27 giugno 2020
Pane & Parola 26/06/2020 - Verso la IV domenica dopo Pentecoste
21 giugno 2020
Un Quartiere Per L'Estate - Centro Estivo Gratosoglio
Un Quartiere Per L'Estate è la proposta di un centro estivo per i ragazzi dai 7 ai 14 anni (dalla prima elementare conclusa), che si svolgerà da martedì 30 giugno a venerdì 31 luglio.
Sorge dalla cordata di Enti e Organizzazioni Educative di Gratosoglio: L’Impronta, gli oratori delle Parrocchie San Barnaba In Gratosoglio e Maria Madre della Chiesa, Associazione Piccolo Principe Onlus, il Centro Sportivo Italiano, Cooperativa Lo Scrigno e Fondazione Somaschi con la supervisione di Muncipio 5 del Comune di Milano.
In questi giorni è iniziata la formazione dei volontari, che verranno affiancati, nel corso delle attività, da personale professionale.
Le iscrizioni sono possibili prevalentemente online*, a questo indirizzo, esclusivamente dalla mezzanotte tra domenica 21 e lunedì 22 fino alle 15 di venerdì 26 giugno. Tutte le famiglie riceveranno per e-mail conferma di avvenuta iscrizione al termine delle stesse e non oltre sabato 27 giugno alle ore 12.
I posti disponibili sono 80. La segreteria del centro estivo, in ottemperanza alle prescrizioni del DPCM del 17 maggio, utilizzerà i seguenti criteri per eventuali selezioni:
- La difficoltà nella gestione dei ragazzi da parte della famiglia (es. entrambi i genitori lavoratori; nucleo monoparentale)
- Impossibilità per i genitori di accedere al lavoro agile/smart-working
- La condizione di disabilità del minore
- La documentata condizione di fragilità del nucleo familiare
- Data di presentazione dell'iscrizione debitamente compilata e firmata
Per ulteriori informazioni, scaricate il volantino col programma e i costi.
Seguite poi la pagina Facebook e l’account Instagram aperti per l’occasione, per iniziare a capire come si svolgerà questa forma insolita e inedita dell’estate vissuta nei nostri oratori.
*Le famiglie che incontrassero problemi nell’iscrizione online possono rivolgersi alla Cooperativa Lo Scrigno.
13 giugno 2020
Pane&Parola 12/06/2020 - Verso la II Domenica dopo Pentecoste
ALL’INIZIO DELL’ASSEMBLEA LITURGICA
Mostra ancora, o Dio forte ed eterno, a favore dei credenti gli antichi prodigi operati dal tuo braccio; vinci ogni avverso potere e dona alla tua Chiesa di professare in libertà la propria fede e di custodire senza timore la tua legge. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.
Lettura del libro del Siracide. 17, 1-4. 6-11b. 12-14
Il Signore creò l’uomo dalla terra e ad essa di nuovo lo fece tornare.
Egli assegnò loro giorni contati e un tempo definito,
dando loro potere su quanto essa contiene.
Li rivestì di una forza pari alla sua e a sua immagine li formò.
In ogni vivente infuse il timore dell’uomo,
perché dominasse sulle bestie e sugli uccelli.
Discernimento, lingua, occhi, orecchi e cuore diede loro per pensare.
Li riempì di scienza e d’intelligenza e mostrò loro sia il bene che il male.
Pose il timore di sé nei loro cuori, per mostrare loro la grandezza delle sue opere,
e permise loro di gloriarsi nei secoli delle sue meraviglie.
Loderanno il suo santo nome per narrare la grandezza delle sue opere.
Pose davanti a loro la scienza e diede loro in eredità la legge della vita.
Stabilì con loro un’alleanza eterna e fece loro conoscere i suoi decreti.
I loro occhi videro la grandezza della sua gloria, i loro orecchi sentirono la sua voce maestosa.
Disse loro: «Guardatevi da ogni ingiustizia!» e a ciascuno ordinò di prendersi cura del prossimo. Parola di Dio.
SALMO 103 (104), 1-3a. 5-6. 9-11. 14 R.: Benedici il Signore, anima mia!
Sei tanto grande, Signore, mio Dio! Sei rivestito di maestà e di splendore,
avvolto di luce come di un manto, tu che distendi i cieli come una tenda,
costruisci sulle acque le tue alte dimore.R.
Egli fondò la terra sulle sue basi: non potrà mai vacillare.
Tu l’hai coperta con l’oceano come una veste; al di sopra dei monti stavano le acque.
Hai fissato loro un confine da non oltrepassare, perché non tornino a coprire la terra. R.
Tu mandi nelle valli acque sorgive perché scorrano tra i monti.
Tu fai crescere l’erba per il bestiame e le piante che l’uomo coltiva per trarre cibo dalla terra. R.
Lettera di san Paolo apostolo ai Romani. 1, 22-25. 28-32
Fratelli, mentre si dichiaravano sapienti, sono diventati stolti e hanno scambiato la gloria del Dio incorruttibile con un’immagine e una figura di uomo corruttibile, di uccelli, di quadrupedi e di rettili. Perciò Dio li ha abbandonati all’impurità secondo i desideri del loro cuore, tanto da disonorare fra loro i propri corpi, perché hanno scambiato la verità di Dio con la menzogna e hanno adorato e servito le creature anziché il Creatore, che è benedetto nei secoli. Amen. E poiché non ritennero di dover conoscere Dio adeguatamente, Dio li ha abbandonati alla loro intelligenza depravata ed essi hanno commesso azioni indegne: sono colmi di ogni ingiustizia, di malvagità, di cupidigia, di malizia; pieni d’invidia, di omicidio, di lite, di frode, di malignità; diffamatori, maldicenti, nemici di Dio, arroganti, superbi, presuntuosi, ingegnosi nel male, ribelli ai genitori, insensati, sleali, senza cuore, senza misericordia. E, pur conoscendo il giudizio di Dio, che cioè gli autori di tali cose meritano la morte, non solo le commettono, ma anche approvano chi le fa. Parola di Dio.
Alleluia. Siate perfetti, dice il Signore, come è perfetto il Padre vostro celeste. Alleluia.
Lettura del Vangelo secondo Matteo. 5, 2. 43-48
In quel tempo. Il Signore Gesù si mise a parlare e insegnava loro dicendo: «Avete inteso che fu detto: Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico. Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano, affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli; egli fa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti. Infatti, se amate quelli che vi amano, quale ricompensa ne avete? Non fanno così anche i pubblicani? E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani? Voi, dunque, siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste». Parola del Signore.
Mettendomi in ascolto delle letture mi hanno colpito alcune espressioni:
1. Discernimento, lingua, occhi, orecchi e cuore diede loro per pensare.
Nella visione biblica il pensiero dell’uomo è frutto dell’esercizio di più facoltà, di tutte le sue facoltà migliori. A quale cura siamo richiamati verso ciò che diciamo, vediamo, ascoltiamo, sentiamo nel profondo del cuore per formare i nostri pensieri e giungere a scegliere il vero bene della nostra vita!
2. Guardatevi da ogni ingiustizia!
Il monito del Creatore rieccheggia nelle riflessioni di s.Paolo e diventano un elenco prezioso per l’esame della vita di ogni uomo. Nel silenzio ripercorriamolo con verità. Riconoscendoci ingiusti potremo invocare la sua misericordia e lodare il suo santo nome: “Sono colmi di ogni ingiustizia, di malvagità, di cupidigia, di malizia; pieni d’invidia, di omicidio, di lite, di frode, di malignità; diffamatori, maldicenti, nemici di Dio, arroganti, superbi, presuntuosi, ingegnosi nel male, ribelli ai genitori, insensati, sleali, senza cuore, senza misericordia”.
3. A ciascuno ordinò di prendersi cura del prossimo.
In opposizione all’ingiustizia ecco il sunto di cosa vuol dire praticare la giustizia: prendersi cura del prossimo. Di questi tempi abbiamo scoperto o riscoperto alcuni modi di questa cura. La fase 2,3,4… sono occasioni per esercitarci in questa cura: è motivo di gratitudine ma anche di invocazione, di richiesta di perdono e anche di propositi da mantenere…
4. Amate i vostri nemici … se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? … Voi, dunque, siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste.
Non è un programma per ingenui o inesperti. Forse solo chi ha già una grande esperienza della vita può davvero comprendere le parole di Gesù. Le prove e i fallimenti della vita, vissuti come occasioni e manifestazioni dello Spirito, permettono di imparare a fidarsi di Dio e ad osare lo “straordinario” di una umanità che riflette la perfezione e la bellezza dell’amore del Padre, fino ad amare i nemici e pregare per i persecutori (come ha fatto Gesù in croce).
Padre, grazie per il dono della vita che respira in noi e in tutto l’universo.
Grazie perché chiami noi uomini a fare la cosa straordinaria per eccellenza: amare.
E’ la chiamata a vivere in pienezza la nostra umanità prendendoci cura del prossimo.
Ed è la chiamata a riflettere il tuo volto di Padre in una vita di fratelli.
Non permettere che ci accontiamo di vivere senza tendere a questa ordinaria straordinarietà.
Scuotici dal grigiore di una vita che tende al ribasso e che dimentica la sua alta vocazione.
Senza l’amore che si dona, fino alle estreme conseguenze, avremo vissuto invano
avremo perso l’occasione di godere della bellezza dell’Amore,
della bellezza della Vita, della bellezza di Te che sei nostro Padre. Amen.
09 giugno 2020
Celebrazione del Corpus Domini 2020
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Un'immagine della processione cittadina del Corpus Domini del 2018, da Maria Madre a San Barnaba (foto di un parrocchiano) |
06 giugno 2020
Pane & Parola 5/6/2020 - Verso la solennità della Santissima Trinità
Dio Padre, che mandando
agli uomini la Parola di verità e lo Spirito di santificazione ci hai rivelato
il tuo mistero mirabile,
donaci di confessare la vera fede e di riconoscere la gloria della Trinità
eterna, adorando l’unità nella maestà divina.
Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con
te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.
Lettura del libro dell’Esodo. Es 3, 1-15
In quei
giorni. Mentre Mosè stava pascolando il gregge di Ietro, suo suocero, sacerdote
di Madian, condusse il bestiame oltre il deserto e arrivò al monte di Dio,
l’Oreb. L’angelo del Signore gli apparve in una fiamma di fuoco dal mezzo di un
roveto. Egli guardò ed ecco: il roveto ardeva per il fuoco, ma quel roveto non
si consumava. Mosè pensò: «Voglio avvicinarmi a osservare questo grande
spettacolo: perché il roveto non brucia?». Il Signore vide che si era
avvicinato per guardare; Dio gridò a lui dal roveto: «Mosè, Mosè!». Rispose:
«Eccomi!». Riprese: «Non avvicinarti oltre! Togliti i sandali dai piedi, perché
il luogo sul quale tu stai è suolo santo!». E disse: «Io sono il Dio di tuo
padre, il Dio di Abramo, il Dio di Isacco, il Dio di Giacobbe». Mosè allora si
coprì il volto, perché aveva paura di guardare verso Dio.
Il Signore disse: «Ho osservato la miseria del mio popolo in Egitto e ho udito
il suo grido a causa dei suoi sovrintendenti: conosco le sue sofferenze. Sono
sceso per liberarlo dal potere dell’Egitto e per farlo salire da questa terra
verso una terra bella e spaziosa, verso una terra dove scorrono latte e miele,
verso il luogo dove si trovano il Cananeo, l’Ittita, l’Amorreo, il Perizzita,
l’Eveo, il Gebuseo. Ecco, il grido degli Israeliti è arrivato fino a me e io
stesso ho visto come gli Egiziani li opprimono. Perciò va’! Io ti mando dal
faraone. Fa’ uscire dall’Egitto il mio popolo, gli Israeliti!». Mosè disse a
Dio: «Chi sono io per andare dal faraone e far uscire gli Israeliti
dall’Egitto?». Rispose: «Io sarò con te. Questo sarà per te il segno che io ti
ho mandato: quando tu avrai fatto uscire il popolo dall’Egitto, servirete Dio
su questo monte».
Mosè disse a Dio: «Ecco, io vado dagli Israeliti e dico loro: “Il Dio dei vostri
padri mi ha mandato a voi”. Mi diranno: “Qual è il suo nome?”. E io che cosa
risponderò loro?». Dio disse a Mosè: «Io sono colui che sono!». E aggiunse:
«Così dirai agli Israeliti: “Io-Sono mi ha mandato a voi”». Dio disse ancora a
Mosè: «Dirai agli Israeliti: “Il Signore, Dio dei vostri padri, Dio di Abramo,
Dio di Isacco, Dio di Giacobbe, mi ha mandato a voi”. Questo è il mio nome per
sempre; questo è il titolo con cui sarò ricordato di generazione in
generazione. Parola di Dio.
Sal 67 (68) R.:Cantate a Dio, inneggiate al suo nome.
O Dio, quando uscivi
davanti al tuo popolo, quando camminavi per il deserto,
tremò la terra, i cieli stillarono davanti a Dio, quello del Sinai, davanti a
Dio, il Dio di Israele. R.
Di giorno in giorno
benedetto il Signore: a noi Dio porta la salvezza.
Il nostro Dio è un Dio che salva; al Signore Dio appartengono le porte della
morte. R.
Verranno i grandi
dall’Egitto, l’Etiopia tenderà le mani a Dio.
Regni della terra, cantate a Dio, cantate inni al Signore. Riconoscete a Dio la
sua potenza. R.
Lettera di san Paolo apostolo ai Romani. Rm 8, 14-17
Fratelli, tutti quelli che sono guidati dallo Spirito di Dio, questi sono figli di Dio. E voi non avete ricevuto uno spirito da schiavi per ricadere nella paura, ma avete ricevuto lo Spirito che rende figli adottivi, per mezzo del quale gridiamo: «Abbà! Padre!». Lo Spirito stesso, insieme al nostro spirito, attesta che siamo figli di Dio. E se siamo figli, siamo anche eredi: eredi di Dio, coeredi di Cristo, se davvero prendiamo parte alle sue sofferenze per partecipare anche alla sua gloria. Parola di Dio.
Alleluia. Gloria al Padre, e al Figlio, e allo Spirito Santo; a Dio che è, che era e che viene. Alleluia.
Lettura del Vangelo secondo Giovanni. Gv 16, 12-15
In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future. Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà». Parola del Signore.
Dio si rivela a Mosè in una fase precisa della sua vita che potremmo dire rinunciataria e che si trascina nell’ordinarietà. Lasciata alle spalle la vicenda, esaltante ma anche avvilente e divenuta pericolosa, in Egitto, Mosè ora si dedica alla famiglia e al lavoro. E’ troppo dura la realtà per cambiarla e gli ideali “giovanili” sono stati messi da parte. Il potente Mosè ha fatto i conti coi suoi limiti (è giunto fino ad uccidere e scappare) e… non possiede più nulla, nemmeno il gregge è suo ma del suocero.
Dio si rivela così a Mosè:
In un roveto che arde ma non consuma: perché così, diversamente da noi, è la passione d’amore di Dio. È amore che non consuma e non si consuma… è amore sempre ardente, giovane! Ed è amore che non dimentica l’amato mai.
Con delle credenziali precise:
“il Dio di tuo padre”: Mosè non ha conosciuto suo papà ma sa che ha fatto di tutto per salvarlo da morte certa, sa che lo ha amato fino a rinunciare ad averlo con sé…
“il Dio di Abramo, di Isacco e di Giacobbe”: Mosè conosce la storia del suo popolo e la fedeltà di Dio alle promesse fatte e rinnovate ai patriarchi.
Dicendo: “ho osservato la miseria del mio popolo, conosco … sono sceso a liberarlo”. Ecco la manifestazione della fedeltà di Dio per il suo popolo. Ecco la rivelazione del suo cuore, delle sue intenzioni rinnovate in questo momento preciso della storia.
Rivelando il suo nome “Io sono colui che sono”: la frase «io sono colui che sono», stando alle regole della grammatica ebraica ,significa «io sono colui che c’era, che c’è e che ci sarà», cioè «io sono colui che è sempre presente», «io ci sono».
NB: “Questo è il mio nome per sempre; questo è il titolo con cui sarò ricordato di generazione in generazione”.
Invochiamo il dono dello Spirito:
Vieni Spirito Santo, tu sei l’IO-CI-SONO di Dio per noi!
Vieni Spirito Santo, in te Gesù è con-noi-tutti-i-giorni fino alla fine del mondo.
Vieni Spirito Santo, raggiungici nella ferialità spesso trascinata tra slanci e rinunce, tra idealità e delusioni.
Vieni Spirito Santo e ricordaci le parole di Gesù sul Padre, il suo amore e la sua volontà di salvezza.
Vieni Spirito Santo, il tuo fuoco purifichi le nostre mancanze e riaccenda in noi l’amore per Dio e i fratelli.
Vieni Spirito Santo e riaccendi in noi la fiamma viva dell’amore appassionato e fedele di Dio per ogni uomo.
Vieni Spirito Santo…
Abbiamo celebrato lunedì 1.6 la festa di Maria Madre della Chiesa e ora celebriamo il 7.6 la festa di San Barnaba:
Vieni Spirito Santo sulle nostre Comunità parrocchiali e sui nostri quartieri
Infondi in tutti la certezza dell’IO-CI-SONO di Dio per ciascuno.
Sostieni e incoraggia gli animi delle persone sole, delle famiglie provate in tanti modi, dei ragazzi lasciati a se stessi, dei giovani frustrati dall’impatto col mondo reale, degli anziani abbandonati…
Apri i cuori chiusi dal male e incapaci di credere al perdono, alla tenerezza e a nuovo amore.
Guida la nostra comunità a raccogliere la provocazione che viene dal momento presente ad aprirsi a tutti con paziente operosità, perché siano allargati i paletti della tenda che tutti vuole accogliere come le braccia del Padre, tutti figli e fratelli, tutti amati e perdonati…