlo vocazione e santità crescono insieme. Fissando lo sguardo su Gesù e meditando la sua Passione, il Borromeo si lascia toccare dall’insistenza del Signore nel chiamare i suoi amici a stare con lui, a seguirlo, e avverte un bisogno di forte imitazione. Perché è così solo il Signore, lui che è morto per tutti? E perché i figli di Dio continuano a lasciarlo in questa solitudine? San Carlo, di fronte ad alcune scelte della propria vita e davanti alle necessità pastorali della Chiesa, ha provato una profonda tristezza che lo ha portato a considerare con serietà l’intera esistenza. Che cosa devo fare?
La vera conversione del suo cuore verso l’amore per Gesù è coincisa con la scoperta della sua vocazione.

San Carlo invita anche noi ad entrare in questo sentire spirituale. Consideriamo le attenzioni che il Signore ha avuto per noi, la pazienza con cui ci ha istruito, le molte grazie che ci hanno custodito nel corso degli anni. Allora, in qualche momento di sincerità, ci può capitare di avvertire il sospiro di Gesù: ma non comprendete ancora? (Marco 8,21).
Ci può nascere nel cuore un anelito a superare ogni forma di paura o di mediocrità e avvertire quanto sia esigente la parola che ci chiama ad essere perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste (Matteo 5,48).
La vocazione, che innanzitutto è vocazione alla santità, va intuita, compresa, accolta e coltivata. San Carlo pregava a lungo nella notte, digiunava spesso, si confessava con molta frequenza, non si risparmiava nel lavoro. Le sue modalità sembrano a volte addirittura esagerate. Quando si ama, si esagera sempre. E a me sembra che nella ricerca della santità sia sempre necessaria una qualche esagerazione da cui non dobbiamo difenderci.

L’esempio di san Carlo è affascinante: egli vorrebbe essere tutto luce e invece quante ombre! Vorrebbe essere tutto fuoco e invece quanta tiepidezza! Pur avendo molti beni, si decide a venderli e a darli ai poveri: sente insostenibile la ricchezza, una zavorra indifendibile. Anche se potrebbe avere molti servitori ed evitare fastidi, si fa servo degli altri e non si sottrae a fatiche e pericoli: come accostarsi alla mensa del Signore senza provare imbarazzo di fronte all’esempio di Cristo e al suo sguardo penetrante? Anche se è molto stanco, non si concede un riposo troppo comodo: come, altrimenti, rispondere al Signore: Così, non siete stati capaci di vegliare con me una sola ora? (Matteo 26,40)! Anche se incontra molte contrarietà, critiche ingiuste, incomprensioni, non se ne stupisce: come, altrimenti, potrebbe presumere di partecipare alla stessa Passione di Gesù?

L’impegno profuso da san Carlo per l’impostazione del seminario diocesano secondo le direttive del Concilio di Trento, l’attenzione costante alla vita dei preti, i numerosi interventi per incoraggiare nuove forme di vita consacrata e per la riforma degli ordini religiosi tradizionali, non sono tanto l’espressione di una strategia organizzativa, quanto un’irradiazione della sua santità, che contagiava gente di buona volontà e suscita vocazioni e santità per la riforma della Chiesa.

(continua)

Appuntamenti da Domenica 9 gennaio 2011

DOMENICA 9 gennaio
«BATTESIMO DEL SIGNORE»
Lettura del profeta Isaia (55,4-7)
Lettera di san Paolo apostolo agli Efesini (2,13-22)
Vangelo secondo Matteo (3,12-17)

ore 15,30 in Chiesa: Celebrazione del Sacramento del Battesimo.

Lunedì 10 gennaio
ore 21,00 in Centro Parrocchiale: Incontro degli Adolescenti.

Mercoledì 12 gennaio
ore 15,00 presso il Centro Parrocchiale: TERZA ETÀ: Recita del S. Rosario.

Giovedì 13 gennaio «S. Ilario, vescovo e dottore della Chiesa»

ore 19,15 in Centro Parrocchiale: Catechesi degli Adulti «CHI CERCATE? : Nicodemo» (Gio 3,1-21). Seguirà cena frugale.
ore 20,45 presso il Centro Culturale Asteria - p. za Carrara. 17: «Uomo Donna: dimora di desiderio e tenerezza “IL FASCINO DELLA SESSUALITÀ”». Primo incontro dei tre che costituiscono il Corso rivolto ai giovani dai 17 ai 30 anni, i quali potranno godere di crediti scolastici in forza del riconoscimento ministeriale (frequenza obbligatoria). Gli incontri saranno tenuti dalla dr.ssa Enza Sutera, psicologa, docente universitaria di Psicologia Scolastica e Pedagogia, Consulente presso il Tribunale di Brescia.

ore 21,00 in Centro Parrocchiale: Catechesi degli Adulti «CHI CERCATE? : Nicodemo» (Gio 3,1-21).

Venerdì 14 gennaio
ore 18,30 in Oratorio: Catechesi dell’Iniziazione Cristiana dei ragazzi del CIC4.

Sabato 15 gennaio
ore 9,30 a Maria Madre della Chiesa: “Roveto ardente”. Catechesi degli Adulti «CHI CERCATE? : Nicodemo» (Gio 3,1-21).
ore 10,30 in Centro Parrocchiale: Catechesi dell’Iniziazione Cristiana dei ragazzi del CIC2 e del CIC3.
ore 14,30 in Centro Parrocchiale: Catechesi dell’Iniziazione Cristiana dei ragazzi del CIC2 e del CIC3.

DOMENICA 16 gennaio
II DOMENICA DOPO L’EPIFANIA
Lettura del libro dei Numeri (20,2.6-13)
Lettera di san Paolo apostolo ai Romani (8,22-27)
Vangelo secondo Giovanni (2,1-11)
ore 15,30 in Centro Parrocchiale: Incontro per Genitori e ragazzi del CIC1.

Lunedì 17 gennaio «S. Antonio, abate»
ore 21,00 in Centro Parrocchiale: Incontro degli Adolescenti.

GIORNATA NAZIONALE PER L’APPROFONDIMENTO E LO SVILUPPO DEL DIALOGO RELIGIOSO EBRAICO-CRISTIANO

dal 18 al 25 gennaio
SETTIMANA DI PREGHIERA PER L’UNITÀ DEI CRISTIANI

Mercoledì 19 gennaio «S. Fabiano, papa e martire»
«S. Bassiano, vescovo»
ore 15,30 presso il Centro Parrocchiale: Catechesi della TERZA ETÀ.

Giovedì 20 gennaio «S. Sebastiano, martire»
ore 20,45 presso il Centro Culturale Asteria - p. za Carrara. 17: «Uomo Donna: dimora di desiderio e tenerezza “LA SESSUALITÀ NELLA COPPIA”». Secondo incontro rivolto ai giovani dai 17 ai 30 anni.

Venerdì 21 gennaio «S. Agnese, vergine e martire»
ore 18,30 in Oratorio: Catechesi dell’Iniziazione Cristiana dei ragazzi del CIC4.
ore 21,00 in Centro Parrocchiale: 3° Incontro dei Fidanzati.

DOMENICA 23 gennaio
III DOMENICA DOPO L’EPIFANIA
Lettura del libro dell’Esodo (16,2-7a.13b-18)
Seconda lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi (8,7-15)
Vangelo secondo Luca (9,10b-17)

«Cristiani oggi spesso vittime di fanatismi»

Giornata della pace in Duomo
«Cristiani oggi spesso vittime di fanatismi»
Nel consueto abbraccio di fraternità fra le Chiese Cristiane di Milano, il cardinale Tettamanzi ha ricordato i cristiani copti vittime di un attentato mentre pregavano in chiesa ad Alessandria d'Egitto

02.01.2011 di Rosangela VEGETTI (giornalista di INCROCINEWS)

Anche quest’anno, per l’inizio del nuovo anno e in concomitanza con la Giornata mondiale della Pace, il Consiglio delle Chiese Cristiane di Milano ha accolto l’invito dell’arcivescovo per un tempo di preghiera insieme in Duomo e un successivo momento di incontro e scambio di auguri in vescovado. Presente anche il vescovo Ioseph della chiesa ortodossa etiope.
Il card. Tettamanzi ha presieduto la celebrazione eucaristica e condiviso con i ministri evangelici ed i sacerdoti ortodossi l’ascolto della Parola, la preghiera dei fedeli, lo scambio di pace e la benedizione finale. Si è rinnovata la consuetudine di questo incontro fraterno che è sempre di più un’occasione di reciproca accoglienza, di rinnovata gioia di trovarsi insieme, come lo stesso arcivescovo ha voluto sottolineare: « Mi è caro allora rivolgere l’appellativo “fratelli e sorelle in Cristo” a tutta questa assemblea liturgica, alle persone qui riunite che la medesima fede e l’unico battesimo hanno reso testimoni dello stesso Vangelo, nella sequela dell’unico Signore e Maestro. La preghiera e il pensiero sono andati poi per tutti i cristiani che nel mondo soffrono persecuzioni e discriminazioni proprio per la loro appartenenza religiosa.
«La coerenza non è sempre facile e può costare moltissimo. Così come è costata moltissimo ai ventuno cristiani copti uccisi ieri notte in un attentato mentre erano in preghiera ad Alessandria d’Egitto. Episodio grave e non isolato, purtroppo: in questi mesi in ragione della loro fede sono stati perseguitati e uccisi altri cristiani in Iraq, Pakistan, Filippine, Nigeria, India e in altri Paesi».
Gli autori di tali violenze non sono solo nemici dei cristiani «ma di tutte le religioni, e anzitutto persecutori e nemici dell’uomo e del suo desiderio profondo e inalienabile di esprimere il desiderio di Dio. E mentre preghiamo per chi è stato ucciso, per le loro famiglie, per chi – in molte parti del mondo - professa la propria fede in Gesù Cristo mettendo in pericolo la propria vita, noi stessi ci sentiamo interrogati sulla nostra fede, qui, oggi».
Anche la cittadinanza milanese riconosce in questo appuntamento un segno ed un auspicio per iniziative e impegni riproposti dai cristiani di tutte le tradizioni e appartenenze a consolidare legami di collaborazione, reciproca conoscenza ed accoglienza di ogni diversa tradizione, fondati sulla fede nello stesso Signore Gesù Cristo. Ed in Duomo sono venuti in molti a testimoniare il desiderio di piena unità tra i cristiani.
Nell’incontro amicale di dialogo e scambio di auguri che ha fatto seguito alla celebrazione liturgica, la pastora valdese-metodista Eliana Briante, presidente del Consiglio delle Chiese cristiane di Milano, ha indirizzato il saluto di tutto il Consiglio all’Arcivescovo, ringraziandolo per la vicinanza e la consonanza di intenti che ha sempre manifestato nelle iniziative ecumeniche. «La ringrazio per la sua grande umanità – ha detto la pastora Briante - e per la capacità di comunicare con coloro che, purtroppo troppo spesso, vengono emarginati dalla società e a volte anche dalle nostre comunità. La ringrazio per il suo ottimo esempio nel mettere al centro coloro che la nostra società volentieri dimenticherebbe: i carcerati, i rom, le famiglie con difficoltà economiche, i bambini e la bambine, i ragazzi e le ragazze». Ed ha precisato che anche il Consiglio desidera indirizzare le proprie iniziative al fine di una maggior partecipazione di tutte le comunità cristiane alle grandi tematiche che investono la società d’oggi e nell’espandere lo spirito ecumenico anche a quelle comunità finora meno coinvolte e meno conosciute. «Desideriamo essere un piccolo lievito per la città. Ci piace testimoniare che vivere insieme non è solo possibile ma anche arricchente e stimolante». E questo già a partire dalla prossima Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani con appuntamenti che favoriscano la gioia del trovarsi insieme come fratelli, fino a un programma di viaggio in Ucraina per il prossimo settembre, per incontrare direttamente le realtà religiose di quel Paese.

MESSAGGIO DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI PER LA CELEBRAZIONE DELLA XLIV GIORNATA MONDIALE DELLA PACE 1° GENNAIO 2011

LIBERTÀ RELIGIOSA, VIA PER LA PACE
All’inizio di un Nuovo Anno il mio augurio vuole giungere a tutti e a ciascuno; è un augurio di serenità e di prosperità, ma è soprattutto un augurio di pace. Anche l’anno che chiude le porte è stato segnato, purtroppo, dalla persecuzione, dalla discriminazione, da terribili atti di violenza e di intolleranza religiosa.
Il mio pensiero si rivolge in particolare alla cara terra dell'Iraq, che nel suo cammino verso l’auspicata stabilità e riconciliazione continua ad essere scenario di violenze e attentati. Vengono alla memoria le recenti sofferenze della comunità cristiana, e, in modo speciale, il vile attacco contro la Cattedrale siro-cattolica “Nostra Signora del Perpetuo Soccorso” a Baghdad, dove, il 31 ottobre scorso, sono stati uccisi due sacerdoti e più di cinquanta fedeli, mentre erano riuniti per la celebrazione della Santa Messa. Ad esso hanno fatto seguito, nei giorni successivi, altri attacchi, anche a case private, suscitando paura nella comunità cristiana ed il desiderio, da parte di molti dei suoi membri, di emigrare alla ricerca di migliori condizioni di vita. A loro manifesto la mia vicinanza e quella di tutta la Chiesa […]
(n.d.r.: il presente Messaggio pontificio è stato diramato l’8 dicembre scorso, quando non era ancora avvenuta la terribile strage di Cristiani Copti ad Alessandria d’Egitto).

Ringrazio vivamente i Governi che si adoperano per alleviare le sofferenze di questi fratelli in umanità e invito i Cattolici a pregare per i loro fratelli nella fede che soffrono violenze e intolleranze e ad essere solidali con loro. In tale contesto, ho sentito particolarmente viva l’opportunità di condividere con tutti voi alcune riflessioni sulla libertà religiosa, via per la pace. Infatti, risulta doloroso constatare che in alcune regioni del mondo non è possibile professare ed esprimere liberamente la propria religione, se non a rischio della vita e della libertà personale. In altre regioni vi sono forme più silenziose e sofisticate di pregiudizio e di opposizione verso i credenti e i simboli religiosi. I cristiani sono attualmente il gruppo religioso che soffre il maggior numero di persecuzioni a motivo della propria fede. Tanti subiscono quotidianamente offese e vivono spesso nella paura a causa della loro ricerca della verità, della loro fede in Gesù Cristo e del loro sincero appello perché sia riconosciuta la libertà religiosa. Tutto ciò non può essere accettato, perché costituisce un’offesa a Dio e alla dignità umana; inoltre, è una minaccia alla sicurezza e alla pace e impedisce la realizzazione di un autentico sviluppo umano integrale. Nella libertà religiosa, infatti, trova espressione la specificità della persona umana, che per essa può ordinare la propria vita personale e sociale a Dio, alla cui luce si comprendono pienamente l’identità, il senso e il fine della persona. Negare o limitare in maniera arbitraria tale libertà significa coltivare una visione riduttiva della persona umana; oscurare il ruolo pubblico della religione significa generare una società ingiusta, poiché non proporzionata alla vera natura della persona umana; ciò significa rendere impossibile l’affermazione di una pace autentica e duratura di tutta la famiglia umana.
Esorto, dunque, gli uomini e le donne di buona volontà a rinnovare l’impegno per la costruzione di un mondo dove tutti siano liberi di professare la propria religione o la propria fede, e di vivere il proprio amore per Dio con tutto il cuore, con tutta l’anima e con tutta la mente (cfr Mt 22,37). Questo è il sentimento che ispira e guida il Messaggio per la XLIV Giornata Mondiale della Pace, dedicato al tema: Libertà religiosa, via per la pace.

[…] Il diritto alla libertà religiosa è radicato nella stessa dignità della persona umana, la cui natura trascendente non deve essere ignorata o trascurata. Dio ha creato l’uomo e la donna a sua immagine e somiglianza (cfr Gen 1,27). Per questo ogni persona è titolare del sacro diritto ad una vita integra anche dal punto di vista spirituale. Senza il riconoscimento del proprio essere spirituale, senza l’apertura al trascendente, la persona umana si ripiega su se stessa, non riesce a trovare risposte agli interrogativi del suo cuore circa il senso della vita e a conquistare valori e principi etici duraturi, e non riesce nemmeno a sperimentare un’autentica libertà e a sviluppare una società giusta.
[…] La libertà religiosa è all’origine della libertà morale. […] Una libertà nemica o indifferente verso Dio finisce col negare se stessa e non garantisce il pieno rispetto dell’altro.
[…] L’illusione di trovare nel relativismo morale la chiave per una pacifica convivenza, è in realtà l’origine della divisione e della negazione della dignità degli esseri umani. Si comprende quindi la necessità di riconoscere una duplice dimensione nell’unità della persona umana: quella religiosa e quella sociale. Al riguardo, è inconcepibile che i credenti “debbano sopprimere una parte di se stessi - la loro fede - per essere cittadini attivi; non dovrebbe mai essere necessario rinnegare Dio per poter godere dei propri diritti”.
[…] Se la libertà religiosa è via per la pace, l’educazione religiosa è strada privilegiata per abilitare le nuove generazioni a riconoscere nell’altro il proprio fratello e la propria sorella, con i quali camminare insieme e collaborare perché tutti si sentano membra vive di una stessa famiglia umana, dalla quale nessuno deve essere escluso.
La famiglia fondata sul matrimonio, espressione di unione intima e di complementarietà tra un uomo e una donna, […] prima cellula della società umana, rimane l’ambito primario di formazione per relazioni armoniose a tutti i livelli di convivenza umana, nazionale e internazionale. Questa è la strada da percorrere sapientemente per la costruzione di un tessuto sociale solido e solidale, per preparare i giovani ad assumere le proprie responsabilità nella vita, in una società libera, in uno spirito di comprensione e di pace.
[…] La libertà religiosa è, in questo senso, anche un’acquisizione di civiltà politica e giuridica. Essa è un bene essenziale: ogni persona deve poter esercitare liberamente il diritto di professare e di manifestare, individualmente o comunitariamente, la propria religione o la propria fede, sia in pubblico che in privato, nell’insegnamento, nelle pratiche, nelle pubblicazioni, nel culto e nell’osservanza dei riti.
[…] L’ordinamento internazionale riconosce così ai diritti di natura religiosa lo stesso status del diritto alla vita e alla libertà personale, a riprova della loro appartenenza al nucleo essenziale dei diritti dell’uomo, a quei diritti universali e naturali che la legge umana non può mai negare.
[…] La libertà religiosa non è patrimonio esclusivo dei credenti, ma dell’intera famiglia dei popoli della terra. È elemento imprescindibile di uno Stato di diritto; non la si può negare senza intaccare nel contempo tutti i diritti e le libertà fondamentali, essendone sintesi e vertice. Essa è “la cartina di tornasole per verificare il rispetto di tutti gli altri diritti umani”. […] la libertà religiosa è condizione per la ricerca della verità e la verità non si impone con la violenza ma con “la forza della verità stessa”. In questo senso, la religione è una forza positiva e propulsiva per la costruzione della società civile e politica.
[…] La stessa determinazione con la quale sono condannate tutte le forme di fanatismo e di fondamentalismo religioso, deve animare anche l’opposizione a tutte le forme di ostilità contro la religione, che limitano il ruolo pubblico dei credenti nella vita civile e politica.
Non si può dimenticare che il fondamentalismo religioso e il laicismo sono forme speculari ed estreme di rifiuto del legittimo pluralismo e del principio di laicità. Entrambe, infatti, assolutizzano una visione riduttiva e parziale della persona umana, favorendo, nel primo caso, forme di integralismo religioso e, nel secondo, di razionalismo. La società che vuole imporre o, al contrario, negare la religione con la violenza, è ingiusta nei confronti della persona e di Dio, ma anche di se stessa. Dio chiama a sé l’umanità con un disegno di amore che, mentre coinvolge tutta la persona nella sua dimensione naturale e spirituale, richiede di corrispondervi in termini di libertà e di responsabilità, con tutto il cuore e con tutto il proprio essere, individuale e comunitario.
[…] Nel rispetto della laicità positiva delle istituzioni statali, la dimensione pubblica della religione deve essere sempre riconosciuta. A tal fine è fondamentale un sano dialogo tra le istituzioni civili e quelle religiose per lo sviluppo integrale della persona umana e dell'armonia della società.
Nel mondo globalizzato, caratterizzato da società sempre più multi-etniche e multi-confessionali, le grandi religioni possono costituire un importante fattore di unità e di pace per la famiglia umana.
[…] . Per la Chiesa il dialogo tra i seguaci di diverse religioni costituisce uno strumento importante per collaborare con tutte le comunità religiose al bene comune. La Chiesa stessa nulla rigetta di quanto è vero e santo nelle varie religioni. “Essa considera con sincero rispetto quei modi di agire e di vivere, quei precetti e quelle dottrine che, quantunque in molti punti differiscano da quanto essa stessa crede e propone, tuttavia non raramente riflettono un raggio di quella verità che illumina tutti gli uomini”.
[…] Nel 2011 ricorre il 25° anniversario della Giornata mondiale di preghiera per la pace, convocata ad Assisi nel 1986 dal Venerabile Giovanni Paolo II. In quell’occasione i leader delle grandi religioni del mondo hanno testimoniato come la religione sia un fattore di unione e di pace, e non di divisione e di conflitto. Il ricordo di quell’esperienza è un motivo di speranza per un futuro in cui tutti i credenti si sentano e si rendano autenticamente operatori di giustizia e di pace.
[…] nel mondo ancora oggi si registrano persecuzioni, discriminazioni, atti di violenza e di intolleranza basati sulla religione. In particolare, in Asia e in Africa le principali vittime sono i membri delle minoranze religiose, ai quali viene impedito di professare liberamente la propria religione o di cambiarla, attraverso l’intimidazione e la violazione dei diritti, delle libertà fondamentali e dei beni essenziali, giungendo fino alla privazione della libertà personale o della stessa vita.
[…] La difesa della religione passa attraverso la difesa dei diritti e delle libertà delle comunità religiose. I leader delle grandi religioni del mondo e i responsabili delle Nazioni rinnovino, allora, l’impegno per la promozione e la tutela della libertà religiosa, in particolare per la difesa delle minoranze religiose, le quali non costituiscono una minaccia contro l’identità della maggioranza, ma sono al contrario un’opportunità per il dialogo e per il reciproco arricchimento culturale. La loro difesa rappresenta la maniera ideale per consolidare lo spirito di benevolenza, di apertura e di reciprocità con cui tutelare i diritti e le libertà fondamentali in tutte le aree e le regioni del mondo.
[…] . Mi rivolgo, infine, alle comunità cristiane che soffrono persecuzioni, discriminazioni, atti di violenza e intolleranza, in particolare in Asia, in Africa, nel Medio Oriente e specialmente nella Terra Santa, luogo prescelto e benedetto da Dio. Mentre rinnovo ad esse il mio affetto paterno e assicuro la mia preghiera, chiedo a tutti i responsabili di agire prontamente per porre fine ad ogni sopruso contro i cristiani, che abitano in quelle regioni. Possano i discepoli di Cristo, dinanzi alle presenti avversità, non perdersi d’animo, perché la testimonianza del Vangelo è e sarà sempre segno di contraddizione.
[…] La violenza non si supera con la violenza. Il nostro grido di dolore sia sempre accompagnato dalla fede, dalla speranza e dalla testimonianza dell’amore di Dio.
[…] Il mondo ha bisogno di Dio. Ha bisogno di valori etici e spirituali, universali e condivisi, e la religione può offrire un contributo prezioso nella loro ricerca, per la costruzione di un ordine sociale giusto e pacifico, a livello nazionale e internazionale.

La pace è un dono di Dio e al tempo stesso un progetto da realizzare, mai totalmente compiuto. Una società riconciliata con Dio è più vicina alla pace, che non è semplice assenza di guerra, non è mero frutto del predominio militare o economico, né tantomeno di astuzie ingannatrici o di abili manipolazioni. La pace invece è risultato di un processo di purificazione ed elevazione culturale, morale e spirituale di ogni persona e popolo, nel quale la dignità umana è pienamente rispettata. Invito tutti coloro che desiderano farsi operatori di pace, e soprattutto i giovani, a mettersi in ascolto della propria voce interiore, per trovare in Dio il riferimento stabile per la conquista di un’autentica libertà, la forza inesauribile per orientare il mondo con uno spirito nuovo, capace di non ripetere gli errori del passato. Come insegna il Servo di Dio Paolo VI, alla cui saggezza e lungimiranza si deve l’istituzione della Giornata Mondiale della Pace: “Occorre innanzi tutto dare alla Pace altre armi, che non quelle destinate ad uccidere e a sterminare l'umanità. Occorrono sopra tutto le armi morali, che danno forza e prestigio al diritto internazionale; quelle, per prime, dell’osservanza dei patti”.[18] La libertà religiosa è un’autentica arma della pace, con una missione storica e profetica.

Essa infatti valorizza e mette a frutto le più profonde qualità e potenzialità della persona umana, capaci di cambiare e rendere migliore il mondo. Essa consente di nutrire la speranza verso un futuro di giustizia e di pace, anche dinanzi alle gravi ingiustizie e alle miserie materiali e morali. Che tutti gli uomini e le società ad ogni livello ed in ogni angolo della Terra possano presto sperimentare la libertà religiosa, via per la pace!
Dal Vaticano, 8 dicembre 2010

BENEDICTUS PP XVI

10 dicembre 2010

NATALE, il calendaio di Dio


Un giorno Dio è venuto ad abitare questa terra: nel grembo di una donna ha preso dimora nella quotidianità della nostra storia.

Un anno preciso, una stagione, un giorno del nostro calendario. E poi l’anagrafe, gli anni che passano, i ricordi, i progetti, i sogni: un comune mortale.

Che cosa può dire tutto questo al nostro modo di intendere e vivere lo “scorrere dei giorni”?

Se Dio sceglie di “abitare” nell’oggi, l’oggi diventa il luogo umano dove possiamo incontrarlo, scorgere, desiderare, vivere la sua presenza. Non è facile perché le nostre giornate sono spesso banali, ripetitive, faticose … a volte poi cariche di imprevisti, guai, dolori …
Siamo normalmente lontani dal “vivere” la presenza del Signore in una nostra giornata normale, giornata “tipo”.

Eppure il Mistero dell’Incarnazione questo ci rivela: l’oggi di Dio abita il nostro oggi, al punto che, se fossimo capaci di “alzare gli occhi” dalla nostra abitudinarietà potremmo rischiare di scorgere “una luce”; meglio di essere illuminati da una “grande luce”.

È stata questa, nei racconti evangelici, l’esperienza dei pastori e dei magi: la folgorante notizia che la verità “interiore” dei nostri giorni, della nostra vita, appare solo con l’irruzione di un Altro.

Pastori e magi: solite giornate, scandite dall’alternarsi di sole, notte, stelle, stagioni … lavoro, riposo, vegliare, scrutare … All’improvviso una luce …

Quale messaggio allora per noi oggi?

La quotidianità è pesante, faticosa, piena di preoccupazioni e ansie, a volte “corre troppo veloce”, a volte “non finisce mai”. È un po’ la ragione per la quale si cerca di evadere in vario modo, anche cedendo e cadendo in vari tipi di illusioni …
La luce del Natale ci dice che Dio, facendosi uomo, ha legato il miracolo della sua presenza alla ferialità dei nostri giorni, dei nostri appuntamenti, del nostro correre come del nostro essere “costretti” in casa …

Penso che la vita dei pastori e dei magi non sia cambiata dopo quella notte, dal punto di vista della “cronaca”: sempre quella. Era cambiato però il modo di guardare le cose, le vicende quotidiane: uno sguardo illuminato dall’annuncio che l’Amore di Dio per gli uomini, per questa povera umanità che ci accomuna, abita i nostri giorni.

Da qui allora scaturisce la dolcezza e lo stupore, la discrezione e la capacità comunicativa, la pace e la bontà “normale”, soprattutto l’interiorità che sa far tesoro di ogni pezzetto di umanità che si incontra, sapendola legata e radicata in una profonda, non umana “condiscendenza”: quella del “Dio con noi”.

Di questo Mistero e di questo modo di vivere facciamo memoria “il giorno di Natale”.

don Marcellino

Appuntamenti da Domenica 12 dicembre 2010

DOMENICA 12 dicembre
«V DOMENICA DI AVVENTO»
Lettura del profeta Michea (5,1-11)
Lettera di san Polo apostolo ai Galati (3,23-28)
Vangelo secondo Giovanni (1,6-8.15-18)
Il Precursore
ore 11,00 S. Messa e Domenica Insieme per genitori e ragazzi del CIC1 nella Chiesa di Maria Madre della Chiesa.
ore 12,30 in Centro Parrocchiale “Vittoria”: Pranzo natalizio della Terza Età.

da Lunedì 13 a Venerdì 17 e da Lunedì 20 a Mercoledì 22
Ragazzi delle elementari: alle ore 8,00
Giovani - Adulti:alle ore 6,45

Lunedì 13 dicembre «S. Lucia, vergine e martire»
ore 21,00 in Centro Parrocchiale: Incontro degli Adolescenti.
ore 21,00 in Centro Parrocchiale: Incontro dei 18/19nni.

Mercoledì 15 dicembre
ore 15,00 in Chiesa: Riconciliazione della TERZA ETÀ.

Venerdì 17 dicembre
ORE 21,00 IN CHIESA A SAN BARNABA: Celebrazione penitenziale.

Sabato 18 dicembre
ORE 9,30 IN CHIESA A MARIA MADRE DELLA CHIESA: Celebrazione penitenziale.

ORE 21,00 Teatro oratorio i Così X Caso con TRA LE NUVOLE favola moderna sul Natale


DOMENICA 19 dicembre
«DOMENICA DELL’INCARNAZIONE»
Lettura del profeta Isaia (62,10-63,3b)
Lettera di san Paolo apostolo ai Filippesi (4,4-9)
Vangelo secondo Luca (1,26-38a)

NELLA S. MESSA BENEDIZIONE DEI “GESÙ BAMBINI” DA DEPORRE NEI PROPRI PRESEPI

DOPO LA S. MESSA I PREADOLESCENTI E GLI ADOLESCENTI VISITERANNO GLI ANZIANI E GLI AMMALATI PORTANDO GLI AUGURI DELLA COMUNITA'.

Ore 16,00 Teatro oratorio i Così X Caso con TRA LE NUVOLE favola moderna sul Natale

VENERDÌ 24 dicembre
ore 9,00 in Chiesa: S. Messa. Esposizione del Ss. Sacramento e adorazione eucaristica fino alle ore 19,00.

È uno spazio per fermarsi a contemplare il mistero di Dio che si fa uomo, a rivedere il proprio cammino spirituale, offrire a Dio le fatiche e le speranze, rileggere la propria vita alla luce del Vangelo.

ore 23,15: apertura della Chiesa.
ore 23,30: Veglia di preghiera
ore 00,00: Eucarestia nella Notte Santa.

Lettura del profeta Isaia (2,1-5)
Lettera di san Paolo apostolo ai Galati (4,4-6)
Vangelo secondo Giovanni (1,9-14)

SABATO 25 dicembre
«NATALE DEL SIGNORE»
Lettura del profeta Isaia (8,23b-9,6a)
Lettera agli Ebrei(1,1-8a)
Vangelo secondo Luca (2,1-14)

DOMENICA 26 dicembre
«S. Stefano, primo martire»
Atti degli Apostoli (6,8-7,2a;7,51-8,4)
Seconda lettera di s. Paolo apostolo a Timoteo (3,16-4,8)
Vangelo secondo Matteo (17,24-27) oppure
Vangelo secondo Giovanni (15,18-22)

VENERDÌ 31 dicembre
ore 18,00 S. Messa della “OTTAVA DEL NATALE nella Circoncisione del Signore” che si concluderà con il canto del “Te Deum” di ringraziamento.


SABATO 1 gennaio
«OTTAVA DEL NATALE nella circoncisione del Signore»
Lettura del libro dei Numeri (6,22-27)
Lettera di san Paolo apostolo ai Filippesi (2,5-11)
Vangelo secondo Luca (2,18-21)
GIORNATA MONDIALE DELLA PACE


DOMENICA 2 gennaio
«DOPO L’OTTAVA DEL NATALE DEL SIGNORE»
Lettura del libro del Siracide (24,1-12)
Lettera di san Paolo apostolo ai Romani (8,3b-9a)
Vangelo secondo Luca (4,14-22)

MERCOLEDÌ 5 gennaio
Alle ore 18,00: S. Messa Vigiliare dell’Epifania del Signore

GIOVEDÌ 6 gennaio
«EPIFANIA DEL SIGNORE»
Lettura del profeta Isaia (60,1-6)
Lettera di san Paolo apostolo a Tito (2,11-3,2)
Vangelo secondo Matteo (2,1-12)

ore 14,30 davanti alla Chiesa: Ciclobefana 2011

DOMENICA 9 gennaio
«BATTESIMO DEL SIGNORE»
Lettura del profeta Isaia (55,4-7)
Lettera di san Paolo apostolo agli Efesini (2,13-22)
Vangelo secondo Matteo (3,12-17)

ore 10,30 in Chiesa: Durante la S. Messa verrà celebrato il Sacramento del Battesimo.

GESTO DI CARITÀ dell’11 e 12 dicembre

Le offerte raccolte durante le Ss. Messe verranno devolute a favore del FONDO DIOCESANO FAMIGLIA-LAVORO

Al 25 novembre il totale delle entrate al Fondo famiglia-lavoro ammonta a 9.642.250,22 euro; i contributi di privati cittadini sono 4.594.
Una somma considerevole, in larga parte ormai già destinata a chi ha perso il posto di lavoro per la crisi economica. A oggi sono in lista d’attesa oltre 700 persone, che attendono un contributo. Per questo è necessario alimentare ancora il Fondo per potere dare risposta concreta queste famiglie.

Teatro in parrocchia


Sabato 18 alle ore 21 e Domenica 19 dicembre alle ore 16.00, al Teatro Oratorio San Barnaba, tornano in scena i Così X Caso con un’inedita, originale e divertente commedia ideata da Gigi Mariani.

La favola moderna, ambientata “Tra le nuvole”, narra l'avventura di Pasquale, novello ospite del paradiso, nell’intento di preparare il presepe. Tra angeli, beati e santi, geni, pittori, scultori, stilisti, architetti, musicisti, la vicenda comica e “musicale” si conclude con un epilogo a sorpresa che ci porterà a riflettere sul vero significato del Natale.
Con il supporto di una spensierata colonna sonora, l’incredibile galleria di esilaranti personaggi, interpretati dai 19 protagonisti dei Così X Caso, vi farà trascorrere momenti di allegria e di emozione.
Lo spettacolo è per tutti e il divertimento è garantito, non mancate.

Vi aspettiamo e … Buon Natale.

Il Sacramento della Riconciliazione si celebrerà:

per i Pre-Adolescenti
Venerdì 17 dicembre dalle ore 17,00

per i ragazzi del CIC4
Venerdì 17 dicembre dalle ore 18,30

per gli Adolescenti e 18/19nni
Lunedì 20 dicembre: dalle ore 17,00

per i Giovani e gli Adulti
Venerdì 17 dicembre ore 21,00: Celebrazione comunitaria
Sabato 18 dicembre dalle ore 16,00 alle ore 17,45
Mercoledì 22 dicembre dalle ore 15,00 alle ore 19,00
Giovedì 23 dicembre dalle ore 15,00 alle ore 19,00
Venerdì 24 dicembre dalle 9 alle 12 e dalle 15 alle 19

per la Terza Età
Mercoledì 15 dicembre dalle ore 15,00

CICLOBEFANA 2011


Milano 6 gennaio 2011
Allegro corteo di Befane in bicicletta dal quartiere Gratosoglio alla R.S.A. R.S.D. La Piccola Casa del Rifugio – Via Antonini n. 3 - Milano

Programma:
ore 14.30: ritrovo delle Befane con le loro scope e biciclette di fronte alla chiesa di S.Barnaba Gratosoglio (Via A. Feraboli 27 - MI)
ore 15.00: partenza del corteo delle Befane
ore 15.30: arrivo a R.S.A. R.S.D.La Piccola Casa del Rifugio: visita e consegna agli ospiti dei doni preparati dai ragazzi.
ore 17.00: partenza del corteo delle Befane
ore 17.30: arrivo previsto al quartiere Gratosoglio

Occorrente per partecipare: vestito da Befana per grandi e piccoli con gerla o zaino per i doni e scopa; bicicletta in perfetta efficienza con impianto luci, campanello o trombetta.

Per ogni ragazzo è necessaria la presenza di un adulto che ne assuma la responsabilità

INIZIATIVA APERTA A TUTTI
In caso di pioggia o neve per arrivare alla Piccola Casa del Rifugio si utilizzeranno i mezzi pubblici
Col il patrocinio della Zona 5

Gruppo di Giovani

Dal 28 dicembre all’11 gennaio un gruppo di Giovani parteciperà all’Incontro Internazionale di Taizé a Rotterdam

26 novembre 2010

ESPOSTA L’URNA DI SAN CARLO

A quattrocento anni di distanza dalla canonizzazione, San Carlo Borromeo richiama in Duomo migliaia di fedeli che si mettono in fila per pregare davanti alla teca con le reliquie del Santo, esposta presso l’altare di San Giovanni Bono in occasione delle celebrazioni per il IV Centenario aperte dall’Arcivescovo l’1 novembre.
Torna dunque a risplendere l’urna di San Carlo, un capolavoro dell’arte orafa milanese del Seicento, che è stata sottoposta a pulitura dalla Veneranda Fabbrica del Duomo.
Collocata all’interno della Cattedrale, nel cosiddetto Scurolo (o Cappella di San Carlo), l’urna con le spoglie del santo vescovo è meta di continua devozione. Ma, per una maggiore fruibilità, nel IV Centenario è stata portata sull’altare di San Giovanni Bono, cioè nel transetto destro del Duomo, e rimarrà così esposta ai fedeli fino al 31 luglio.

Sulle orme di san Carlo: una mostra didattica per i fedeli

Si tratta di 18 pannelli con riproduzioni d’arte e con scritti che espongono gli aspetti principali della vita e delle opere del Borromeo. Due le copie realizzate a cura dell'Ufficio Beni culturali della diocesi, dall'associazione Sant'Anselmo e dall'Isal: una esposta in Duomo fino alla prossima estate, l'altra "itinerante" a disposizione di parrocchie e centri culturali.

L’anniversario della canonizzazione del cardinale Carlo Borromeo è occasione particolare per far riscoprire ai milanesi, oltre che il suo operato di eccezionale respiro in ambito ecclesiastico e la sua testimonianza di santità, anche il suo lascito di cultura e spiritualità.

Tale finalità è oggetto della mostra Il cuor nostro tutto grato. Percorso sulle orme di san Carlo nel IV centenario della canonizzazione, 1610 - 1 novembre – 2010 voluta dall’Arcidiocesi di Milano, promossa dalla Parrocchia S. Tecla del Duomo di Milano, coordinata dall’Ufficio dei Beni Culturali e realizzata dall’Istituto per la Storia dell’Arte Lombarda e dall’Associazione Sant’Anselmo. Al progetto hanno preso parte anche la veneranda Fabbrica del Duomo, la Biblioteca Ambrosiana, la Biblioteca Capitolare di Busto Arsizio, il Collegio San Carlo, il Comune di Peschiera Borromeo.

La mostra rimarrà esposta nella navata di destra del Duomo fino a luglio 2011.

Una seconda copia è disponibile da subito a chi ne fa richiesta. Con essa si intende mettere a disposizione di scuole, centri culturali, parrocchie, ecc., uno strumento divulgativo e didattico nel senso nobile che si affianca alle iniziative di studio rivolte agli specialisti e che presenta la figura del Santo ambrosiano in un percorso di testi e di immagini di facile lettura.

Si tratta di 18 pannelli con riproduzioni d’arte e con scritti che espongono gli aspetti principali della vita e delle opere del Borromeo. Il titolo di ciascun pannello che cita un versetto evangelico sottolinea anzitutto il forte legame del Santo con la Parola di Dio nella sua azione pastorale di Arcivescovo e nella sua vita di battezzato. Vengono messe in rilievo poi la sua forza costruttiva nell’attuare la riforma cattolica del XVI-XVII secolo; la cura per la formazione del clero diocesano, che ha segnato fino ad oggi la spiritualità ambrosiana; l’impegno di personale testimonianza all’origine dell’irradiazione in tutto il mondo cattolico di un modello di santità sacerdotale; l’influsso sull’architettura, sull’arte e sulla liturgia; il contributo all’attuazione del Concilio di Trento; la sua incidenza sulla vita religiosa quotidiana del popolo e, in generale, sulla Milano del suo tempo con riflessi in tutta l’Italia, in Europa e nell’America Latina.

Appuntamenti da Domenica 28 novembre 2010

DOMENICA 28 novembre
«III DOMENICA DI AVVENTO»
Lettura del profeta Isaia (35,1-10)
Lettera di san Paolo apostolo ai Romani (11,25-36)
Vangelo secondo Matteo (11,2-15)
Le profezie adempiute

ore 15,30 in Chiesa: Domenica Insieme per Genitori e ragazzi del CIC2 e del CIC3.
Segue per i ragazzi nel Salone dell’Oratorio il Laboratorio per la Ciclobefana 2011.

Lunedì 29 novembre
ore 21,00 in Centro Parrocchiale: Incontro degli Adolescenti.
ore 21,00 in Centro Parrocchiale: Incontro dei 18/19nni.
ore 21,00 in Centro Parrocchiale: Riunione del Coordinamento Liturgico della Comunità Pastorale.

Mercoledì 1 dicembre
ore 15,00 in Centro Parrocchiale: TERZA ETÀ: recita del S. Rosario.

Giovedì 2 dicembre
ore 21,00 in Centro Parrocchiale: Incontro GIOVANI1.

Venerdì 3 dicembre «S. Francesco Saverio, sacerdote»
ore 15,30 in Chiesa: Adorazione Eucaristica.
ore 18,30 in Oratorio: Catechesi dell’Iniziazione Cristiana dei ragazzi del CIC4.
ore 20,30 in Oratorio: Incontro dei Pre-Adolescenti (2a e 3a media).

ore 21,00 IN CHIESA A SAN BARNABA: «Custodire i segni per essere fedeli allo stile di Gesù – “in ascolto di testimoni”»: 2° INCONTRO DI AVVENTO.

DOMENICA 5 dicembre
«IV DOMENICA DI AVVENTO»
Lettura del profeta Isaia (40,1-11)
Lettera agli Ebrei (10,5-9a)
Vangelo secondo Matteo (21,1-9)
L’ingresso del Messia

Nel pomeriggio al Centro Parrocchiale i Preadolescenti saranno impegnati nel Laboratorio biscotti e addobbi.

Lunedì 6 dicembre «S. Nicola, vescovo»
ore 18,00 in Chiesa: S. Messa Vigiliare della Solennità di sant’Ambrogio.
ore 21,00 in Centro Parrocchiale: Incontro degli Adolescenti.
ore 21,00 in Centro Parrocchiale: Incontro dei 18/19nni.

Martedì 7 dicembre «S. Ambrogio, vescovo»
ore 18,00 in Chiesa: S. Messa Vigiliare dell’Immacolata Concezione della B. V. Maria.

Mercoledì 8 dicembre
«IMMACOLATA CONCEZIONE DI MARIA»
Lettura del libro della Genesi (3,9-15.20)
Seconda lettera di S. Paolo apostolo agli Efesini (1,3-6.11-12)
Vangelo secondo Luca (1,26-28)
Ss. Messe: ore 10,30 e 18,00

Giovedì 9 dicembre «S. Siro, vescovo»
ore 21,00 in Centro Parrocchiale: Incontro GIOVANI1.

Venerdì 10 dicembre
ore 19,30 in Oratorio: Pre-Ado Family.
ore 21,00 in Centro Parrocchiale: 2° Incontro dei Fidanzati.

Sabato 11 dicembre «S. Damaso I, papa»
ore 10,30 in Chiesa: Veglia di Natale per i ragazzi del CIC2 e CIC3.

DOMENICA 12 dicembre
«V DOMENICA DI AVVENTO»
Lettura del profeta Michea (5,1-11)
Lettera di san Polo apostolo ai Galati (3,23-28)
Vangelo secondo Giovanni (1,6-8.15-18)
Il Precursore

ore 11,00 nella Chiesa di Maria Madre della Chiesa: S. Messa e Domenica Insieme per genitori e ragazzi del CIC1.

Santi per vocazione (4)

LETTERA A TUTTI I FEDELI DELLA CHIESA AMBROSIANA
Anno pastorale 2010-2011 (4a puntata)

Carlo Borromeo e la sorgente della carità

San Carlo, sull’esempio di Gesù, fu il Buon Samaritano sulla strada della storia, che si dedicò interamente alla Chiesa di Milano, ritrovando nel mistero del Crocifisso risorto la forza della fede e il coraggio di una straordinaria opera di riforma pastorale. La storia ci insegna che ogni discernimento sul senso della vita e ogni rinnovamento nella Chiesa partono sempre da una grande esperienza spirituale.

Il Borromeo è diventato santo nell’esercizio del suo ministero episcopale. E, seguendo il suo esempio, tutto il presbiterio e tutti i fedeli sono stati attratti a diventare santi proprio nel servizio all’edificazione della Chiesa.

Certo della sua presenza e della sua benevolenza, anche io oggi invoco la grazia di essere introdotto nello spirito che lo ha animato, nella sua preghiera che sta all’origine dei suoi pensieri, dei suoi progetti e delle sue decisioni. Prego perché sia dato a me, a tutti i fedeli di questa nostra Chiesa diocesana, di vivere questo anno pastorale come un tempo per camminare, certi dell’intercessione di san Carlo, verso una vita più santa, verso una Chiesa più giovane e coraggiosa, più povera e libera, più dedita alla missione che il Signore le affida per questo tempo.

Diventerò più santo? Diventeremo più santi? Le domande possono suonare retoriche. Ma in realtà significano: la mia vita, la nostra vita di Chiesa, diventerà segno più comprensibile dell’amore di Dio per tutti gli uomini e le donne che vivono su questa terra? La mia vita, la nostra vita, rivelerà in modo più trasparente e persuasivo che, se siamo dimora della Spirito di santità, saremo riconciliati tra noi e pieni di fiducia?
San Carlo ci parla ancora con quella insistenza analitica e prescrittiva, ispirata a una passione pastorale che lo impegnava fino a tormentarlo; ancora ci incoraggia con quella sua austerità esagerata, motivata da una tensione alla santità sempre insoddisfatta; ancora ci ispira con quella lungimiranza organizzativa suscitata da un acuto senso di responsabilità e da una vibrante passione di riformatore, che sono il suo canto d’amore per la santa Chiesa di Dio.
Due sono i criteri dell’azione pastorale di san Carlo: il riferimento al Vangelo e il grido dei poveri.
La bussola della sua azione pastorale non è il calcolo dei risultati conseguiti, non è il compiacimento e il plauso degli uomini, ma la verifica della coerenza con l’ispirazione evangelica del suo operato e la ferma applicazione delle indicazioni ecclesiali, specie quelle formulate dal Concilio di Trento. La sua operosità instancabile e la determinazione dei suoi interventi rivelano un’ incrollabile fiducia nella possibilità di incidere nella vita della Chiesa. Ma sempre più si riconosce anche, nell’evoluzione della sua storia di santità, che l’anima di tutto è la conformazione al Signore e ai suoi sentimenti.
Inoltre, Carlo Borromeo ascolta il grido dei poveri, sente compassione per la sua gente e se ne prende cura con una dedizione senza risparmio: non ha mai sentito quella sorta di alternativa, di cui noi spesso ci lamentiamo, tra la cura pastorale e la burocrazia ecclesiastica, perché ha vissuto ogni impegno come un servizio d’amore offerto per una Chiesa più santa.

Dalla presidenza dei concili provinciali e dei sinodi alla visita pastorale, dalla normativa per i seminari e per i chierici alla cura per l’arte sacra, dalla predicazione alla creazione di istituzioni ecclesiastiche laicali, dalle relazioni con le autorità civili alle relazioni con gli ordini religiosi, tutto ha saputo unificare e vivificare per un unico scopo, per una forma di amorevole premura, seria, esigente, disinteressata: si potrebbe dire che la sua è una vita che interamente diventa culto spirituale.
Ma quando il grido dei poveri è troppo straziante, quando il gemito dei malati di peste si alza da ogni casa di una città sconvolta e desolata, quando la fuga dei furbi e dei privilegiati è troppo insopportabile, allora la compassione spinge a una prossimità fino all’imprudenza, a uno sperpero di sé che ignora la misura, ma che esprime la forma eroica della carità.

Che cosa può fare il vescovo nella città ferita dall’ignoranza, dalla povertà e dalla peste? Che cosa può fare il vescovo quando sembra che il mondo sia così sconvolto dall’ingiustizia e dalla superficialità, da rendere inefficace ogni rimedio? Che cosa può fare il vescovo quando sembra che della povera gente non interessi niente a nessuno? Il vescovo non può dare che Gesù! (cfr Atti 3,6).
Il vescovo continua a professare la sua fede con un atto di presenza, con un’amorevole sollecitudine. Sa di non poter salvare nessuno, ma professa la sua fede: in nessun altro c’è salvezza; non vi è infatti, sotto il cielo, altro nome dato agli uomini, nel quale è stabilito che noi siamo salvati (Atti 4,12). Per questo san Carlo porta ai malati l’Eucaristia, per questo percorre la città con la croce. Forse la gente non ricordava nulla delle sue prediche, non aveva simpatia per le sue prescrizioni, non riusciva ad apprezzare le istituzioni da lui create, ma aveva capito di aver incontrato un santo: l’indiscutibile pratica della carità fino al sacrificio di sé portava i segni inequivocabili di quell’unico amore fino alla fine in cui tutti trovano salvezza. San Carlo, nella storia della Chiesa di Milano, mette in luce la necessità di riscoprire il mistero della Chiesa, prima ancora delle sue istituzioni: come la vivacità dello Spirito accompagna oggi le nuove generazioni? Come eventi e istituzioni sono al servizio di una rinnovata presenza della misericordia e della fedeltà di Dio nella storia?

La cura pastorale e la città ferita

San Carlo ha portato dedizione, amore e speranza non solo nella comunità cristiana ma in tutta la città di Milano, in modo particolare quando fu colpita dalla peste. Si è rivolto a tutti e ha saputo andare anche fuori le mura. Questo saper allargare gli orizzonti, questo prestarsi ad andare fuori le mura nelle mille relazioni quotidiane è una sfida per i cristiani di oggi e per la cura pastorale delle nostre comunità.
Una delle esperienze più belle che vivo come arcivescovo di Milano è proprio la possibilità di incontrare da vicino le persone: tanti volti, tante mani, tante vicende raccontate all’arcivescovo, nella ricerca di rapporti personali che troppo spesso non ci sono più. Quante cose ho imparato ascoltando in questi anni la gente delle nostre parrocchie e delle nostre città! Le persone chiedono ascolto per le proprie sofferenze, vogliono comprensione per le proprie difficoltà, amano gli uomini e le donne di Dio per affidare a loro segreti e speranze, chiedono buon esempio e preghiere di intercessione.
Alla scuola di san Carlo, dobbiamo imparare ancora di più a mostrare la consolazione che deriva dalla fede, l’amore per Gesù e il gusto per la preghiera. Allora, e solo allora, sapremo raccogliere il grido dei poveri, di tutti i poveri, di ogni nazione, lingua, razza e religione. Il Vangelo ci invita a stare dalla parte di coloro che hanno fame e sete di giustizia, di coloro che lavorano per una città più accogliente e più fraterna, di coloro che sperano in una solidarietà che sia profezia di un mondo in cui amore e verità si incontreranno, giustizia e pace si baceranno; verità germoglierà dalla terra e giustizia si affaccerà dal cielo (Salmo 85,11-12).

La carità pastorale non deve esaurirsi solo nel programmare le nostre iniziative, ma dovrà esprimere sempre di più la capacità di raccogliere e interpretare il senso profondo della crisi esistenziale contemporanea, che passa nel vissuto dei singoli e in tutta la società. Ci sono domande di senso che vanno ritrovate. Ci sono vuoti interiori che vanno riempiti.
Innanzitutto c’è un grande bisogno di Dio: se siamo credenti e praticanti, non dobbiamo mai dare per scontate la ricerca di Dio, la conoscenza del suo mistero, la grandezza dell’Incarnazione e della Passione di Cristo, la forza della sua Risurrezione. Dobbiamo riscoprire il dono della fede e la bellezza della grazia che il Vangelo offre alla nostra intelligenza e al nostro cuore. Dobbiamo riconoscere il rapporto vivo con il Signore, che è conoscenza e amore, perché è la fede che si rende operosa per mezzo della carità (Galati 5,6). La carità, che san Carlo ha saputo esprimere, proveniva direttamente dalla sua fede e dal suo rapporto intenso di amicizia con Gesù. Era frutto della sua preghiera, era partecipazione all’amore di Cristo per la storia degli uomini. Era compassione (Luca 10,37): una compassione che lo scuoteva fino alle lacrime.

Anche se viviamo in mezzo alla superficialità, alla stanchezza e talvolta alla delusione, io sento che è vivo e cresce il bisogno di Gesù e del suo Vangelo. Incontro molte persone che, anche se sono lontane dalla Chiesa, vivono a volte con sofferenza la loro ricerca di Dio. Vorrei dire che comprendo e che rispetto questa ricerca; vorrei dire loro che amo questo anelito alla verità; vorrei manifestare loro la mia stima e porre con loro la domanda sulla divinità di Gesù e sulla grandezza del cristianesimo, non solo per la Chiesa, ma per il mondo.

Viviamo, infatti, un tempo in cui si stanno affacciando all’orizzonte grandi domande sul senso della vita, sulla verità dell’amore e sulla possibilità di relazioni profonde e definitive tra le persone. Ci si interroga sulla qualità del vivere sociale, sul costo umano del lavoro, sul valore del benessere a tutti i costi, sul bisogno di nuove solidarietà.
Con le sue scelte di vita personale san Carlo ha messo in crisi i costumi dominanti della Chiesa del suo tempo indicando una via straordinariamente feconda.
Fermandoci, su questa nuova strada che da Gerusalemme conduce a Gerico, dobbiamo interrogarci di fronte alle esasperate divisioni che ci sono tra noi, all’arroganza e all’aggressività di molti atteggiamenti privati e pubblici contemporanei, per riscoprire il valore profetico e civile delle Beatitudini evangeliche, quali la povertà, la misericordia, la purezza di cuore, la promozione della pace e la mitezza che erediterà la terra (cfr Matteo 5,3-12).

Anche in mezzo ai giovani ci sono ferite che vanno curate. Per loro la Chiesa è insieme un dono e un problema: i giovani hanno molte domande, molte distanze, molte attese. Sono esuberanti, ma spesso sono tristi perché non vedono il futuro. Affinché possano trovare una solida identità e uno spazio nella vita ecclesiale, sociale, culturale e politica è anche necessario che gli adulti facciano dei sacrifici e siano disponibili a rinunciare a qualche egoistica affermazione.
(continua)

PRANZO NATALIZIO DELLA TERZA ETÀ

DOMENICA 12 dicembre alle ore 12,30 presso il Centro Parrocchiale

PRANZO NATALIZIO DELLA TERZA ETÀ

Le prenotazioni si ricevono al Centro Parrocchiale il Mercoledì dalle ore 15 alle ore 17,00 e in fondo alla Chiesa nei giorni festivi al termine delle Ss. Messe

12 novembre 2010

AVVENTO 2010

Siamo abituati a considerare questo tempo dell’anno liturgico come tempo di preparazione al Natale, come “avvicinamento spirituale” ad un ricordo storico.

Ma la parola Avvento richiama più che la commemorazione di un fatto del passato l’idea di una attesa di qualcosa che deve ancora venire.
In questo modo i cristiani danno un senso nuovo al tempo che viviamo: la storia umana procede verso una meta, un compimento, un fine.
Certo, tutto questo dipende dalla Incarnazione di Gesù, che ha già cambiato la storia dell’uomo in modo irreversibile, svelando cose definitive, rendendo possibile viverle, crederle, sperarle: un legame filiale e sereno con Dio, la costruzione di rapporti umani fraterni e condivisi, il sogno di un mondo più giusto, la dignità di ogni vita umana riscattata dal potere …
Il mondo e la storia però sono ancora pieni di fatti e segni che “smentiscono” questo sogno cristiano e i cristiani vivono sapendo che il compimento di tutto in realtà è affidato ai tempi ultimi, in cui il Signore accoglierà ciò che nel mondo è secondo la sua volontà.
Per questo vivono “aspettando” il Signore, custodiscono la forza di una promessa con gli occhi fissi verso il tempo del suo compimento.
Il presente è allora, per i cristiani, il tempo in cui essere fedeli allo stile di Gesù, facendo i conti con la durezza della storia. Come si deve stare in questo mondo, in questa storia, in questo tempo conservando il desiderio e la speranza del mondo nuovo e definitivo che il Signore prepara per noi?
Ciò che ci sarà sempre dato è la possibilità di conservare e custodire i segni di quel modo di essere che caratterizzerà il tempo definitivo: una vita fraterna, giusta, pacifica, solidale che faccia capire che c’è la possibilità di una vita veramente umana e faccia venir voglia di credere alle promesse del Signore e sperare nel tempo in cui Egli tornerà.

Nell’ Avvento si impara, da discepoli dell’unico Maestro, a tenere legate queste attese umane e comuni alle grandi promesse della fede.

Per aiutarci in questa verifica della nostra vita proponiamo alcuni incontri particolari che da una parte ci ricordino la promessa di Dio, legata alla sua “Parola data” e dall’ altra ci richiamino alla nostra partecipazione cordiale alle attese umane, soprattutto dei più poveri. In concreto:

primo momento: “dalla memoria della Scrittura all’attesa di Quello che deve venire” – “in ascolto della Parola” venerdì 19 novembre ore 21 in chiesa a Maria Madre della Chiesa;

secondo momento: “custodire i segni per essere fedeli allo stile di Gesù” – “in ascolto di testimoni” venerdì 3 dicembre ore 21 in San Barnaba (Missione Belem e padre Clemente);

terzo momento: celebrazione penitenziale venerdì 17 dicembre in San Barnaba (ore 21) o sabato 18 dicembre in Maria Madre della Chiesa (ore 9,30).

La visita alle famiglie è un gesto semplice ma significativo che esprime questo desiderio di fedeltà a Dio e agli uomini: la pace che il Signore è venuto a portare sulla terra vorremmo raggiungesse e abitasse sempre le nostre case. Quest’anno verranno in visita i preti, le suore e i visitatori laici in entrambe le parrocchie.

Concrete iniziative di solidarietà nelle due parrocchie: che vogliono esprimere il nostro tentativo di condividere quelle situazioni di maggiore povertà e fatica sociale e umana che incontriamo nello scorrere delle nostre giornate. Quale gesto simbolico comune di solidarietà delle nostre parrocchie destineremo al Fondo Famiglia Lavoro della diocesi tutte le offerte delle messe di sabato 11 e domenica 12 dicembre.


don Marcellino e gli altri preti

Appuntamenti da Domenica 14 novembre 2010

DOMENICA 14 novembre
«I DOMENICA DI AVVENTO»
Lettura del profeta Isaia (51,4-8)
Seconda lettera di san Paolo apostolo ai Tessalonicesi (2,1-.14)
Vangelo secondo Matteo (24,1-31)
La venuta del Signore

ORE 15,30 IN CENTRO PARROCCHIALE:
INCONTRO DEI GENITORI E DEI RAGAZZI DEL CIC1.

Mercoledì 17 novembre «S. Elisabetta d’Ungheria, religiosa»
ore 15,30 in Centro Parrocchiale: Catechesi della TERZA ETÀ.

Venerdì 19 novembre
ore 19,30 in Oratorio: Incontro Genitori e ragazzi del CIC4 con cena di condivisione.
ORE 21,00 IN CHIESA A MARIA MADRE DELLA CHIESA: «dalla memoria della Scrittura all’attesa di Quello che deve venire – “in ascolto della Parola”»: 1° INCONTRO DI AVVENTO.

Sabato 20 novembre
ore 10,30 in Centro Parrocchiale: Catechesi dell’Iniziazione Cristiana dei ragazzi del CIC2 e del CIC3.
ore 14,30 in Centro Parrocchiale: Catechesi dell’Iniziazione Cristiana dei ragazzi del CIC2 e del CIC3.
ore 18,00 a Maria Madre della Chiesa: Celebrazione Eucaristica e saluto ai Padri barnabiti.

DOMENICA 21 novembre
«II DOMENICA DI AVVENTO»
Lettura del profeta Baruc (4,36-5,9)
Lettera di san Paolo apostolo ai Romani (15,1-.13)
Vangelo secondo Luca (3,1-18)
I figli del Regno

Dopo la S. Messa delle ore 10,30 in Casa Parrocchiale: 1° Incontro di conoscenza dei fidanzati che iniziano l’itinerario di incontri in vista del Matrimonio.

Lunedì 22 novembre «S. Cecilia, vergine e martire»
ore 21,00 in Centro Parrocchiale: Incontro degli Adolescenti.
ore 21,00 in Centro Parrocchiale: Incontro dei 18/19nni.

Martedì 23 novembre «S. Clemente I, papa e martire e S. Colombano, abate»
ore 21,00 in Centro Parrocchiale: Incontro GIOVANI2.

Mercoledì 24 novembre
ore 15,00 in Centro Parrocchiale: Festa dei compleanni della TERZA ETÀ.

Giovedì 25 novembre «S. Caterina d’Alessandria, vergine e martire»
ore 21,00 in Centro Parrocchiale: Incontro GIOVANI1.

Venerdì 26 novembre
ore 21,00 in Centro Parrocchiale: 2° Incontro dei Fidanzati.

DOMENICA 28 novembre
«II DOMENICA DI AVVENTO»
Lettura del profeta Isaia (35,1-10)
Lettera di san Paolo apostolo ai Romani (11,25-36)
Vangelo secondo Matteo (11,2-15)
Le profezie adempiute

ore 15,30 in Chiesa: Incontro per Genitori e ragazzi del CIC2 e del CIC3. Domenica Insieme.

IL GRUPPO MISSIONARIO PARROCCHIALE

IL GRUPPO MISSIONARIO PARROCCHIALE
organizza per
SABATO 27 E DOMENICA 28 NOVEMBRE 2010
sotto il portico della chiesa un banco vendita

Saranno disponibili: lavori artigianali, biancheria ricamata a mano e oggetti vari …
… TANTE IDEE PER UN GRADITO E ORIGINALE REGALO DI NATALE!

Il ricavato verrà devoluto a favore del Fondo Diocesano Famiglia-Lavoro per l’aiuto alle famiglie in difficoltà per mancanza o precarietà del lavoro a causa della crisi economica.

COLLETTA ALIMENTARE

14a GIORNATA NAZIONALE DELLA COLLETTA ALIMENTARE
Sabato 27 novembre 2010

L'appello della Rete Banco Alimentare: doniamo olio, omogeneizzati, alimenti per l’infanzia, tonno, carne, legumi in scatola, pelati e sughi per aiutare 8.000 enti assistenziali e 1.500.000 poveri.

Le donazioni di alimenti ricevute durante la Giornata Nazionale della Colletta Alimentare andranno a integrare quanto la Rete Banco Alimentare raccoglie tutti i giorni, combattendo gli sprechi e salvando ogni anno 70.000 tonnellate di alimenti.

Mercatino benefico dell’usato

Mercatino benefico dell’usato e non, di piccolo antiquariato, dipinti, lampadari , biancheria, oggettistica e … tanto altro ancora!!!

Da Sabato 4 a Domenica 12 dicembre
Tutti i giorni dalla ore 15 alle ore 19
Il Sabato, la Domenica e i festividalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 19
SALA CARITAS

Il ricavato verrà impiegato per i lavori in Chiesa

Santi per vocazione (3)

LETTERA A TUTTI I FEDELI DELLA CHIESA AMBROSIANA
Anno pastorale 2010-2011 (3a puntata)

Il segreto del Crocifisso

In un’epoca di consumismo e di nuova misaeria, Gesù ci invita ad uno stile di vita semplice, sobrio, ordinato ed essenziale.
La centralità del Crocifisso nella vita di san Carlo aiuta a riflettere sulla qualità dell’amore cristiano. Se il chicco di grano non muore, come può portare frutto? (cfr Giovanni 12,24). A quale qualità di sacrificio sono chiamati i cristiani oggi? Ci sono troppi ricchi e ci sono troppi poveri: sta diventando drammaticamente più grande il divario che li separa. Contemplare il Crocifisso significa imparare una nuova qualità dell’amore, una nuova forma etica tra tutti gli uomini di buona volontà.
Ci vuole un nuovo volto della speranza.

Per salvare la vita dalla desolazione e dall’assenza di Dio è necessario, a partire dal Crocifisso, imparare e insegnare a pregare.
La cura per la qualità celebrativa delle nostre comunità non è più soltanto una questione di giusto decoro, ma molto di più: si tratta di convertire i cuori per fermarsi sui bisogni del prossimo, nella comunità e nel mondo. Non si può pretendere tutto e non pagare niente: in tempo, soldi, responsabilità e lavoro. La Chiesa e il mondo hanno bisogno di nuove forze e di nuove responsabilità. San Carlo ha dato un grande esempio su come la liturgia e la carità debbano stare insieme.

L’assimilazione del mistero della croce dà una risposta al senso più vero e definitivo della vita. Nelle nostre città ci sono molte paure. I giovani hanno bisogno di nuovi e più ampi orizzonti di senso, di fronte al vuoto e provano e davanti alle incertezze del lavoro e del futuro. La vera speranza passa attraverso questa porta stretta. La vera gioia cristiana va oltre il sentimento del momento, non è solo un benessere temporaneo, ma nasce dal coraggio di vivere la vera carità e di cercare davvero il bene comune.

Va’ e anche tu fa’ così

Il dottore della Legge che, dopo la narrazione della parabola del Buon Samaritano aveva risposto bene a Gesù, si sente dire: “Va’ e anche tu fa’ così”. Vorrei riprendere queste parole di Gesù per invitarti a seguire, singolarmente e con gli altri, alcuni cammini di vita cristiana.

Così per “rendere ragione della speranza”, seminata in te dall’amore di Gesù crocifisso e risorto - cuore della fede cristiana - , fa’ tesoro delle iniziative parrocchiali e diocesane per la formazione, come gli esercizi e ritiri spirituali, i corsi biblici, i gruppi di ascolto della Parola, le scuole teologiche, i momenti particolari dedicati agli operatori pastorali.

Chiedo al Signore che ti doni di condividere in profondità l’amore appassionato di san Carlo al Crocifisso: ti invito a viverlo anche con l’antica e sempre attuale pratica della Via crucis, in particolare partecipando alla sua solenne e corale celebrazione nella tua Zona Pastorale.

Sollecita la tua comunità perché, in un’occasione particolare, sappia vivere un momento d’incontro con una categoria di poveri, come segno di giustizia e fraternità con gli ultimi.

SAN CARLO E LA SANTITÀ DELLA CHIESA

Il Buon Samaritano è figura della Chiesa che con la presenza dei suoi santi passa accanto all’uomo di oggi, vede concretamente i reali bisogni dell’umanità, prova intensa commozione, si ferma accanto al povero, prendendosene cura: passandogli accanto, vide e ne ebbe compassione (Luca 10,33). Il santo è colui che in maniera esemplare, umile e coraggiosa, superando infinite difficoltà, si compromette di persona e sa vivere la carità di Cristo, vedendone il volto in quello del povero (cfr Matteo 25,34 ss.).

La santità della Chiesa

Nella comunione dei santi viviamo il mistero della Chiesa. La nostra vita ha orizzonti più vasti di quelli che possiamo misurare e descrivere a partire soltanto dalle notizie e dalle impressioni immediate. Le presenze che rendono vive e splendide le nostre comunità sono più numerose, attente e affettuose di quelle che possiamo contare con la nostra ossessione per i numeri. La gioia e le pene che abitano i nostri giorni sono condivise in una fraternità più ampia e più intensa di quella che si esprime con una vicinanza fisica.
Credo la comunione dei santi: i santi nostri amici, i santi della nostra terra, i santi di ogni tempo e di ogni luogo si uniscono alla nostra preghiera e accompagnano i nostri giorni. La certezza della presenza e della partecipazione dei santi alla nostra vicenda di uomini e donne di oggi è motivo di stupore e di incoraggiamento: non siamo mai soli, il mondo e la Chiesa non cominciano con noi e il peso della storia non è tutto sulle nostre spalle. La Chiesa è comunione di santi. Noi li invochiamo per riconoscere il mistero e la gloria di Dio e li invochiamo con un cuore umile e pentito per riconoscere le nostre responsabilità e i nostri peccati. Credo la comunione dei santi: credo perciò che ci siano le condizioni per un dialogo personale, una riflessione condivisa, una possibilità di entrare in quella intimità in cui si svela il segreto della loro santità. La comunione, infatti, ci fa partecipi del mistero più inaccessibile di ogni persona, che è il suo rapporto con Dio.

È con questa certezza di fede che vi invito a ricercare, nel quarto centenario della canonizzazione di san Carlo, una santità ecclesiale: una santità, dunque, che tocca tutti, coinvolge ed arricchisce.
Questo anniversario, allora, è un’occasione perché la memoria di san Carlo non si riduca alla commemorazione di un vescovo, certo eccezionale e significativo per la storia della nostra Diocesi e di tutta la Chiesa, ma irrimediabilmente rinchiuso in un altro tempo e in un’altra cultura. Con spirito di fede noi crediamo alla presenza viva nella Chiesa di oggi di san Carlo, di sant’Ambrogio e di tutti i santi e beati che ci hanno preceduto. La santità cristiana non è mai un tratto individualistico, un titolo che distingue e isola dagli altri; è piuttosto la carità vissuta nell’imitazione della carità di Cristo. La santità è sempre santità ecclesiale.

La continua riforma della Chiesa è l’opera dello Spirito che, attraverso i santi e le vicende storiche, rinnova i gesti fondamentali della trasmissione della fede (traditio fidei) e le relazioni ordinarie, dentro il vissuto della comunità cristiana e della società (traditio amoris). In questo senso la santità educa la Chiesa ne costituisce la prima e permanente forza educante.
Sono oggi necessarie forme nuove di santità più adatte al cambiamento dei tempi nella consapevolezza di vivere in una cultura che progressiavamente ha perso un suo naturale tessuto cristiano. La varie strade percorse in questi anni ci hanno condotti alla persuasione condivisa che, soprattutto in campo educativo, siamo chiamati ad affrontare sfide formidabili.
Ci vuole, da parte di tutti i battezzati, una vera esperienza di intelligenza lungimirante e di santità eroica che, per amore di Gesù e della sua Chiesa, trovi la forza di superare le difficoltà e le abitudini consolidate nel tempo, così da riformare decisamente la vita delle persone e delle comunità.

I santi sanno parlare alle gente e suscitano una santità popolare. Dove passa un santo, la gente accorre. E persino una società secolarizzata e indifferente può raccogliere dal santo un richiamo e un invito.
Oggi, in un contesto culturale post secolarizzato e neoreligioso, è particolarmente necessario ricondurre le devozioni, e il nuovo bisogno di sacralità, alla forza e alla radicalità del Vangelo. Le forme di preghiera diffuse nel popolo cristiano sono un’immensa ricchezza, ma talvolta sono anche esposte al rischio di degenerare in una pratica separata dalla vita, in una semplice esigenza di rassicurazione spesso più vicina alla superstizione che alla fede. L’esempio dei santi, e di san Carlo in particolare, può offrire indicazioni preziose perché impariamo a vivere le manifestazioni popolari della fede con sapienza evangelica, con partecipazione affettiva intensa, con docilità allo Spirito che suscita in noi gli stessi sentimenti di Gesù.

L’amore ricevuto ha in se steso la forza di essere donato. L’amore di Dio nel cuore del credente si esprime in una santità missionaria.
La responsabilità che si fa carico degli altri nel nome del Signore mette in una condizione scomoda, in un disagio complesso. Come san Carlo, che era vescovo, così anche oggi i cristiani che esercitano un ministero, o ricoprono un ruolo di responsabilità nella comunità, sentono il tormento della comunicazione del Vangelo. Se ho il fuoco dentro, perché non riesco ad incendiare i mondo? Se mi appassiono alla missione di condividere la gioia, perché chi mi ascolta si annoia? Se metto in guardia dalla perdizione e indico la via della salvezza, perché sono considerato come un disturbo fastidioso che amareggia la vita? Se propongono percorsi verso la santità, perché succede che siano fraintesi, come cose in più da fare, come una serie di adempimenti inutili o fastidiosi? Se richiamo a scelte evangeliche, perché non sono credibile? Il cammino di conversione personale e la dedizione alla riforma della Chiesa hanno la loro origine in questa specie di tormento. Noi tutti ne siamo toccati e sentiamo di vivere la responsabilità di presentare una Chiesa più evangelica e di trovare un linguaggio di prossimità alla gente più comprensibile e incisivo.
(continua)