28 settembre 2007

DIMMI PERCHÈ

Messaggio alla Diocesi per la Festa di Apertura degli Oratori 2007
Carissimi,
buona Festa dell’Oratorio!
Come sempre all’inizio di un nuovo anno pastorale, vi raggiungo per rivolgervi un augurio dal profondo del cuore: è un augurio che, muovendo dall’Oratorio, vuole coinvolgere l’intera comunità parrocchiale e ciascuna delle sue famiglie.
La nostra Diocesi ha iniziato la seconda tappa del cammino pastorale su “L’amore di Dio è in mezzo a noi”. Sono certo che anche gli Oratori dedicheranno grande cura ed entusiasmo per sviluppare il dinamismo missionario indicato a tutti con il titolo: “Famiglia comunica la tua fede”.
Con speranza e fiducia verso ogni famiglia che incontriamo in Oratorio
Nelle mie ricorrenti visite agli Oratori rimango colpito dalla presenza spesso numerosa di tutti i membri delle famiglie. Fermandomi a salutare uno per uno, vedo che ci sono bambini e genitori, ragazzi e adolescenti, giovani e nonni… Tutti sono di casa all’Oratorio! So bene che quelli sono momenti speciali e che non avviene sempre così nelle attività oratoriane normali. Ciò non toglie però che la comunione tra le generazioni che l’Oratorio riesce a rappresentare è davvero una grande consolazione che mi fa pensare con gioia: veramente l’amore di Dio è in mezzo a noi!
Ogni famiglia è segno dell’amore di Dio.
Lo è oltre ogni situazione problematica e prima di ogni suo possibile giudizio. Dove le persone vivono creando legami improntati al vero amore reciproco e gratuito, anche se bisognoso di crescita, di educazione e di purificazione, lì troviamo sempre una traccia luminosa di Dio, il cui amore “è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato” (Romani 5,5). È con questa gioiosa certezza che invito tutti i responsabili e gli operatori degli Oratori a guardare con grande speranza e a vivere con operosa fiducia ogni relazione con le famiglie che incontrano nelle diverse occasioni dell’anno oratoriano.

L’Oratorio ridona luce e coraggio per trasmettere la fede in famiglia
Le famiglie saranno rincuorate dallo sguardo fiducioso che le comunità cristiane sapranno loro rivolgere e si sentiranno sostenute e spronate a vivere meglio – o a riscoprire – la loro insostituibile missione di trasmettere la fede alle nuove generazioni. Sì, facciamo percepire ad ogni famiglia che è possibile e bello, anche se non sempre facile, impegnarsi a comunicare il senso di Dio e il gusto della vita.
Nell’attuale contesto di indebolimento o di perdita della fede cristiana, di ritorno al paganesimo e di indifferenza religiosa è proprio all’interno di ogni famiglia, tra le mura domestiche, che può e deve riprendere vigore il primo annuncio della fede. L’Oratorio, con le sue molteplici iniziative, i suoi percorsi formativi ed educativi e le sue ricche relazioni interpersonali, può aiutare sia i genitori che i ragazzi e gli adolescenti a farsi eco vivente gli uni per gli altri di “quel grande sì che in Gesù Cristo Dio ha detto all’uomo e alla sua vita, all’amore umano, alla nostra libertà e alla nostra intelligenza” (Benedetto XVI, Discorso al Convegno ecclesiale di Verona, 19 ottobre 2006).

La vita dell’Oratorio può rappresentare per ogni famiglia una singolare “superficie riflettente”: mentre i vari membri della famiglia sono coinvolti in qualcuna delle attività oratoriane, ricevono di riflesso un impulso di fiducia a vivere bene all’interno del proprio nucleo familiare e a maturare maggiore consapevolezza e scioltezza nel comunicare con gioia agli altri la “buona notizia” dell’amore di Dio che abita nelle nostre case e chiede di essere riconosciuto, accolto, vissuto e testimoniato. Nessuno è escluso da questa missione che lega in modo particolare l’Oratorio e le famiglie: nonni e nipoti, genitori e figli, fratelli e zii… tutti hanno un dono da “trafficare” in Oratorio e tutti hanno una “frequenza” sulla quale possono trasmettere le “onde” misteriose e profonde della fede.

DIMMI PERCHÉ: comunicare la fede tra domande e risposte
Questo compito, arduo sì ma affascinante, sarà realizzato con vera responsabilità se gli educatori vivranno tutte le situazioni proprie dell’Oratorio come opportunità, spesso nuove e inedite, di annuncio del Vangelo, prestando particolare attenzione alle domande che le persone, piccoli e grandi, portano con sé, talvolta inespresse e in attesa di risposte esistenziali, che scaturiscono dall’esperienza della vita e che le danno autentico significato.
La comunicazione della fede che l’Oratorio può sostenere sarà ancora più efficace se saprà suscitare domande nel cuore e nella coscienza di chi partecipa alle sue iniziative. Gli interrogativi sul senso della vita, sulla verità e sull’amore, le domande di rispetto, di attenzione umana e di solidarietà, la ricerca della comunione fraterna e della gioia, sono “luoghi” più o meno espliciti di autentica trasmissione della fede perché contengono – forse ancora chiuso come in un guscio – il grande sì di Dio all’uomo e dell’uomo a Dio.
Dimmi perché – lo slogan che la Fom consegna agli Oratori come traduzione simbolica del Percorso pastorale diocesano di quest’anno – vuole significare, con la vivacità istruttiva del logo e delle iniziative che l’accompagnano, l’intreccio delle domande e delle risposte che piccoli e grandi possono ricevere e donare, in famiglia, nella stupenda avventura di comunicare la fede, nel vivo di relazioni personali affettive intense e autentiche e nella continua accoglienza della Parola che “fa nuove tutte le cose” (Apocalisse 21,5).
Carissimi, continuo con voi e come voi a confidare, prima che in ogni altra cosa, nella grazia di Dio. È il dono del Signore che ci fa pienamente sicuri, sereni e gioiosi nel compito educativo della trasmissione della fede, nella continua “alleanza” tra l’Oratorio e le famiglie.
Su voi e su tutte le famiglie che incontrerete quest’anno invoco di cuore la benedizione di Gesù risorto e vivo, speranza del mondo.
Il vostro Arcivescovo
+Dionigi card. Tettamanzi

Milano, 30 settembre 2007.