10 febbraio 2012

GIORNATA DELLA SOLIDARIETA’

“Il lavoro per essere famiglie accoglienti”

Domenica 12 Febbraio 2012
In una congiuntura quanto mai complessa, la giornata di quest’anno intende riproporre il valore “relativo” del lavoro: finalizzato cioè all’uomo e alla possibilità per l’uomo di conseguire il proprio vero bene. Da qui l’attenzione al lavoro come “dono e compito” per l’uomo ma anche “risorsa” e, di questi tempi più che mai, “sfida” per la famiglia. In una giornata così non potremo esimerci dal farci attenti a coloro che stanno vivendo il dramma della disoccupazione o della perdita del lavoro …

Invitamo a due appuntamenti straordinari:

“LAVORO: RISORSA E SFIDA PER LA FAMIGLIA”
Domenica 12 febbraio dalle ore 16.00 presso il centro Parrocchiale di via Feraboli, 15 introduce il dialogo una riflessione di Sandro Antoniazzi. Sullo sfondo le catechesi 5, 6 e 7 (cfr. sito www.family2012.com)

“GIOVANI E LAVORO”
Sabato 18 Febbraio 2012 dalle ore 9,30 alle ore 12,30 Teatro Ringhiera, Via Boifava 17 Convegno a cura della Pastorale sociale e del lavoro, della Pastorale giovanile, della Caritas e delle Acli.

Il card. Scola: testimonianza, via del Vangelo

Dal Consiglio presbiterale l’intervento conclusivo del cardinale: l’annuncio a quella età di mezzo, che spesso si “perde” per i mille impegni di questa stagione della vita.
di Pino NARDI

«Abbiamo individuato l’attacco del sentiero e dovremo trovare le forme per andare avanti su questo lavoro». Il cardinale Scola è soddisfatto del dibattito emerso nella sessione del Consiglio presbiterale di lunedì e martedì scorsi (n.d.r.: 30-31 gennaio). Il tema è decisivo nella pastorale diocesana, riuscire ad annunciare il Vangelo a quella età di mezzo, che spesso si “perde” per i mille impegni che questa stagione della vita comporta.
«Non abbandonerei l’espressione età di mezzo, certamente impropria e sociologica, ma che dice immediatamente di più di età adulta - precisa l’Arcivescovo -, dato che questa va avanti fino alla quarta età. Non dobbiamo disprezzare il fatto che quando dopo i 65-70 subentra la paura della morte, molti ritornano. Il Signore ci salva nei tempi e nei modi che giudica lui. Terrei dunque età di mezzo, perché è proprio il periodo che individua il momento cruciale in cui le dimensioni costitutive dell’esperienza elementare comune a ogni uomo (affetti, lavoro e riposo), premono sull’io e fanno venire a galla la sua effettiva consistenza».
Ma Scola mette in guardia da due errori. Innanzitutto «non esistono i lontani, perché non esiste uomo o donna che non faccia tutti i giorni esperienza elementare degli affetti, del lavoro e del riposo in vista del suo compimento, della felicità. O come dice Gesù se vuoi essere perfetto o compiuto, se vuoi essere libero, vienimi dietro e sarai libero davvero, cioè le due categorie fondamentali del postmoderno. I lontani non verranno in chiesa, a Messa, ma non sono lontani dal cuore della proposta evangelica. Anzitutto occorre essere netti su questo fatto che nessun uomo è lontano dalla proposta che, attraverso Gesù, Dio ci fa.
Una carta velina di un millimetro è quella che separa la libertà di ogni uomo da Dio. Ed ecco che Dio la sfonda in ogni momento».
Secondo errore: «La pastorale non è mai strategia, ma la missione è la sovrabbondanza del cuore, è l’impossibilità di tenere per sé ciò che si ha gratuitamente ricevuto e lo si comunica di fatto. Ecco che torna la parola testimonianza - afferma il Cardinale -. Il problema non è quello che oggi ne abbiamo 5 che vengono in parrocchia e 55 no e allora inventiamo strategie perché diventino 555. Il problema è come io e la comunità a cui appartengo mi consente quel cammino e la crescita di esperienza quella conversione permanente e ascesi in senso forte, che mi fa affrontare l’umano in quel modo che si comunica vivendo».
Continua la riflessione di Scola condividendo «l’affermazione che una attenzione delle nostre comunità è già in atto». Ma indica anche due problemi urgenti. In primo luogo, un «interrogativo continuo sulla consistenza delle nostre comunità, sulla consistenza umana nel senso proprio della parola. Affrontiamo veramente l’esperienza elementare delle persone nella comunità a partire dall’eucarestia, dall’immedesimazione con la parola di Dio, dalla carità, dalla liturgia, dal giudizio sulle cose, dalla cultura? Tutto questo esige persone toccate e segnate nel quotidiano da Cristo, attraverso l’appartenenza a una Chiesa che si rende visibile, incontrabile, nella quale uno si deve poter imbattere».
In secondo luogo, l’Arcivescovo pone la questione della «dilatazione missionaria delle nostre comunità: questa non è una strategia, ma è semplicemente un processo di maturazione di tutti i membri della comunità. Uno che crede a queste cose e le sperimenta come una pienezza della sua dimensione affettiva e lavorativa, dove pienezza non vuol dire assenza di contraddizione, di conflitto e di peccato, la comunica in tutti gli ambienti dell’umana esistenza. Questo è il vero compito dei laici. Una consistenza comunionale da una parte e da qui apertura missionaria a partire dalla vocazione e missione di ciascuno della comunità: se uno fa l’insegnante, la scuola sarà il suo ambiente; se una fa l’hostess, l’aereo sarà il suo ambiente, ecc. Da questo punto di vista senza forzature, dato che la vita si comunica solo attraverso la vita, un evento con un altro evento. La Resurrezione si comunica attraverso l’evento eucaristico che vive nella comunità».

(dal sito della diocesi: www.chiesadimilano.it)

CALENDARIO della COMUNITÀ PASTORALE da Domenica 12 febbraio 2012

                                       LegendaMdC = Maria Madre della Chiesa  SB = San Barnaba

DOMENICA 12 febbraio
«PENULTIMA DOMENICA DOPO L’EPIFANIA»
detta «della divina clemenza»
ore 15,00 Oratorio di via Saponaro 28: Incontro dei Genitori e dei ragazzi del CIC1.

Lunedì 13 febbraio
ore 15,00 Sala Molaschi MdC: Incontro della TERZA ETÀ con Catechesi.
ore 21,00 Casa Parrocchiale SB: Introduzione alle Letture della Domenica a cura di don Francesco.
ore 21,00 Centro Parrocchiale SB: Incontro degli Adolescenti.
ore 21,00 Centro Parrocchiale SB: Incontro dei 18/19nni.

Martedì 14 febbraio «Ss. Cirillo, monaco, e Metodio, vescovo, patroni d’Europa»
ore 16,00 Oratorio MdC: Incontro degli Adolescenti.
ore 17,00 Oratorio MdC: Catechesi dei ragazzi di 1a Media.

Mercoledì 15 febbraio
ore 15,00 Centro Parrocchiale SB: Catechesi della TERZA ETÀ.
ore 21,00 Centro Parrocchiale SB: Riunione del Coordinamento Liturgico della Comunità Pastorale.
Giovedì 16 febbraio
ore 19,15 Centro Parrocchiale SB: Catechesi degli Adulti «IL ROTOLO DI RUT: Un segno di speranza» (Rt 2,18-23). Seguirà cena frugale.
ore 21,00 Centro Parrocchiale SB:Catechesi degli Adulti «IL ROTOLO DI RUT: Un segno di speranza» (Rt 2,18-23).
ore 21,00 Centro Parrocchiale SB: Incontro GIOVANI 2.

Venerdì 17 febbraio
ore 18,30 Oratorio SB: Catechesi dell’Iniziazione Cristiana dei ragazzi del CIC4.
ore 20,30 Oratorio SB: Incontro dei Pre-Adolescenti (2a e 3a media).
Sabato 18 febbraio «S. Patrizio, vescovo»
ore 9,30 Cappella dell’Oratorio MdC: “Roveto ardente”. Catechesi degli Adulti: «IL ROTOLO DI RUT: Un segno di speranza» (Rt 2,18-23).
ore 10,00 Oratorio MdC:  Catechesi dei ragazzi di 5a Elementare.
ore 10,30 Centro Parrocchiale SB: Catechesi dell’Iniziazione Cristiana dei ragazzi del CIC3.
ore 14,30 Centro Parrocchiale SB: Catechesi dell’Iniziazione Cristiana dei ragazzi del CIC3.
ore 19,00 Chiesa SB: Preghiera del Vespero per i GIOVANI.

Sabato 18 febbraio alle ore 17,30 presso il Centro Parrocchiale di via Feraboli 15

2° incontro di tutti i volontari dei gruppi di “Servizio alla persona” della Comunità Pastorale sul tema: «FARE LA CARITÀ, OGGI. UNA MISSIONE IMPOSSIBILE?»
dalla riflessione di don Roberto D’Avanzo, Direttore della Caritas Ambrosiana presentata a Triuggio per gli orientamenti pastorali dell’anno 2012
L’incontro sarà condotto da don Marcellino BRIVIO e si articolerà nel seguente modo:
· Ascolto della Parola
· Riflessione e condivisione sul tema
· Cena insieme


DOMENICA 19 febbraio
«ULTIMA DOMENICA DOPO L’EPIFANIA»
detta del “perdono”
Lettura del profeta Isaia (54,5-10)
Lettera di san Paolo apostolo ai Romani (14,9-13)
Vangelo secondo Luca (18,9-14)
ore 11,00 Chiesa MdC: Santa messa domenicale mensile dei genitori e dei ragazzi del CIC 3.
ore 15,00 Oratorio di via Saponaro 28: Incontro dei Genitori e dei ragazzi del CIC 2.

Lunedì 20 febbraio
ore 15,00 Sala Molaschi MdC: Incontro della TERZA ETÀ con Catechesi.
ore 21,00 Casa Parrocchiale SB: Introduzione alle Letture della Domenica a cura di don Francesco.
ore 21,00 Centro Parrocchiale SB: Incontro degli Adolescenti.
ore 21,00 Centro Parrocchiale SB: Incontro dei 18/19nni.

Martedì 21 febbraio   «S. Pier Damiani, vescovo e dottore della Chiesa»                 
ore 16,00 Oratorio MdC: Incontro degli Adolescenti.
ore 17,00 Oratorio MdC: Catechesi dei ragazzi di 1a Media.

Mercoledì 22 febbraio
ore 15,00 Centro Parrocchiale SB: Festa di Carnevale della TERZA ETÀ.

Sabato 25 febbraio ore 14,30
Sfilata di Carnevale con partenza da Maria Madre della Chiesa e arrivo all’Oratorio di San Barnaba

DOMENICA 26 febbraio
«I DOMENICA DI QUARESIMA»
«Domenica all’inizio di Quaresima
Lettura del profeta Isaia (57,21-58,4a)
Seconda lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi (4,16b-5,9)
Vangelo secondo Matteo (4,1-11)

Cronaca dal Consiglio Pastorale della Comunità

Seduta del 20 gennaio 2012

1
Momento di preghiera e ascolto della Parola di Dio.
Filippesi (1, 1-11): Paolo considera che il solo fatto di essere “servi di Cristo Gesù” ci rende santi, in forza del battesimo, indipendentemente dal ruolo gerarchico nella Chiesa. Essere “servi” significa essere attivi affinché il Vangelo si diffonda. Questa non è un’opera nostra ma viene da Dio e dunque la nostra opera è risposta ad un dono di grazia. Siamo chiamati a scoprire linguaggi nuovi per parlare di Dio agli uomini del nostro tempo, osservando il modo con cui Dio guarda alla vita. La fede che in noi si irrobustisce attraverso l’appartenenza alla Chiesa dà spessore ai rapporti personali tra noi e alimenta i nostri percorsi di santità.

2
Piccoli passi verso un progetto di comunità pastorale: il bello, il buono il vero dalla storia delle nostre originarie comunità; le fatiche, difficoltà e infedeltà da superare; i criteri da utilizzare per fondare la Comunità Pastorale; le priorità pastorali per il futuro.
A. individua il bello, il buono e il vero delle nostre comunità nella disponibilità di tante persone a svolgere le attività che segnano la presenza della parrocchia nel territorio e che sono entrate nella tradizione. Il cambiamento è fatica e genera insicurezza. Nel cambiamento la storia non è zavorra ma utile esperienza. E’ faticosa la fiducia reciproca, il superamento delle permalosità e la critica all’impegno e al pensiero degli altri. Dovremmo, invece, porre domande per comprendere meglio per cogliere eventuali valori condivisi. Un criterio fondamentale per sviluppare il compito del CP è la testimonianza. Siamo chiamati a scoprire la presenza del Signore nella nostra storia attraverso omelie, catechesi e incontri testimonianze ... .
B. trova che negli oltre 40 anni di appartenenza alla comunità di S.Barnaba ha sperimentato l’azione dello Spirito Santo che ha condotto la comunità per mano, attraverso i vari pastori che si sono succeduti e i laici che hanno collaborato. Esempi sono l’accompagnamento al battesimo da parte di coppie giovani e il cammino dell’iniziazione cristiana nel quale sono coinvolti i genitori. Si è cercato di rendere comunitario il vivere i sacramenti che rischiano di essere vissuti come fatto privato. Le proposte rischiano di perdere vigore e si notano alcune stanchezze. Sono da rilanciare. Nella liturgia è cambiata l’organizzazione e sono state costituite strutture che coordinano i vari ministeri. Ora sembra che tutto sia in standby in attesa di capire gli orientamenti della comunità pastorale.
C. considera importante l’eredità della comunità di MMC circa l’attenzione alle persone in difficoltà, le capacità di accoglienza e di accompagnamento delle stesse. Questa attenzione è stata sempre corrispondente ai tempi, ai bisogni e alle risorse umane disponibili. Migliorare la qualità della vita della “nostra gente” ha imposto un grosso impegno sociale che ha pagato in termini di “presenza politica” sul territorio. Siamo riconosciuti come interlocutori affidabili anche dalle istituzioni. I criteri sui quali fondare la nostra azione sono preghiera e ascolto operoso della Parola. Verifica del nostro operato e formazione ne sono le conseguenze. Le priorità individuate per rafforzare il CCP e le commissioni sono la formazione, la corresponsabilità e le competenze.
D. porta la sua esperienza personale. Ha trovato nella comunità accoglienza che l’ha portata a rafforzare alcuni valori come la condivisione e il compatire. Ha permesso di rendere più adulta la propria fede e ha posto le premesse per una ricerca fatta di ascolto della Parola e condivisione. Molte sono state le figure importanti che hanno permesso questa crescita spirituale. Molti sono stati i momenti significativi che hanno contribuito in questo senso. E’ un peccato che alcuni di questi non siano più stati riproposti, perché è importante avere la continuità con il passato.
E. parte dall’esperienza di impegno affinché attraverso le attività svolte si creassero condizioni per l’arricchimento personale e l’amorevole sostegno ai fratelli. La difficoltà che rileva sta nel instaurare rapporti significativi con l’altra comunità parrocchiale. In oratorio, ambito principale del suo impegno, sarebbe necessaria una sistemazione degli ambienti in quanto la struttura rischia di essere invivibile.
F. le positività della nostra storia risiedono nell’attenzione delle esigenze delle famiglie e nelle risposte date nel tempo. La fatica risiede nel cambiamento e nell’ascolto reciproco che permette di concedere fiducia. Dobbiamo domandarci sull’efficacia educativa e testimoniante delle nostre attività. Le priorità ci sono state indicate da Mons. De Scalzi nella cura della Messa domenicale; la preghiera; la formazione “catechesi”; la carità.
G. ha trovato molto significativo quest’anno il mandato ai laici della visita alle famiglie, in quanto ha trovato disponibilità inaspettate all’accoglienza. C’è un forte bisogno di parlare da parte delle persone e questo può essere un buon punto di partenza.
H. invita a riflettere che in alcune generazioni si è affievolito il bisogno di rapporto con la Chiesa e molto deriva dal fatto che la secolarizzazione ha portato a moltiplicare gli impegni personali a scapito di quelli comunitari.
I. riconosce che negli anni si sono fatte tante cose buone e una priorità risiede nel mettere insieme le esperienze, soprattutto se diverse, per ampliare le positive ricadute nelle nostre comunità. Ci vorrà comunque tempo per conoscerci meglio.
L. trova molto positiva la disponibilità delle persone e nella passione che deriva dal porre al centro la Parola. Si fatica a guardare al futuro frugando nel nostro passato, ma è un esercizio indispensabile. Bisogna ripensare gli orari delle messe in quanto ai bambini non ci sono messe a loro dedicate e il linguaggio rischia di non renderli partecipi.
M. avverte la necessità di coordinarsi meglio nelle attività in quanto si sono verificati alcuni problemi organizzativi dovuti alla mancanza di comunicazione o alla poca chiarezza dei compiti.
N. riconosce una bella attenzione all’accoglienza anche se dovrebbe essere migliorata la collaborazione tra le diverse strutture in modo che (ad esempio) l’offerta formativa dell’oratorio sia la più ampia possibile. Gli spazi dell’oratorio anno migliorati e razionalizzati. Avverte l’esigenza di un maggiore coinvolgimento dei ragazzi alla messa domenicale.
O. ha riscontrato da giovane famiglia una bella accoglienza e la possibilità di inserirsi in un cammino di fede.
P. è da poco in questa comunità ma si è sentita molto accolta e ha trovato un grande impegno profuso sul versante della carità. Avverte un bisogno di migliorare l’aspetto educativo verso le nuove generazioni.
Il Parroco nel suo intervento plaude alla ricchezza degli interventi … e offre alcuni spunti di rilettura propositiva per il cammino personale e comunitario relativi all’ultima seduta del CCP del 14 dicembre u.s. Considera che le cose questa sera dette siano in linea con quelle riflessioni, segno che si sta compiendo realmente un cammino di fede.

3
Comunicazioni varie.
Il parroco comunica che suor Maristella è stata destinata ad altro incarico e che saluta tutti e ringrazia per l’accoglienza. Ci sarà in futuro una occasione di incontro-saluto.
Anche don Giuseppe Vegezzi (decano) è trasferito a Rho: a lui il ringraziamento per il suo impegno nella costituzione della nostra comunità pastorale.

29 gennaio 2012

FESTA DELLA FAMIGLIA

Le 4 giornate 2012 (della Famiglia, della Vita, del Malato e della Solidarietà) sono state tutte dedicate, pur in diverso modo, al tema della “accoglienza”. Sullo sfondo il grande appuntamento del VII Incontro Mondiale delle Famiglie di fine maggio. Nelle nostre due parrocchie sarà dato risalto a questo tema anzitutto nella Messa ma anche con altre iniziative che di seguito segnaliamo.

FESTA DELLA FAMIGLIA
“Farsi accoglienti per accogliere il mondo”

Domenica 29 Gennaio 2012
S. Messa: ore 10.30 in S. Barnaba
ore 11.00 in Maria Madre della Chiesa
Pranzo nelle due parrocchie: ore 12
Giochi con inizio ore 14.30 per ragazzi
Incontro dalle ore 15.00 sempre nei due centri (Feraboli e Saponaro) sul grande appuntamento mondiale delle famiglie.
Danze dal mondo: dalle ore 17.00

Per partecipare ai diversi momenti del VII INCONTRO MONDIALE DELLE FAMIGLIE
contattare entro il 31 gennaio:
Fiorenza e Lino famiglia.bleggi@gmail.com 348.2643908
Laura e Roberto laura.brusati@fastwebnet.it 335.8081322
Altre informazioni su www.family2012.com

34a GIORNATA per la VITA

“Accogliamo la vita, sempre!”
Domenica 5 Febbraio 2012
Festeggiare la vita, la gioia di essere al mondo, figli di un Padre che ci attende dopo questa affascinante avventura! Con il loro gusto e la loro passione nel vivere gli adulti sono gli alleati del ‘Dio della vita’ perché alle nuove generazioni giunga, come per contagio, quella simpatia per la vita che li renderà capaci di preservarla poi da ogni possibile prevaricazione.

S. BARNABA dopo le messe vendita di libri usati, riso e miele a sostegno dell’accoglienza dei bambini Bielorussi (che saranno anche quest’anno ospitati da alcune famiglie della Parrocchia).

MARIA MADRE della CHIESA dopo le messe vendita di fiori e dolci a sostegno del centro Aiuto alla Vita della Mangiagalli.

20a GIORNATA MONDIALE DEL MALATO

“Accogliere il malato in famiglia”

Giovedì 9 febbraio ore 16,30 S. Messa presso R.S.A. “EMMAUS“


Venerdì 10 febbraio ore 16,30 S. Messa presso R.S.A. “ VIA BARONI”


Sabato 11 febbraio ore 10.30 S.Messa con gli ammalati ed i loro familiari nella Chiesa di S. Barnaba (verrà organizzato il trasporto per i malati in difficoltà)

Per questa ultima celebrazione le adesioni dei malati e dei volontari si ricevono in fondo alla chiesa di S. Barnaba durante le Ss. Messe di: Sabato 28 e Domenica 29 gennaio - Sabato 4 e Domenica 5 febbraio.

GIORNATA DELLA SOLIDARIETA’

“Il lavoro per essere famiglie accoglienti”

Domenica 12 Febbraio 2012
In una congiuntura quanto mai complessa, la giornata di quest’anno intende riproporre il valore “relativo” del lavoro: finalizzato cioè all’uomo e alla possibilità per l’uomo di conseguire il proprio vero bene. Da qui l’attenzione al lavoro come “dono e compito” per l’uomo ma anche “risorsa” e, di questi tempi più che mai, “sfida” per la famiglia.
In una giornata così non potremo esimerci dal farci attenti a coloro che stanno vivendo il dramma della disoccupazione o della perdita del lavoro …

Due appuntamenti straordinari

“LAVORO: RISORSA E SFIDA PER LA FAMIGLIA”.
Domenica 12 febbraio dalle ore 16.00 presso il centro Parrocchiale di via Feraboli, 15 introduce il dialogo una riflessione di Sandro Antoniazzi. Sullo sfondo le catechesi 5, 6 e 7 (cfr. sito www.family2012.com)

“GIOVANI E LAVORO”
Sabato 18 Febbraio 2012 dalle ore 9,30 alle ore 12,30 Teatro Ringhiera, Via Boifava 17 Convegno a cura della Pastorale sociale e del lavoro, della Pastorale giovanile, della Caritas e delle Acli.

Messaggio per la 34a Giornata Nazionale per la vita

5 febbraio 2012

“Giovani aperti alla vita”

La vera giovinezza risiede e fiorisce in chi non si chiude alla vita. Essa è testimoniata da chi non rifiuta il suo dono – a volte misterioso e delicato – e da chi si dispone a esserne servitore e non padrone in se stesso e negli altri. Del resto, nel Vangelo, Cristo stesso si presenta come “servo” (cfr Lc 22,27), secondo la profezia dell’Antico Testamento. Chi vuol farsi padrone della vita, invecchia il mondo.

Educare i giovani a cercare la vera giovinezza, a compierne i desideri, i sogni, le esigenze in modo profondo, è una sfida oggi centrale. Se non si educano i giovani al senso e dunque al rispetto e alla valorizzazione della vita, si finisce per impoverire l’esistenza di tutti, si espone alla deriva la convivenza sociale e si facilita l’emarginazione di chi fa più fatica. L’aborto e l’eutanasia sono le conseguenze estreme e tremende di una mentalità che, svilendo la vita, finisce per farli apparire come il male minore: in realtà, la vita è un bene non negoziabile, perché qualsiasi compromesso apre la strada alla prevaricazione su chi è debole e indifeso.

In questi anni non solo gli indici demografici ma anche ripetute drammatiche notizie sul rifiuto di vivere da parte di tanti ragazzi hanno angustiato l’animo di quanti provano rispetto e ammirazione per il dono dell’esistenza.

Sono molte le situazioni e i problemi sociali a causa dei quali questo dono è vilipeso, avvilito, caricato di fardelli spesso duri da sopportare. Educare i giovani alla vita significa offrire esempi, testimonianze e cultura che diano sostegno al desiderio di impegno che in tanti di loro si accende appena trovano adulti disposti a condividerlo.

Per educare i giovani alla vita occorrono adulti contenti del dono dell’esistenza, nei quali non prevalga il cinismo, il calcolo o la ricerca del potere, della carriera o del divertimento fine a se stesso.


I giovani di oggi sono spesso in balia di strumenti – creati e manovrati da adulti e fonte di lauti guadagni – che tendono a soffocare l’impegno nella realtà e la dedizione all’esistenza. Eppure quegli stessi strumenti possono essere usati proficuamente per testimoniare una cultura della vita.

Molti giovani, in ogni genere di situazione umana e sociale, non aspettano altro che un adulto carico di simpatia per la vita che proponga loro senza facili moralismi e senza ipocrisie una strada per sperimentare l’affascinante avventura della vita.

È una chiamata che la Chiesa sente da sempre e da cui oggi si lascia con forza interpellare e guidare. Per questo, la rilancia a tutti – adulti, istituzioni e corpi sociali –, perché chi ama la vita avverta la propria responsabilità verso il futuro. Molte e ammirevoli sono le iniziative in difesa della vita, promosse da singoli, associazioni e movimenti. È un servizio spesso silenzioso e discreto, che però può ottenere risultati prodigiosi. È un esempio dell’Italia migliore, pronta ad aiutare chiunque versa in difficoltà.

Gli anni recenti, segnati dalla crisi economica, hanno evidenziato come sia illusoria e fragile l’idea di un progresso illimitato e a basso costo, specialmente nei campi in cui entra più in gioco il valore della persona. Ci sono curve della storia che incutono in tutti, ma soprattutto nei più giovani, un senso di inquietudine e di smarrimento. Chi ama la vita non nega le difficoltà: si impegna, piuttosto, a educare i giovani a scoprire che cosa rende più aperti al manifestarsi del suo senso, a quella trascendenza a cui tutti anelano, magari a tentoni. Nasce così un atteggiamento di servizio e di dedizione alla vita degli altri che non può non commuovere e stimolare anche gli adulti.
La vera giovinezza si misura nella accoglienza al dono della vita, in qualunque modo essa si presenti con il sigillo misterioso di Dio.

Roma, 4 novembre 2011
Memoria di San Carlo Borromeo
CONSIGLIO EPISCOPALE PERMANENTE

CALENDARIO DELLA COMUNITÀ PASTORALE da Domenica 29 gennaio 2112

Legenda: MdC = Maria Madre della Chiesa SB = San Barnaba

DOMENICA 29 gennaio
«S. FAMIGLIA DI GESÙ, MARIA E GIUSEPPE»
GIORNATA DIOCESANA DELLA FAMIGLIA
Lettura del profeta Isaia (454,14-17)
Lettera agli Ebrei (2,11-17)
Vangelo secondo Luca (2,41-52)
(Vedi Programma Festa della Famiglia )

Lunedì 30 gennaio
ore 15,00 Sala Molaschi MdC: Incontro della TERZA ETÀ con Catechesi.
ore 21,00 Casa Parrocchiale SB: Introduzione alle Letture della Domenica a cura di don Francesco.
ore 21,00 Centro Parrocchiale SB: Incontro degli Adolescenti.
ore 21,00 Centro Parrocchiale SB: Incontro dei 18/19nni.

Martedì 31 gennaio «S. Giovanni Bosco, sacerdote»
ore 16,00 Oratorio MdC: Incontro degli Adolescenti.
ore 17,00 Oratorio MdC: Catechesi dei ragazzi di 1a Media.
Al termine (ore 18,00): Incontro con i Genitori dei ragazzi di 1a Media.

Mercoledì 1 febbraio «Beato Andrea Carlo Ferrari, vescovo»
ore 15,00 Centro Parrocchiale SB: Tombolata della TERZA ETÀ.

Giovedì 2 febbraio «Presentazione del Signore»
ore 21,00 Alle “Terrazze”: Incontro GIOVANI 1.

Venerdì 3 febbraio «S. Biagio, vescovo e martire»
ore 8,00 Chiesa MdC: S. Messa ed esposizione eucaristica fino alle ore 12,00.
ore 15,30 Chiesa SB: Adorazione Eucaristica della TERZA ETÀ.
ore 18,00 Chiesa SB: S. Messa ed esposizione eucaristica fino alle ore 22,00.
ore 17,00 Oratorio MdC: Incontro dei Pre-Adolescenti (2a e 3a media).
ore 18,30 Oratorio SB: Catechesi dell’Iniziazione Cristiana dei ragazzi del CIC4.
ore 20,30 Oratorio SB: Incontro dei Pre-Adolescenti (2a e 3a media).

Sabato 4 febbraio
ore 10,00 Oratorio MdC: Catechesi dei ragazzi di 5a Elementare.
ore 10,30 Centro Parrocchiale SB: Catechesi dell’Iniziazione Cristiana dei ragazzi del CIC3.
ore 14,30 Centro Parrocchiale SB: Catechesi dell’Iniziazione Cristiana dei ragazzi del CIC3.
ore 19,00 Chiesa SB: Preghiera del Vespero per i GIOVANI.


DOMENICA 5 febbraio
«V DOMENICA DOPO L’EPIFANIA»
Lettura del profeta Isaia (60,13-14)
Lettera di san Paolo apostolo ai Romani (9,21-26)
Vangelo secondo Matteo (15,21-28)
(Vedi Programma 34a Giornata per la Vita )

Lunedì 6 febbraio
ore 15,00 Sala Molaschi MdC: Incontro della TERZA ETÀ con Catechesi.
ore 21,00 Casa Parrocchiale SB: Introduzione alle Letture della Domenica a cura di don Francesco.
ore 21,00 Centro Parrocchiale SB: Incontro degli Adolescenti.

Martedì 7 febbraio «Ss. Perpetua e Felicita, martiri»
ore 16,00 Oratorio MdC: Incontro degli Adolescenti.
ore 17,00 Oratorio MdC: Catechesi dei ragazzi di 1a Media.

Mercoledì 8 febbraio «S. Girolamo Emiliani»
ore 15,00 Centro Parrocchiale SB: Recita del S. Rosario della TERZA ETÀ.

Giovedì 9 febbraio
ore 21,00 alla Parrocchia dei Ss. Giovanni e Giacomo: SCUOLA DELLA PAROLA per i Giovani e 18/19nni. «OMOLOGAZIONE o TRASGRESSIONE»: l’incontro sarà condotto da Alberto BARIN, Cappellano del Carcere di S. Vittore.

Venerdì 10 febbraio «S. Scolastica, vergine»
ore 17,00 Oratorio MdC: Incontro dei Pre-Adolescenti (2a e 3a media).
ore 18,30 Oratorio SB: Catechesi dell’Iniziazione Cristiana dei ragazzi del CIC4.
ore 20,30 Oratorio SB: Incontro dei Pre-Adolescenti (2a e 3a media).

Sabato 11 febbraio
«Beata Vergine Maria di Lourdes»
Ore 10,30 Eucaristia con gli ammalati ed i loro famigliari nella chiesa di san Barnaba
ore 19,00 Chiesa SB: Preghiera del Vespero per i GIOVANI.
ore 19,30 Centro Parrocchiale SB: Incontro conclusivo dei Fidanzati.

DOMENICA 12 febbraio
«PENULTIMA DOMENICA DOPO L’EPIFANIA»
detta «della divina clemenza»
GIORNATA DIOCESANA DELLA SOLIDARIETÀ
Lettura del profeta Osea (6,1-6)
Lettera di san Paolo apostolo ai Galati (2,19-3,7)
Vangelo secondo Luca (7,36-50)
(Vedi Programma Giornata della Solidarietà )
ore 15,00 Oratorio di via Saponaro 28: Incontro dei Genitori e dei ragazzi del CIC1.

Festa degli anniversari del Sacramento del Matrimonio

Domenica 22 aprile 2012
ore 10,30 in San Barnaba
ore 11,00 in Maria Madre della Chiesa

Festa degli anniversari del Sacramento del Matrimonio
(1-5-10-15-20-25-30-35-40-45-50 anni e oltre)

Le iscrizioni si riceveranno a partire dalla Festività della Santa Famiglia (29 gennaio) fino alla fine di Febbraio. In fondo alla chiesa sarà disponibile l’apposito modulo di iscrizione che, una volta compilato, andrà imbucato nella cassetta postale della Casa Parrocchiale.

A proposito di BATTESIMI

Le prossime date di celebrazione comunitaria sono le seguenti:
19 febbraio; 18 marzo; 7 aprile (nella notte di Pasqua); 22 aprile; 27 maggio.
Chi è interessato contatti per tempo don Alfredo: 02/82.62.116

13 gennaio 2012


della Comunità Pastorale
Maria Madre della Chiesa - San Barnaba in Gratosoglio

VII INCONTRO MONDIALE DELLE FAMIGLIE MILANO 2012

FESTA DELLA FAMIGLIA

29 GENNAIO 2012

Farsi accoglienti per accogliere il mondo

Cara famiglia,
quest’anno dal 30 maggio al 3 giugno si celebrerà a Milano il VII Incontro Mondiale delle famiglie sul tema: La famiglia: il lavoro e la festa. È una grande occasione per festeggiare insieme il nostro essere famiglie che trasformano il mondo col loro lavoro, che lo popolano e lo abitano generando la vita, non solo fisica ma più profondamente quella umana e spirituale. Noi famiglie accogliamo con gioia e dedizione i nostri figli, li avviamo allo stile umano e insieme cristiano di stare al mondo, ma sappiamo anche spenderci per il bene di altri figli accogliendoli nelle forme dell’affido o dell’adozione e sostenendoli e accompagnandoli con tenerezza e cura nel percorso talvolta difficile della loro vita. Pur nell’affanno dei ritmi odierni riteniamo prezioso e vitale il momento della festa come rigenerazione degli affetti, di ringraziamento e di lode.
È bella cosa che la Chiesa Universale ci proponga questo evento; è per noi occasione per riflettere, tra coniugi e in famiglia, sui nostri ritmi lavorativi, sugli orari del rientro a casa, sul lavoro precario e talvolta assente che mette a rischio la serenità delle nostre famiglie e dei nostri figli e chiama la comunità cristiana a farsi attenta e solidale. Così che la festa sia resa possibile a tutti, sia difesa e celebrata con vigore e convinzione, come momento di riposo ma anche di incontro: con il Signore, tra coniugi, tra genitori e figli, nella comunità cristiana. L’IMF è quindi una bella occasione per rinnovare le nostre vite e il nostro stile nel lavorare e nel far festa, per conoscere e incontrare tante famiglie, e infine per incontrare il Santo Padre e ricevere da Lui benedizione e coraggio nel proseguire il nostro arduo e affascinante servizio alla vita.
A nome dell’Arcivescovo ti invitiamo caldamente a prendere visione del programma e a valutare la possibilità di partecipare, secondo i tempi che ritieni più adatti. Ogni famiglia può festeggiare e partecipare, non sentirti esclusa per nessuna ragione, sei vivamente attesa qualsiasi sia la tua situazione affettiva, economica, sociale, religiosa … Ti preghiamo pertanto di osare e farti avanti prendendo contatto con Fiorenza e Lino/ Laura e Roberto che trovi qui sotto per programmare per tempo la tua partecipazione a questo unico e speciale momento di incontro e di festa. Se poi avrai spazio ed energie per ospitare una famiglia che viene da lontano, l’avventura sarà ancor più avvincente!
A presto.
La comunità di Maria Madre della Chiesa e di S. Barnaba

PREPARIAMO LA FESTA IN FAMIGLIA

Per i genitori: ‘ io accolgo te …’
Nell’arco della settimana precedente la festa i genitori trovano una sera da dedicare al dialogo guidati dalla Parola: Quando si destò dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l'angelo del Signore e prese con sé la sua sposa; 25senza che egli la conoscesse, ella diede alla luce un figlio ed egli lo chiamò Gesù. (Mt 1,24-25) Allora Maria disse: "Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola". E l'angelo si allontanò da lei. (Lc 1, 38)

Un uomo, una donna, il desiderio di una vita insieme, una famiglia da avviare, una vita da accogliere, un Figlio dell’Altissimo da ospitare nelle pieghe delicate di affetti umani. È la coppia delle origini, quella a immagine e somiglianza di Dio alla quale è affidato il destino dell’umano. In essa l’accoglienza sta al primo posto, Giuseppe ‘prende con sé la sua sposa’, sfidando la consuetudine e fidandosi della Parola udita, Maria si fa culla del divino che in lei prenderà i contorni dell’umano. Questa coppia, che conosce bene lo stile dell’accoglienza e da esso è generata, sarà all’altezza del compito: crescere un cucciolo d’uomo che ben percepisce il suo radicamento in Dio tanto poi da essere proclamato Figlio. Lo spirito dell’accoglienza sta all’origine di ogni cosa che vale e diventa accoglienza reciproca tra sposi, tra genitori e figli, tra fratelli, accoglienza tra famiglie e nella comunità. Anche noi all’origine della vita matrimoniale ci siamo promessi accoglienza: Io, accolgo te, come mia sposa/mio sposo. Con la grazia di Cristo prometto di esserti fedele sempre, nella gioia e nel dolore, nella salute e nella malattia, e di amarti e onorarti tutti i giorni della mia vita. Verifichiamo il nostro stile di accoglienza alla luce della famiglia di Nazaret.
Le domande che ci aiutano nella condivisione possono essere:
Io mi sento accolto/a da te quando …
Io non mi sento accolta/o da te quando …
Quali aspetti di te faccio fatica ad accogliere? Te li condivido.
Proviamo anche a mettere a fuoco i temi dell’IMF accogliendo i nostri vissuti sui temi di festa e lavoro:
Che cosa ti condivido oggi del mio lavoro e che non sono riuscito/a ancora a dirti? Che cosa fatico ad accogliere della tua attività lavorativa? Quale piccola decisione possiamo prendere per migliorare la nostra comunicazione sulle nostre attività lavorative? Quale aspetto del nostro vivere la festa mi lascia insoddisfatto? Quale piccola decisione possiamo prendere per meglio mettere al centro della festa la relazione con Dio, gli affetti e la contemplazione del creato? Teniamo presente che l’accoglienza si nutre di ascolto, quello del cuore, per cui mi predispongo anzitutto a capire bene quello che il mio coniuge mi sta dicendo, senza ribattere, criticare o precisare, farò domande solo per capire meglio.

Per preparare la festa con i figli: ‘accoglietevi gli uni gli altri …’ (Rom 15,7)
Si decide un momento per riflettere in famiglia e ci si pone in ascolto reciproco.
Un’idea per lavorare coi figli grandi
Leggiamo insieme il brano evangelico e le note di commento.
Mentre erano in cammino, entrò in un villaggio e una donna, di nome Marta, lo ospitò. 39Ella aveva una sorella, di nome Maria, la quale, seduta ai piedi del Signore, ascoltava la sua parola. 40Marta invece era distolta per i molti servizi. Allora si fece avanti e disse: "Signore, non t'importa nulla che mia sorella mi abbia lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti". 41Ma il Signore le rispose: "Marta, Marta, tu ti affanni e ti agiti per molte cose, 42ma di una cosa sola c'è bisogno. Maria ha scelto la parte migliore, che non le sarà tolta". (Lc 10,38-42)  Gesù nel suo viaggio verso Gerusalemme chiede spesso ospitalità: in un villaggio di samaritani, ma viene respinto (9,52-53). Ora invece una donna lo ospita in casa. Alla fine del medesimo viaggio lo ospiterà il pubblicano Zaccheo (19,1-10). Le parole con le quali Gesù risponde a Marta ricordano che l’ospitalità non è solo servizio, ma anche ascolto: “Marta, Marta, ti preoccupi e ti agiti per troppe cose … “. Marta è tanto occupata che non è più attenta: così indica il verbo greco perispao, “essere distratto, rivolto altrove”. La ragione di tanta agitazione – che distrae dall’ospite che pure si vorrebbe accogliere – sono le “troppe cose” (10,41). Il troppo è sempre a scapito dell’essenziale. Le troppe cose impediscono non soltanto l’ascolto, ma anche il vero servizio. L’ospitalità ha bisogno di compagnia, non soltanto di cose.  Non ci sono due modi di ospitare e amare, ma uno solo, che si tratti del Signore o del prossimo. L’episodio ci dice come accogliere e servire il Signore, come accogliere e servire il prossimo.

Poi chiediamoci: quale è il nostro stile nell’accoglierci gli uni gli altri? Riusciamo ad ascoltarci e a sospendere le mille cose da fare?
Elenchiamo le persone che solitamente incontriamo in casa e fuori casa: parenti, nonni, vicini di casa, visitatori occasionali, amici, colleghi di lavoro …
Come esprimiamo la nostra accoglienza?
Sappiamo ascoltare coloro che conosciamo, fare loro compagnia, sospendere i pensieri sulle nostre cose da fare?
Come possiamo migliorare il nostro stile (individuale e familiare) di accoglienza?
Come possiamo organizzarci per ospitare una famiglia in occasione dell’IMF?
Come possiamo mettere a disposizione il nostro tempo anche diventando volontari all’IMF?

Un’idea per le famiglie con i figli piccoli
Ogni membro della famiglia racconta agli altri quali sono le attività che svolge durante la settimana (studio, professione, lavori di casa, sport, giochi, musica…).
Si prepara un cartellone con l’elenco dei lavori di casa da svolgere. Poi lo si espone e ognuno sceglie a quale può applicarsi nell’arco della settimana usando un simbolo di riconoscimento personale.


Domenica 15 gennaio e 22 gennaio 2012
raccolta iscrizioni per il pranzo in occasione della “Festa della Famiglia”, senza versare il contributo di partecipazione: la quota (5 Euro singolo, 10 Euro la famiglia) si pagherà il 29 gennaio 2012; raccolta iscrizioni per le famiglie che intendono ospitare e le persone che intendono partecipare agli eventi di fine maggio ed inizio giugno 2012; distribuzione dell’ informatore o prelievo dal tavolo con materiale per l’Incontro Mondiale delle Famiglie.

Domenica 29 Gennaio 2012
S. Messa:
Ore 10.30 in S. Barnaba
Ore 11.00 in Maria Madre della Chiesa
Pranzo nelle due inizio ore 12.00 presso Centro Parrocchiale in via Feraboli parrocchie: N° 15;
ed inizio alle ore 12.30 presso l’oratorio di via Saponaro N° 28
Giochi: inizio ore 14.30 per i ragazzi/e da 7 anni in su, nei due centri dove si è pranzato.
Incontro: dalle ore 15.00 alle ore 16.30 sempre nei due centri (Feraboli e Saponaro) ci sarà un incontro, in forma di dialogo e testimonianza ed è rivolto a:
I) famiglie che già hanno dato la disponibilità ad “accogliere” (per quale ragione accolgo),
II) famiglie che “desiderano” chiarimenti prima di accogliere; (ho una opportunità di ....)
III) a tutti coloro che “desiderano” approfondire, per se stessi, la dimensione dell’accogliere come persona “accolta” dal Signore;
Danze dal mondo inizio ore 17.00 Via Feraboli N° 15.

VII INCONTRO MONDIALE DELLE FAMIGLIE

Ospitare in famiglia
Dare la disponibilità entro il 31 gennaio 2012 a:
Fiorenza e Lino famiglia.bleggi@gmail.com 348.2643908
Laura e Roberto laura.brusati@fastwebnet.it 335.8081322
dal 28 maggio al 3 giugno mattino;
dall’1 giugno al 3 giugno pomeriggio;
per periodi più lunghi (prima e dopo l’evento);

Collaborare come Volontario
Iscrizioni entro il 29 febbraio 2012 sul sito www.family2012.com
tel- 02.87213180.
dal 3 maggio al 4 giugno
dal 25 maggio al 4 giugno
dal 30 maggio al 4 giugno

Partecipare agli eventi
Iscrizione entro il 31 marzo 2012 (a Fiorenza e Lino, Laura e Roberto): www.family2012.com
al congresso teologico e agli incontri con il Papa (A3 o A4);
solo agli incontri con il Papa di sabato 2 giugno e domenica 3 giugno (B2);
solo all’incontro col Papa di domenica 3 giugno (B2);

Cronaca dal Consiglio della Comunità Pastorale

Seduta del 14/12/2011

1 - Momento di preghiera e ascolto della Parola di Dio.
1 Corinti 12,4-11: la Parola di Dio invita e sollecita a cogliere la via corretta per costruire le cose belle e buone che rendono ricche le nostre comunità. Questa via si riassume nei carismi donati da Dio, al servizio dei fratelli per la costruzione della comunità. Ai carismi rispondiamo con i ministeri i quali si rendono visibili attraverso l’attività parrocchiale. Noi consiglieri oggi assumiamo il ministero del consigliare, che ci impegna nei nostri lavori anzitutto alla franchezza che significa dare la propria personale interpretazione agli argomenti posti in discussione anche se non siamo direttamente coinvolti. Un altro impegno, è essere sempre attenti al rapporto con la comunità, nel senso di ricercarne e interpretarne il vero bene.

2 - Adempimenti “statutari”: Nomina segretario e giunta.
La giunta è formata da Maria Grazia Cimardi, Giuseppe Giuliani, Giovanna Di Lena, Elisabetta De Silvestri. Segretario Ivano Provezza.

4 - Avvio della riflessione sulla modalità di lavoro del Consiglio e sulle questioni da affrontare in modo primario.Un consigliere individua l’elaborazione del Progetto Pastorale (PP) come la prima questione da affrontare. E’ importante capire quale è la traccia del cammino indicata dai nostri “pastori” per individuare poi le priorità da affrontare. Altri invitano a considerare i lavori del CCP “lavori di squadra” tra laici e presbiteri e quindi le priorità devono essere individuate tra tutti i consiglieri. Altri ancora ritiene che sia complesso focalizzarsi sul PP perché toglierebbe tempo ed energie. Meglio darci mini obiettivi che dopo essere raggiunti vengono aggiornati. Questa è anche la modalità che alcune commissioni (tipo CARITAS) si sono date per lavorare assieme. E’ metodo che valorizza il meglio che c’è nelle due realtà e aiuta a costruire un cammino comune. Un consigliere chiede quali sono le modalità di costituzione delle commissioni. Si costata che la loro costituzione è spesso una risposta all’organizzazione di eventi o di servizi. Il parroco invita a distinguere le commissioni dai gruppi di lavoro. I primi si occupano di costruire pastorale, cioè il nostro pensiero su determinati ambiti, mentre i gruppi di lavoro sono impegnati nel realizzare le pastorali pensate. Spesso conf-ondiamo i due livelli. Qualcuno invita a tenere in considerazione che il CCP trova la sua concretezza nella circolarità delle opinioni che arricchisce e nel quale vengono espressi i bisogni della comunità. L’impegno dei consiglieri è di prepararsi al meglio per mettere in comune opinioni e riflessioni. Altri suggeriscono di intraprendere una formazione al consigliare e approfondire la realtà delle nostre parrocchie e del territorio. E viene ricordato l’invito del card. Tettamanzi: “fare meno, fare meglio, fare insieme”. Nel rispondere ad alcune domande emerse don Marcellino sottolinea che non sono azzerate le commissioni esistenti; piuttosto c’è una più corretta definizione delle stesse perché non si confondano le commissioni che promuovono le diverse pastorali con i gruppi di lavoro che attraverso gli eventi rendono visibili le stesse alle comunità; il calendario degli eventi è importante ma non ci deve angosciare in quanto il vero calendario della chiesa è quello liturgico; infine la nostra formazione avviene già attraverso le sedute del CCP e le molteplici proposte formative delle due parrocchie (da non perdere!)
Il prossimo incontro è fissato per venerdì 20 gennaio.

AZIONE CATTOLICA DELLA COMUNITÀ PASTORALE


AZIONE CATTOLICA DELLA COMUNITÀ PASTORALE
Maria Madre della Chiesa – San Barnaba in Gratosoglio



La seconda tappa del percorso formativo intitolata “Desiderio di Guarigione” si è svolta Domenica 11 dicembre 2011. Il racconto dell’esperienza di malattia e dolore della nostra sorella Cesarina e la guida del nostro Presidente Ivano ci hanno introdotto alla lettura del Vangelo di Marco 5, 21-43 (“la figlia di Giairo” e “l’emoroissa”. Abbiamo potuto esprimere le nostre domande: perché Dio permette la sofferenza, la malattia, il dolore? Don Marcellino ci ha aiutati a comprendere l’atteggiamento di Gesù nei confronti della persona malata: le sue parole, i suoi gesti salvano, non in modo “miracolistico”, ma a partire dal nostro riconoscere di avere bisogno di Lui, dalla nostra consapevolezza che nella nostra vita c’è anche la morte. La fede, che nasce dall’incontro con Lui, è una esperienza di guarigione. Nella Chiesa, i Sacramenti sono gesti di guarigione di Gesù.
L’impegno concreto per noi: lasciamoci “toccare” da chi è nella sofferenza

XX GIORNATA MONDIALE DEL MALATO

SABATO 11 FEBBRAIO 2012
Anniversario dell’apparizione
della Madonna di Lourdes


XX GIORNATA MONDIALE DEL MALATO

ACCOGLIERE IL MALATO IN FAMIGLIA

Giovedì 9 febbraio ore 16,30 S. Messa presso R.S.A. “EMMAUS“
Venerdì 10 febbraio ore 16,30 S. Messa presso R.S.A. “ VIA BARONI”
Sabato 11 febbraio ore 10.30 Eucaristia con gli ammalati ed i loro famigliari nella Chiesa di S. Barnaba (verrà organizzato il trasporto per i malati in difficoltà)
Per questa celebrazione le adesioni dei malati e dei volontari si ricevono in fondo alla chiesa durante le Ss. Messe di: Sabato 28 e Domenica 29 gennaio e Sabato 4 e Domenica 5 febbraio
Durante la settimana porre le adesioni nella buca delle lettere della Casa parrocchiale.